La marea nera in Lousiana: cosa possono fare i cittadini?

letto 1206 voltepubblicato il 03/06/2010 - 10:37 nel blog di elena rapisardi, in Comunità Protezione Civile

E' sotto gli occhi di tutti cosa sta accadendo in Louisiana a causa della fuoriuscita del petrolio dalla piattaforma della BP. I tentativi falliti e la stagione degli uragani certo non facilitano le operazioni di contenimento di un disastro ambientale di entità rilevante.

La popolazione è coinvolta sotto molteplici aspetti. Ma cosa possono fare i cittadini? Come essere proattivi in un caso di emergenza ambientale? Questa è una domanda importante, anche considerando quanto sia importante il coinvolgimento di tutti gli attori, come sostiene anche l'Unione Europea: A more resilient society.

I cittadini e le organizzazioni della Louisiana si stanno muovendo e partecipando in un modo del tutto nuovo. Consideriamo che, come leggiamo in , qualsiasi operazione di soccorso, che si tratti anche di salvare un volatile ricoperto di petrolio, deve essere fatta da persone che ne abbiano la qualifica.
Per questo un gruppo di esperti e studiosi ha lanciato la "Oil Spill Crisis Map" per contribuire a monitorare e segnalare cosa sta succedendo.  

Il sistema si basa su una piattaforma creata per monitorare le azioni politiche violente in Kenya - -  che la  ha utilizzato per creare un database dei danni causati dalla fuoriuscita del petrolio.

Il fatto importante è che non sono le istituzioni, bensì i cittadini a contribuire alla creazione di un dbase aggiornato e puntuale. [Si veda l'articolo pubblicato dal .]

E' il principio del crowdsourcing, che si sta affermando in diverse situazioni di emergenza - ad esempio  Haiti, Chile, alcune pubbliche amministrazioni - e che vede il cittadino come colui che può, con la sua conoscenza quotidiana del territorio, contribuire alle operazioni di soccorso, ma anche di prevenzione.
Siamo di fronte a un utilizzo delle nuove piattaforme web di condivisione dei contenuti, che apre un nuovo corso nella prevenzione, gestione, e superamento dell'emergenza, e che potrebbe cambiare standard, approcci e comportamenti?

Cosa ne pensate?