Dati aperti e dati cartografici

letto 2000 voltepubblicato il 25/05/2010 - 16:46 nel blog di Sabrina Onano, in Barcamp "InnovatoriPA", Open Government

Al termine delle sessione Ignite durante il Barcamp InnovatoriPA 2010, si è deciso di accorpare in un unico tavolo di discussione i due interventi Openparlamento: quando i dati non sono aperti

 e Open Government Engineering Task Force (OGETF) per accelerare l'innovazione (without permission). Nella seconda parte del pomeriggio la discussione è proseguita poi su Liberiamo i dati cartografici della P.A. con OpenStreetMap! e dati i numerosi punti di contatto con la sessione precedente le persone sedute attorno al tavolo son rimaste in gran parte le stesse.
 
Si è partiti dall'esperienza di   che fa uso di dati pubblicati sui siti di Camera e Senato. I dati non sono strutturati è stao quindi necessario 'catturarli', metterli in una base dati e collegarli tra di loro in modo tale che possano essere utilissati dalle applicazione che loro hanno realizzato e che consentono ad esempio di seguire l'iter di una legge.

E' chiaro che un lavoro fatto in questo modo è costoso e difficilmente riutilizzabile, la proposta che è emersa è quella di cercare Amministrazioni disponibili a rilasciare i propri dati in formato aperto, standardizzato, in modo tale che le applicazioni che utilizzano tali dati siano riutilizzabili in altri contesti. Questa proposta è stata discussa assieme all'idea lanciata da Paolo Di Pietro: costituiamo un organismo no profit, Open Government Engineering Task Force. Di Pietro, assieme a sua moglie costituiscono una società che nel corso degli anni ha maturato esperienza in progetti di e-governament nella PA, nell'ambito di questi progetti è stata elaborata una descrizione dei processi per eventi comuni a molte PA, ad esempio il cambio di residenza per i comuni. Se queste schemi di descrizione dei dati e delle loro relazioni fossero condivise fra gli enti di uno stesso tipo sarebbe più facile individuare una struttura stadard per i dati.

La discussione si è focalizzata su quele fosse il tipo di Amministrazione più facilmente avvicinabile e quale fosse il ritorno che si potesse offire all'Amministrazione per aver concesso i propri preziosissimi dati.
Si è pensato quindi di coinvolgere una provincia che gestisce dati quali quelli relativi alle scuole, al turismo o quelli dell'ispettorato del lavoro.
I dati relativi al turismo potrebbero essere messi a disposizione del territorio, favorendo iniziative di imprenditoria locale.

Quello che è stato condiviso da tutti è che le Amministrazioni hanno quasi paura di rilasciare i propri dati, si tratta spesso di paura di violare la legge sulla privacy.
L'ideale sarebbe avere un organismo centrale che certifichi una descrizione standard dei dati, ma visto che questo non succede si può ambire a fare una rivoluzione dal basso, costruire una struttura standard di descrizione dei dati e convincere le Amministrazione dell'utilità di utilizzarla. Comunicare quindi e dimostrare che esistono più opportunità che rischi.

Un esempio di rivoluzione dal basso è anche quello che sta facendo il progetto (OSM)
che si avvale del lavoro di rilevatori volontari che raccolgono i dati geografici che vengono poi caricati su un server e resi utilizzabili da parte della comunità. La cosa interessante è che alcune PA hanno scelto di donare i propri dati cartografici alla comunita OSM.

Per continuare a discutere di questi argomenti è nato anche un gruppo su InnovatoriPA: Dati aperti, che al momento è desolatamente vuoto ma nel quale spero possa riprendere l'accesa discussione ricca di idee ed entusiasmo iniziata durante il BarCamp.