un piede nella PA e uno nello spazio

letto 1839 voltepubblicato il 21/05/2010 - 13:01 nel blog di giovanni arata

Un piede nella pubblica amministrazione e uno nello spazio. è questa la sensazione che mi ha lasciato partecipare al  di mercoledì scorso. 
il piede piantato nella pubblica amministrazione ha camminato tra i problemi, annosi e stranoti, dei quali ci raccontiamo ormai ogni giorno: mancanza di turnover, indifferenza di (molta) dirigenza di fronte all’innovazione, scarsità di risorse. ma soprattutto difficoltà culturale rispetto alle innovazioni: ”il metodo col quale la PA affronta le nuove tecnologie è assolutamente fuori dal tempo” ha affermato Antonino Caiola dell’A.O. S.Giovanni di Roma durante un tavolo dedicato ai social network  “e questo perché continua a lavorare per procedure e non per obiettivi”. 

Ma l’altro piede, quello che si muoveva libero nello spazio, si è consumato i calli a furia di inseguire idee e proposte. Gli ignite mattutini hanno offerto spunti in quantità: dai progetti di apertura dei dati in possesso della PA (OpenPolis, OpenStreetMap, Ecocatasto per citarne solo alcune) agli interventi “di riflessione” sulla riformulazione del concetto di privacy, sull’impiego dei media sociali, sui nuovi stili di lavoro in ambito pubblico. Fino alle considerazioni di Gigi Cogo che, nel chiudere la sessione del mattino si è soffermato sulla necessità di seguire due direttrici principali: “approfittare” delle difficoltà economiche correnti per ascoltare le idee innovative provenienti dal basso e (2) creare dei marketplace per valorizzare le proposte/applicazioni già esistenti e spingerne lo sviluppo ulteriore. 

Nel pomeriggio entrambe le estremità si sono spostate verso il tavolo tematico dedicato ai social media, trovandovi descritte nel complesso condizioni analoghe a quelle di cui sopra: un po’ di indifferenza, quanto basta di confusione e molto ritardo culturale “ai piani alti”. Ma anche progetti già realizzati, tanta spinta (interna ed esterna) a sperimentare e tanta tanta curiosità. 
Le due estremità hanno ascoltato, preso appunti e si son persino parlate. 
E quando a fine giornata sono tornati a casa, i due piedi han pensato che forse un buon passo per ravvicinarsi era stato fatto.

 

4 commenti

giovanni arata

giovanni arata21/05/2010 - 17:19
Son d'accordo con voi: è vero che tocca lavorare sottotraccia ed è vero pure che nell'aria si sentiva una buona dose di scetticismo rispetto alla capacità di auto- rinnovarsi della "macchina" pubblica. Ma visto che- come dici Paolo- dovessimo dar retta alle Cassandre potremmo metterci una corda al collo sin d'ora, l'unico modo di reagire è raddoppiare gli sforzi e continuare a sperimentare. detto questo, ascoltando i tecno- pessimisti presenti in sala sono venute fuori anche delle osservazioni per me utili. ad esempio: - occhio a non associare in modo troppo univoco resistenza al cambiamento ed età anagrafica (che, dicono loro, anche tra le giovani generazioni si annidano fior fior di luddisti) - occhio a non fare un sol fascio di tutta la pubblica amministrazione, pretendendo di applicare il nostro "furore innovativo" a tutte le PA nelle stesse forme e negli stessi tempi per quello che riesco a capire, sta a noi mostrare a colleghi ed interlocutori *l'utilità* degli interventi proposti. se riusciamo a far questo abbiamo qualche possibilità, sennò possiamo tranquillamente continuare a camminare su un piede solo ;)
Andrea Buti

Andrea Buti21/05/2010 - 18:26
Mandela ha detto che l' "’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo"... Credo, infatti, che molte "resistenze" poggino su luoghi comuni o siano semplicemente frutto dell'ignoranza (in senso rigorosamente latino...): ogni occasione dunque dovrebbe/potrebbe essere sfruttata per sensibilizzare e fare informazione. Mentre ieri ero un po' frustrato nel dopo Forum "sul campo" (http://www.innovatoripa.it/posts/2010/05/1110/grazie#comment-2371) oggi mi sono "ripreso": nell'ambito Vetrina delle eccellenze AIF (http://www.aifonline.it/showPage.php?template=articoli&id=642) ho incontrato un visitatore del Forum: sembra proprio che chi ha voglia di cambiare..lo faccia in ogni occasione.. Tutto sta a far venire voglia di cambiamento anche agli altri... Forse si potrebbe pensare a fare una sorta di "pubblicità virale" sull'innovazione.. al fine di contagiare positivamente anche gli altri..
laura albertini

laura albertini21/05/2010 - 17:07
si lavora un po' sottotraccia, cercando di sfruttare le crepe e le opportunità, tra cui quella di conoscere tante persone che nonostante tutto si muovono
Paolo Barresi

Paolo Barresi21/05/2010 - 14:16
Anche io ho provato qualcosa di molto simile...un pò per scherzo, un pò sul serio, direi (chi conosce il telefilm "Life on Mars" comprenderà), come il protagonista che dal 2006 si ritrova, a causa di un incidente, nel 1973, e si sente come se fosse finito su un altro pianeta. Hai detto bene, conservazione e innovazione...ma al Forum c'erano solo gli innovatori (sigh). OK la formula degli ignite, ma il vero valore aggiunto è stata la (alta) qualità degli interventi. Ho avvertito un certo scetticismo sulla sensibilità della PA nel prossimo futuro "le cose cambieranno fra una ventina d'anni, con le nuove generazioni, etc." Ma se accettiamo questo, che facciamo nel frattempo?