Gov.it
Cross-posto (che termine orribile :-) l'articoletto che ho scritto sul mio blog relativamente ai temi introdotti dalla circolare 8 del Ministro Brunetta.
Enyoj
Il 26 Novembre il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha emanato al circolare n. 8:“Direttiva del Ministro … per la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino”.
Alcuni temi sono particolarmente interessanti anche se denotano un atteggiamento “centralistico” rispetto al problema e alla soluzione da adottare:
A) Registrazione e creazione di siti web per specifici progetti/iniziative non correlati ai siti principali delle pubbliche amministrazioni;
E’ l’effetto celopiùlunghismo, caro Ministro. Vivendo e studiando al PA da anni denoto una diabolica ossessione su questo tema che nasce innanzitutto da un approccio sbagliato e duro a morire: la mediazione e il controllo. Quasi il 100% dei siti istituzionali (quelli ufficiali) vengono mediati da una redazione che, nel corso degli anni, ne assume il governo totale e si radica in una rendita di posizione assoluta e impossibile da schiodare. Cosa resta da fare, dunque, per chi non vuol mediare con la redazione (o chi la presiede)? Aprirsi un proprio spazio con relativo dominio, contenuti, servizi, ecc! Detto ciò vale sempre la mia proposta di azzerare tutto e passare dal concetto di CMS (che non ha più senso e di fatto incentiva mediazione e controllo) a quello di aggregatore ufficiale!
Esempio da non seguire: al comune di Palermo l’informazione più in evidenza è il webmaster (CLICCABILE) che ci dice l’ora esatta. Chapeau!
B) Permanenza dei siti web anche dopo la chiusura del progetto iniziativa;
Anche in questo caso (parzialmente collegato al precedente) quando si sviluppano siti web legati a un progetto o a un iniziativa, molto spesso si sceglie un consulente, un fornitore, un qualcuno a progetto che lo governi e lo promuova. Poi, quando quest’ultimo esaurisce il mandato, non vi è nessuna competenza per aggiornare o rilanciare (nel caso serva) il servizio. Va detto, inoltre, che molto spesso questi siti potrebbero essere una semplice sub-directory del sito istituzionale (www.istituzione.gov.it/progetto) mentre il celopiùlunghismo e l’opportunità di crearsi una nicchia propende per la scelta del dominio assoluto (www.nomeprogetto.it).
Esempio da non seguire: al comune di Roma ben 4 progetti (nella sezione PROGETTI) sono spenti o decaduti. Chapeau!
C) Riconoscibilità non immediata della natura, pubblica o privata, del sito web;
Che dire, è l’effetto outsourcing bellezza! Da anni predico in tutte le mie lezioni, studi e seminari che SOLO un civil servant ha il senso di appartenenza all’Ente. La proliferazione di consulenze e outsourcing tese a premiare il fornitore e a deprimere il funzionario capace e appassionato spostano l’attenzione su altri piani che non sono di interesse del cittadino.
D) Identificazione non immediata dell’amministrazione che ha realizzato il sito web;
Infatti, perchè spesso non l’ha realizzato l’amministrazione;
Sembrano sfumature, ma il canale YouTube del FVG non visualizza il logo ufficiale e non dichiara (apertamente) come il Veneto la sua natura istituzionale. Eppure sono entrambi ufficiali!
E) Assenza di regole e di criteri per il trattamento dei contenuti da dichiarare obsoleti, in modo tale da garantire agli utenti internet la disponibilità, anche attraverso motori di ricerca, di contenuti validi ed aggiornati.
E’ chiaro che se il sito istituzionale (caso rarissimo) fosse progettato bene e disponesse di un sistema CMS con annesse funzinalità di versioning & expiration feautures (quasi tutti i moderni CMS ne sono provvisti) il gioco sarebbe di una banalità unica ma, questi i siti istituzionali sono molto spesso un accozzaglia di pagine messe su alla rinfusa o delle brochure webbizzate!
Ora è chiaro che la prima regola che il Ministro vorrebbe applicata è quella relativa al suffisso di dominio: gov.it per tutte le amministrazioni pubbliche. E mi trova pienamente daccordo.
Le altre sono un po’ di facciata (convegno finale, community, individuazione del responsabile della pubblicazione, ecc.) Specialmente quest’ultima è odiosa, in quanto induce all’ennesima gara verso la “posizione” che, in un web disintermediato e partecipato non ha alcun senso.
Va comunque ammessa la bontà dell’operazione e un invito a segnalare su http://www.accessibile.gov.it/consulta/ tutte le anomalie, bizzarrie e perversioni delle amministrazioni pubbliche.
Poi, si sa, io sono un po’ “francese”. Queste direttive mi piacciono ma restano inapplicate. In Francia, di solito, danno qualche mese di tempo e se non ci pensano da sole le amministrazioni locali, lo Stato centrale attua un bel: “ghe pensi mi”! Che non fa poi male.
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commenti
....Siamo al capolinea? o è solo una fermata intermedia?
Siamo dunque giunti al capolinea;siamo in salita; sono le feste e il clima natalizio o che altro avrà fatto rallentare il nostro ritmo partecipativo di questi forum? Credo,molto sommessamente e altrettanto molto personalmente, che questo improvviso "fermo" sia dovuto al fatto di aver voluto portare le nosre argomentazioni ma,in particolare,quelle dei molti "esperti di informatica" che vi partecipano,rispetto alla "media conoscenza" di altrettanti partecipanti, ed alla "poca conoscenza" di moltissimi dipendenti,su di un binario nel quale si parla esclusivamente di p.a. digitale,posta certificata,e.gov, firma digitale, siti web e tanto altro ancora quando c'è ancora da far capire,e mi ripeto e lo farò all'infinito,cos'è e come si utilizza internet.
Se "innovare" significa anche immettere nella p.a. e far partecipare quest'ultima,in tutte le sue componenti,ai processi di riorganizzazione propri di una moderna informatizzazione dello Stato,non vuol dire solo questo. Si deve e si può innovare anche da altri punti di vista: l'organizzazione,le risorse umane e finanziarie,il benessere,la formazione (tanto per citarne alcune) sono altrettanti temi dei quali si è cominciato a parlare ma poi sono stati presto abbandonati per concentrarsi esclusivamente su quello che sembra,ma non è così, l'unico male che affligge la nostra p.a.: Il non voler a tutti i costi essere tutti grandi esperti e massimi utilizzatori di sistemi informatici e di tutto ciò che offre la rete.
Spero di sentirVi per gli auguri natalizi,che,ad ogni buon conto anticipo a tutti Voi.
Ciao
Tiratina d'orecchie
Suona un po' da tiratina d'orecchie :-)
cit: ".....quando c'è ancora da far capire,e mi ripeto e lo farò all'infinito, cos'è e come si utilizza internet....". Ok, posso anche concordare, in parte, ma viva Dio, Facebook per cazzeggiare han capito tutti come funziona, perchè non si sforzano un po' da soli a capire come funziona la rete dopo 20 anni?
E te lo dice uno che passa la vita a spiegare cos'è la rete. Ma prima o poi mi stancherò di imboccare la pappa, perchè in altri paesi è un pezzo che hanno staccato ciuccio, bavaglino e seggiolone.
Ma va bene lo stesso, è Natale :-)
Tanti auguri!
..Ciao,Gianluigi. Sono
..Ciao,Gianluigi. Sono contento della tua risposta perchè è esaustiva ed hai detto in poche parole tanti concetti che non sembrano ancora molto chiari: "....perchè non si sforzano un po' da soli...." Che facciamo? come ne usciamo? Dice Attilio: "Le leggi ci sono e devono essere rispettate: Giusto. Potremmo allora prendere " di petto" questi diciamo così "furbetti" (perchè fingono di non saper usare la rete perchè non vogliono farlo) costringerli (e si può) a formarsi. A quel punto li metti nel posto per il quale sono stati formati e se non "lavorano" li tagli e chiedi anche il rimborso per le spese di formazione (in solido con l'amministrazione che non li ha utilizzati come si sarebbe dovuto) Ecco perchè dico che si sta creando una cornice,bella,ma manca ancora chi deve dipingere il quadro. Ora ti faccio un esempio molto molto significativo (sapete,per chi mi legge,che sono abitusato a parlare con fatti concreti)
Ci sono progetti a livello europeo che riguardano la possibilità di far partecipare i cittadini italiani ai procedimenti amministrativi che li riguardano in materia amministrativa che non possono partire sapete perche?......Perchè non si è ancora trovato il modo di evitare al cittadino di doversi comunque recare presso l'ufficio di persona per portare...LA MARCA DA BOLLO.....! (prevista dalla legge eh!) credo non sia necessario dire più niente.
DAVVERO TANTI AUGURI A TUTTI DI BUON NATALE DI VERO CUORE.
Ciao Salvatore.....penso
....che proprio dalla tua ultima frase dovremmo partire.
Il caso che una legge si sia dimenticata "la marca da bollo telematica" è esemplare di una certa noncuranza o forse ignoranza o forze menefreghismo ed io penso che solo facendo venire a galla questa e mille altre incongruenze riusciremo a procedere.
In questa azione esistono due momenti, il primo di scoperta delle incongruenze ed il secondo di tentativo di azione per rimuoverle.
Nella prima parte della tua lettera fai delle giuste affermazioni su colpe e punizioni e vorrei chiederti se le conclusioni operative che ne trai sono ipotesi di lavoro od esistono leggi, regolamenti e bolli tondi che le santificano.
Nel primo caso dovremmo alzare la voce perchè diventino regole. Nel secondo caso dovemmo denunciare oltre a chi non fa anche chi non le applica.
L'innovazione non ci viene servita su un piatto d'argento, dobbiamo meritarcela faticosamente. Il partecipare a queste chiaccherate è solo un primo pallido passetto....dobbiamo arrivare a sper correre!
Allargare la conoscenza su fatti e msfatti, promuovere continuamente queste informazioni, parlarne ovunque e comunque possono smuovere le cose.
Ritirarsi in un angolo a leccarsi le ferite, o arroccarsi su una torre d'avorio non servono.
Per modificare una legge occorre muoversi dentro e contro il terreno infido della burocrazia, è difficile, è complesso, è faticoso....è vero, ma lamentarsi solo non basta.
Gutta cavat lapidem dicevano gli antichi, facciamoci guttae che rompono la testa dei burosauri!
UN AFFETTUSO BUON NATALE A TUTTI!
Ritiratina d'orecchie ...natalizia
Caro Gianluigi,
magari fosse come dici tu che la gente sa crogiolarsi su Facebook e poi fa finta di non capire la rete.
Io sono convinto che in Italia molta gente non ha alcuna idee della rete, di Internet e di facebook e guarda queste cose come strane creature pericolosissime.
La scarsa diffusione Italiana dei PC e dell'uso di Internet non è dovuta a carenze di rete, è dovuta ad ignoranza che aumenta in modo esponenziale con l'età delle persone e si sa che l'Italia è un paese che invecchia.
Le statistiche dicono che in Italia, tra poca larga banda, molta ADSL su rame e molte connessioni mobili c'è una copertura utile di circa il 90% del territorio. Eppure solo il 70% delle famiglie ha un PC, solo il 40% è connesso e solo il 20% lo usa con continuità.
Forse, come dici tu, è il momento di staccare il ciuccio, ma, aggiungo io, occorre cominciare a distribuire gli omogeneizzati prima di passare a bistecche e caciucco....o la cicuta per i renitenti a tutti i costi.
Buon Natale.
Forse siamo arrivati ad uno dei noccioli della questione.
Sicuramente c'è un gran bailamme di attività a 360°, cioè detto in termini antiquati, un gran casino, perchè tutti vorrebbero avere tutto e subito, ma per fare c'è un piccolo problema, occorre saper fare.
E qui è il punto, il grande gap culturale du strumenti, funzionalità, capacità etc.
Sono d0accordo che un criterio di standardizzazione deve essere scritto e mi pare che ci fosse una funzione pubblica cui era demandatato. Non ha saputo farlo, non ha voluto farlo oppure chi lo doveva applicare se ne è buggerato, bene, cioè male, ma la omissione di atti di ufficio, che per un civil seravant significa il non rispetto della legge, deve essere punito e non servono altri regolamenti.
E qui è il secondo punto, le leggi non sono "leggi", ma consigli che possono anche non essere rispettati e così ....siamo al punto di prima.
Forse unendoci per denunciare queste situazioni potrebbe essere la prima attività di lobbying possibile. E quando parlo di denunciare non intendo grillistiche piazzate, ma vere e proprie denunce. Sino a prova contraria i magistrati hanno l'obbligo di perseguire un reato del quale vengono a conoscenza: scateniamo allora questo meccanismo perverso, forse comincerà a succedere qualcosa.
Forse qualcuno mi dirà che sono un estremista pazzo, ebbene molte volte vorrei esserlo sul serio.
accordo non accordo #2
Gianluigi,
penso che il nostro disaccordo sia più semantico che effettivo.
Partiamo dal Gruppo di opinione che non è una lobby. Questa differenziazione mi sembra eccessiva. Sergio Romano sil Corriere della Sera dice "Parlando, come accade sempre più frequentemente, di lobby americane abbiamo finito per adottare il significato neutrale e obiettivo che la parola ha negli Stati Uniti." (http://www.corriere.it/romano/08-05-07/02.spm).
Tu dici : Poi possiamo usare momenti creativi per crescere e persuadere chi ci ascolta. Poi possiamo anche mandare "pizzini" a chi ci è più vicino. Ma, d'accordo o non d'accordo deve essere l'opposizione parlamentare a dirlo. Il Ministro fa il suo lavoro con la sua squadra e in questo caso ha colto bene il tema, IMHO." Quindi plaudiamo l'iniziativa e facciamo azione di lobbying (nell'accezione USA) per tentare di raddrizzare cose che secondo noi non vanno.
Punizioni o regolamento con sanzioni: sicuramente la tua forma burocratica è più esatta, ma il senso che volevo dare io, e che credo non sia stato chiaro, riguarda una certa mancanza di "spirito di servizio etico" che mi sembra esistere solo per paura di regolamento e sanzioni.
Infne il federalismo.
Io personalmente non sono ne contro ne a favore, penso soltanto che in alcuni casi è più semplice decidere e fare quando si è vicini alle necessità. Nel caso che stiamo esaminando, per eccesso di falso federalismo, ogni comune, dai più grandi con milioni di abitanti, ai più piccoli con cento abitanti, pensa di essere il più bravo ed il depositario del verbo tecnologico digitale. Per questo motivo esistono mille siti "celoduristi" che è giusto controllare attraverso un codice di comportamento unico.
La nostra estrazione lavorativa diversa ci porta a fare ragionamenti diversi, ma alla fine, come dovrebbero fare le persone di buonsenso, tendiamo a capirci. Forse dovremo fare una forte azione di lobbying in questo senso.
Buonsenso
Sul buonsenso siamo in pieno accordo, direi!
Purtroppo, però, non abbiamo le leve per poter cambiare dal basso questo delirio grottesco, che è rappresentato dal proliferare assurdo e quasi diabolico di siti web. Dobbiamo però, laddove qualche leva ci è lasciata in gestione, applicare quelo che il nostro ruolo richiede: economia, razionalità, risposta al fabbisogno reale e adesione agli standard.
Questo vuol dire fare bene il "civil servant". Se, invece, avessimo davvero tutte le leve (budget, delega organizzativa, ecc.) allora saremmo un lobby. Ma poco cambia, l'importante è che si inizi.
Iniziamo, intanto, a parlare di gestione centralizzata o delegata dei DNS pubblici. Qualcuno farà un salto sulla sedia perchè non sa nemmeno di cosa si tratta. Ma il suffisso gov.it va gestito, non solo enunciato. Facciamo cultura su questo, per cominciare.....poi tutto verrà da se.
6 U
Re: Accordo e non accordo
Attilio, noi (i social amici qui del social coso qua sotto) siamo un gruppo di opinione non una lobby!
Nel senso: facciamo circolare idee, proposte, critiche più o meno costruttive. Io ho detto la mia sul post, voi sui commenti qui o sul mio blog. E così possiamo andare avanti all'infinito.
Poi possiamo usare momenti creativi per crescere e persuadere chi ci ascolta. Poi possiamo anche mandare "pizzini" a chi ci è più vicino.
Ma, d'accordo o non d'accordo deve essere l'opposizione parlamentare a dirlo. Il Ministro fa il suo lavoro con la sua squadra e in questo caso ha colto bene il tema, IMHO.
Certo io come persona sarei più "francese", quindi meno federalista, ma il mio compito è di fare il funzionario e proporre interpretazioni, campi di applicazione, correzioni in fase di delivery.
Quindi quella che tu chiami punizione, per me è "regolamento comprensivo di sanzione per gli inadempienti"!
Come rete innovatori non abbiamo potere di veto e nemmeno di lobby.
Take care
Accordo e non accordo
Ho letto con abbastanza attenzione il commento alla circolare Brunetta e la circolare stessa che mi è sembrata, e mi pare che in questo siamo d'accordo, una opportuna presa di posizione nel bailamme di siti, sitarelli, situcci e sitacci che dovrebbero rappresentare la nostra PAC e PAL.
A parte la riconoscibilità, che mi sembra il minimo, pensoche una certa omogeneità debba esserci in modo da riconoscere subito un sito ufficiale da altri siti.
Non ho capito se siamo d'accordo o no, ma penso che debba esserci un ben definito ed identificato responsabile dell'aggiornamento del sito e della rispondenza alle regole generali.
Non sono d'accordo che sia sufficiente "il senso di appartenenza all'Ente del civil servant", se esistesse la PA funzionerebbe come un orologio.
Che le cose della PA dovrebbero funzionare secondo leggi e spirito di servizio, lo auspichiamo tutti, che non è così lo vediamo tutti.
Purtroppo solo la punizione in molti casi ha effetto, non dovrebbe essere così, ma è così.
Infine parliamo tanto di federalismo e poi centralizziamo il lavoro....non mi pare una bella soluzione.
Quasi quasi lo segnalo...
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Quasi quasi lo segnalo all'osservatorio sull'accessibilità :)