Scuola digitale

letto 1203 voltepubblicato il 22/05/2010 - 19:53 nel blog di Antongiulio Bua, in Barcamp "InnovatoriPA"

In relazione ai trend di sviluppo di internet e dei nuovi media, principali paesi internazionali hanno avviato programmi di evoluzione dei sistemi didattici nazionali attraverso tecnologie digitali. In Italia il Ministero della Pubblica Istruzione per favorire l’informatizzazione della scuola ha avviato alcune sperimentazioni per la digitalizzazione delle scuole (principali obiettivi: diffondere 20.000 Lavagne Interattive Multimediali nel 2010, dotare di Mini-PC 1.000 classi al mese per i prossimi quattro anni, sviluppare servizi scuola-famiglia via web – es. pagelle on-line, registro elettronico... -, affiancare strumenti digitali ai testi cartacei entro l’anno scolastico 2011-2012).

Ad oggi concretamente cosa stanno facendo i Comuni? I libri saranno dei .PDF o dei veri contenuti multimediali? Le imprese dell'ICT riescono a capire che questo processo non può dare profitti a breve, ma che cambierà tutta la catena del valore che ruota attorno al mondo della Scuola a loro favore

1 commento

Attilio A. Romita

Attilio A. Romita22/05/2010 - 20:27
Premetto che sono un "computer native" ed il PC è il prolungamento naturale delle mie dita da quando ha sostituito un preesistente strumento che mi era stato innestato: il manframe". Solo un commento mi viene in mente, ma è un tarlo che mi rode in occasione di tante altre iniziative "tecnologiche". Per acquistare tecnologia basta avere qualche moneta e di fronte a "rappresentanti capaci" si riesce quasi sempre, o al limite a trovare la moneta necessaria. Per utilizzare la tecnologia occore conoscere. Molto probabilmente nella scuola italiana esiste maggior conoscenza e consapevolezza della tecnologia negli alunni piuttosto che nei professori, ma forse non è il mix giusto per un corretto sapere tecnologico!