Posta elettronica certificata. Le speranze e la dura realtà dei fatti.
Ieri 26 aprile è stata inaugurato l'avvio della Posta Elettronica Certificata.
Filmati, giornali, proclami, "rivoluzioni" varie in corso.
Nella giornata di ieri, mia moglie si rivolge (telefonicamente) ad una ASL veneta chiedendo l'invio a casa del responso di un esame.
Naturalmente, subendo le mie nefaste influenze, ha chiesto se poteva usare la PEC.
L'ovvia risposta (purtroppo) è stata: usi il fax, fotocopi il suo documento di identità, faccia un bonifico (spese postali incluse), "il suo referto le verrà recapitato a casa". La PEC non siamo addestrati ad usarla, ha argomentato il dipendente dell'ASL.
Chi scrive rispetta e pratica la dura battaglia per la modernizzazione della PA. Un consiglio, meno proclami e filmati, più formazione dei dipendenti, più responsabilizzazione dei dirigenti.
Insomma, la via della riforma della PA è fatta di meno regole, meno proclami, meno "rivoluzioni in corso" e più pratica, delegificazione e convenienze reciproche.
commenti
sPECchio per le allodole, dice qualcuno
ciao a tutti, segnalo quest'articolo http://punto-informatico.it/2874553/PI/Commenti/regalo-pecche-pecchi.aspx, ed il commento che ho postato lì.
Posta elettronica certificata
Salve, anch'io ho sentito parlare di posta elettronica certificata. Tuttavia non sono cosi' informata come voi. Non è che se sapreste dirmi come funziona e come posso attivarla? Mi pare un'ottima cosa....e spero che funzioni.....e che non sia come le classiche cose all'italiana......
Puoi collegarti al sito
Puoi collegarti al sito http://www.postacertificata.gov.it/ dove è spiegato quali sono le procedure da seguire per richiedere l'attivazione.
Se non l'hai già visto, ti consiglio il video di Ernesto Belisario che trovi linkato nel mio precedente intervento, che spiega molto efficacemente funzionamento, vantaggi e svantaggi della PEC.
Laura
Buonasera Signor Michele.
Buonasera Signor Michele. Intervengo sul Suo post perchè quello della formazione,in questo campo specialmente,è un tema piuttosto caro.Ma prima,due parole sulla PEC. Sono d'accordo sull'eccessivo propagandismo rispetto alla reale e concreta fattibilita',almeno nell'immediato futuro,di questa importante innovazione. Vedrà che,come sempre accade in Italia e parlo per esperienza diretta nel mio lavoro, dove ogni volta che c'è una novità qualsiasi,per es sui passaporti, il 70 per cento dei cittadini che ne sono già in possesso,corrono a "rifarsi" il documento,che tra l'altro ha anche un costo,(figuriamoci la PEC che è gratis....!!) anche se non è assolutamente necessario o gli era stato rilasciato il mese prima..! è accaduto così per il passaporto digitale,quello elettronico e sta accadendo lo stesso per quello biometrico! passata la fase di "bombardamento mediatico" nella quale tutti stanno correndo ad attivarsi la casella di PEC,molti senza nemmeno sapere di cosa davvero si tratta, faremo i nostri bravi "conti dell'oste" e vedremo chi e quanti utilizzeranno davvero questo moderno ed efficace mezzo di comunicazione con le P.A. C'è poi da dire che presto "l'illusione" svanirà perchè risposte come quella della ASL da Lei segnalata ce ne saranno a migliaia: 1° perchè pochissime amministrazioni ed enti pubblici sono effettivamente pronti a partire per i più svariati motivi (taluni veri,altri,ed ha ragione il Dr. Romita,molto spesso inventate); 2° perchè c'e' stata pochissima formazione. Su questo tema devo dire però che,almeno per quanto riguarda le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato molto spesso la "colpa",mi dispiace dilo è dei sindacati. Sà, Signor Michele,come avviene in molte amministrazioni, (forse nemmeno il Ministro Brunetta lo immagina!) la scelta delle persone da inviare ai corsi di formazione? Dirà lei: "è ovvio,in base alle competenze ed alle funzioni...!" Niente affatto!!! si sono stabilite regole assurde per cui si partecipa ai corsi o per anzianità o a giro ecc.ecc.!!! Così se ,ed è un fatto reale,si organizza un corso sulla PEC e la comunicazione istituzionale,non ci và chi si occupa di questo ma... a chi tocca!!! e potrebbe capitare ad un povero cristo che svolge tutta un'altra cosa. Così: Ad un corso di formazione in materia contabile capita che ci vada un impiegato di un altro settore che non ha niente a che fare.
Negli anni passati,invece,non era così: Le scuole chiamavano ai corsi in base alle effettive esigenze e utilizzo del personale,a volte anche nominativamente e senza passare per le "forche caudine" della contattazione sindacale per "decidere" chi,come e dove.
Le sembra gentile Sig. Michele che si possa arrivare molto lontano in questo modo? Non era il caso di avviare,già dal tempo in cui lo aveva previsto il codice digitale ,una formazione seria,funzionale e capillare?
Grazie per avermi letto.
Ciao
Ciao Michele,
rispondo...segnalando un post in tema, sul blog di Ernesto Belisario:
http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/27/pec-day-e-troppo-presto-per-i...
Laura