Cosa frena il cambiamento: tentiamo una indagine

 

 
Ho letto con molto piacere e interesse l’ultimo interventi di Gabriele e le segnalazione di Carlo Poggi relativa al   “Racconto fenomenologico a partire dal vissuto dei suoi utenti”.
E la relativa indagine pubblicata sul sito ivi segnalato.
Non posso non rilevare come,finalmente,dopo due anni buoni di insistenze da parte mia nei vari post,ci sia stato qualche altro (Gabriele) che ha ribadito il punto,credo io, cruciale della questione; “L’innovazione deve essere “FATTA “ e non  “SOLO” parlata!
Accanto alla ricerca,allo sviluppo di nuove tecnologie e sistemi,alla digitalizzazione della p.a. ecc,è fondamentale che si cominci (o continui li’ dove si siano gia’ avviati progetti) a “FARE”,
Fare significa anche,a volte,partire da zero. In tal senso è esaustiva l’ultima parte dell’indagine condotta dalla C.C.I.A.A. di Roma in collaborazione con Forum P:A. che ci dice (cito testualmente e il grassetto e’ mio) : “…C’e’ quindi una spinta all’innovazione dal basso da parte degli impiegati che vorrebbero spingere la digitalizzazione ancora piu’ in la’ e che sfatano stereotipi antichi…A QUESTO PROPOSITO RISCONTRO UNA CULTURA AMMINISTRATIVA CHE FRENA IL CAMBIAMENTO. SE A LIVELLO PERSONALE …GLI IMPIEGATI PUBBLICI………HANNO UN POTENZIALE DI ENTUSIASMO NELL’APPROCIO ALLA TECNOLOGIA…….. a livello organizzativo si scontrano con una cultura ancorata a BIZANTISMI BUROCRATICI   CHE NON CONSENTONO ALLA DIGITALIZZAZIONE DI TRADURSI IN EFFETTIVA SEMPLIFICAZIONE E SNELLIMENTO DEI PROCESSI…”
Ecco il vero nocciolo del problema: e torna una mia testarda convinzione: E’ necessario,da subito,applicare le procedure (semplici o complesse) gia’ in atti o sperimentate con successo da singoli enti e amministrazioni anche,se occorre “copiando” i sistemi da questi utilizzati per facilitare il lavoro,semplificare le procedure,snellire l’azione amministrativa,favorire l’incontro tra P.A. e cittadini.
A questo proposito  non mancano anzi,fortunatamente,abbondano nei vari siti web delle amministrazioni (specie le piccole),come in quelli istituzionali e nello stesso Formez,esempi di innovazione che hanno portato ad una buona amministrazione e che si possono applicare a tutti gli Uffici, a volte SOLO CON LA BUONA VOLONTA’
Continuando a leggere la statistica segnalataci da Carlo,c’e’ un altro punto,a mio avviso,importantissimo che merita qualche riflessione.
Lo “SCONTRO” tra cultura dell’innovazione e bizantinismo culturale e,quindi,burocratico,si traduce in pratica nello SCONTRO SPESSO PERSONALE TRA CHI VUOLE E CHIEDE QUALCOSA ALL’AMMINISTRAZIONE,PER OPERARE IN MEGLIO IL CAMBIAMENTO, E I RIFIUTI a volte apoditticamnete opposti da quest’ultima,forte pero’ dell’insuperabile fatto di avere dalla propria parte la DIRIGENZA e i livelli SUPERIORI sino alle DIREZIONI GENERALI DELLE VARIE STRUTTURE MINISTERIALI che gestiscono anche politicamente la P.A. opponendosi “DI FATTO” ,anche se apparentemente operano per i cambiamenti.
Ne sono esempi,tra i tanti,le innumerevoli leggi,decreti,regolamenti,circolari,direttive,chiarimenti,ecc. ecc. che creano una giungla normativa facilitano l’opposizione ai cambiamenti e,in qualche modo la giustificano anche.
Ci vuole allora l’intervento di chi tra noi,anche,ma non solo,può “lacerare” questo “muro” di contrapposizioni sino ai livelli piu’ alti della politica e,con cambiamenti concreti, ESTROMETTERE DALLA P.A. QUELLI CHE CONTRASTANO,FORTI DEL LORO POTERE,L’INNOVAZIONE,DANDO SPAZIO AI GIOVANI, come rileva Carlo,e all’ingresso nelle “SFERE DI COMANDO” di individui in possesso di una forma mentis aperta alla digitalizzazione e alle innovazioni che obblighino,DALL’ALTO  tutti i propri dipendenti a cambiarsi e a cambiare, altrimenti continueremo a vedere ancora Amministrazioni che lavorano documenti in digitale e in via informatica e altre che fanno la stessa cosa in maniera cartace….

 

28 commenti

Giuseppe Vavala

Giuseppe Vavala24/06/2012 - 20:07
Sono iscritto da poco tempo alla rete degli Innovatori e devo dire che, a mio avviso, la vera "Innovazione" è possibile solo a patto che oltre alla volontà di aprirsi al cambiamento da parte di chi già opera nella P.A. vi è la necessità di far entrare più giovani nel mondo del lavoro della P.A.- A contatto con i giovani anche chi non lo è più tanto è stimolato al cambiamento. Se si dà la possibilità ai giovani di entrare nel mondo del lavoro affiancati da persone che hanno una esperienza lavorativa essi con la loro naturale capacità di apprendere e intuire i meccanismi della tecnologia contribuiranno certamente in modo positivo all'Innovazione della P.A. -
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita10/12/2011 - 10:57
Grazie Bruno di Giocchino per la tua analisi che descrive esattamente il "Perchè del non funzionamento" della PA. Io ho fatto un percorso lavorativo simile al tuo, a cominciare dal 1965 nel privato e nel 2003 nel pubblico. Due anni fa mi inventai il Burusaurus Rex come il il prototipo dell'amministratore pubblico "antiquato" che si ciba di bolli tondi e codicilli ....tanto pantalone paga. Con il tempo, molto lungo purtroppo, anche i dinosauri scomparvero. Può darsi che a forza di battere e ribattere, e tenendo ben sotto controllo le new entry nelle PAC, PAC e Palline, riusciremo a far mutare le cose. Io ci spero e può darsi che i nostri figli e nipoti vedano i risultati.
profilo vuoto

profilo vuoto08/12/2011 - 12:47
Come si evince dalla mia scheda personale, oggi lavoro presso un ente pubblico ma per più di 26 anni ho lavorato nel privato e, la mia esperienza diretta, mi fa dire che il cambiamento è ostacolato da chi non ha alcun interesse economico (se non ci guadagno soldi) o carrieristico (se non avanzo nella carriera), o politico (ottengo più voti) affinchè il cambiamento avvenga. Così è, a volte, nel privato ma nel pubblico a me sembra ancora più marcato poichè "avverto" la chiara sensazione di mancanza del "senso del pubblico" e mi spiego: quotidianamente, da cittadino che paga le tasse, mi pongo la domanda se ciò che faccio nel mio lavoro porta un beneficio all'utente (che è un privato cittadino come me) o meno e se gli strumenti che adopero per svolgere il mio lavoro possono essere ottimizzati o sostituiti con strumenti più efficienti e meno dispendiosi ma, e quì c'è il ma, mi sembra di essere "una bestia rara" ! Mi sembra di essere il solo a porsi qusto interrogativo. Luci che restano accese tutta la notte; strumenti accesi anch'essi tutta la notte, carta, cartucce e toner per stampoanti che vengono prelevati ed usati senza controllarne la reale necessità; enormi stracolmi inconsultabili archivi cartacei che occupano spazi fisici abnormi; modulistica dilagante senza che nessuno si preoccupi di ottimizzarla cancellando moduli spesso poco utili o ridisegnando moduli che raggruppino più informazioni; procedimenti lavorativi che non vengono rianalizzati con occhio "privato" allo scopo di ottimizzarne l'efficacia ed i costi; e potrei continuare ma, e mi fermo, attuare tutto questo, significherebbe cancellare un certo (grande) numero di dipendenti pubblici e questo non lo vuole nè il sindacato nè i dipendenti pubblici, lo vorrebbe solo il privato cittadino che paga le tasse...
profilo vuoto

profilo vuoto10/12/2011 - 09:52
grazie a bruno di gioacchino per lo splendido "saggio di sociologia dell'ammministrazione pubblica" che ci ha fornito! forse potrà cambiare la realtà così ben descritta solo un RADICALE ROVESCIAMENTO DI PUNTO DI VISTA: bisogna considerare che gli sprechi descritti (sia quelli pratici come luce e toner, che quelli organizzativi come moduli e archivi) sono talvolta voluti e ricercati, perchè la dirigenza finora è sempre stata premiata in base alla mole del suo apparato burocratico: + moduli + dati (nessuno si cura o controlla se utili o meno) + archivi + personale = maggiore indennità della dirigenza!!!; la tendenza ad ingigantire la burocrazia è stata sempre premiata. non è mai stata premiata, invece, l'efficienza, la snellezza delle procedure, la semplicità! solo se avverrà questo rovesciamento di approccio culturale e organizzativo (e forse la crisi lo renderà finalmente necessario) si toglieranno i freni al cambiamento. ci vorrebbe un san francesco della PA che ci dica che "le cose semplici sono le più belle, sono quelle che, alla fine, sono le più grandi"
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/03/2011 - 11:06
GIA'? Una parolina tanti interrogativi. Già, è proprio così! Già, è vero e sono d'accordo Già, ci fermiamo così presto con commenti ed idee. ................................................ come in un intercalare di una nota attrice: ".....ma che avrà voluto dire!"
Pietro Bin

Pietro Bin27/03/2011 - 11:21
Bella la considerazione sulla risoluzione dei problemi in Giappone, però stiamo attenti che anche qui da noi ci sono buoni esempi di efficienza, mi riferisco al terremoto del Friuli, forse chi gestisce questi eventi dovrebbe avere l'umilta' di chiedere informazioni e consigli a chi ha dimostrato capcita' nel risovere i problemi. Dovrebbe applicare le buone pratiche e sopratutto nel caso dell'Aquila inviterei gli abitanti ad organizzare un bel bord che potrebbe avere come tema "Sputtaniamo chi ci ha fregato"
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza27/03/2011 - 19:30
Io sarei d'accordo per..."sputtanarli"
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita27/03/2011 - 10:00
Caro Amico Salvatore (permettimi du chiamarti così dopo tanti incontri e scontri su questi byte), onore al merrito dei Giapponesi che hanno saputo reagire con forza ad un evento di dimensioni assolutamente fuori misura ed epocale. Detto questo vorrei fare qualche riflessione italiana. Secondo me anche noi avremmo la capacità di questo tipo di reazione se non fossimo frenati dalla nostra incapacità di assumere responsabilità pari alle deleghe che ognuno ha, ma che non vuole esercitare per "evitare le responsabilità". Questa mentalità è insita in moltissimi di noi ed è accresciuta dal fatto che esiste sempre qualcuno che pur di emergere è capace di criticare per distruggere chi tenta di fare. Un solo esempio che mi attirerà sicuramente i fulmini dei "benpensanti". Nel corso dell'ultimo mezzo secolo abbiamo avuto vari responsabili cui era delegato il compito di provvedere a contrastare i guasti provocati da vari tpi di emergenze. Compito sicuramente difficile, complesso, che richiede decisioni rapide e spesso può anche non portare ad una soluzione a lungo temine. L'ultimo ad assumere il pesante compito è Bertolaso che ha sempre agito con decisione e rapidità e quasi sempre ha ottenuto efficaci soluzioni "d'emergemza", cioè ha risposto bene ai compiti per i quali aveva la delega e che comportavano valori economici enormi. A questo punto è scattata la corsa a demolirlo perchè la sua efficienza dava fastidio a chi era costretto ad eseguire ed a chi politicamente perdeva consenso. Cosa è stato fatto per "sputtanarlo"? Si è scoperto, orribile dictu, che un costruttore padrone di un centro sportivo gli aveva regalato dei massaggi del valore di qualche centinaio di euro! Questa "notizia" ha innescato il circuito delle false domande retoriche che ben consciamo, mai nessuno ha fatto accuse precise, qualche magistrato ha aperto un fascicolo, qualche giornalista d'attacco ha scritto e non scritto. Con simili esempi chi volete che si assuma una responsabilità maggiore a quella che serve per "temperare una matita"? Anche in Giappone esiste la yakuza, corrispondente a mafia+camorra+ndrangheta+sacra corona, ma c'è anche chi si assume le responsabilità cui e delegato ....e magari se sbaglia fa harakiri!
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza27/03/2011 - 10:18
Perfettamente d'accordo. Ci fermiamo quì perchè ce ne sarebbe da dire sui "metodi" utilizzati per delegittimare qualcuno. Buona Domenica
Gloria Cassinadri

Gloria Cassinadri29/03/2011 - 09:59
già
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza27/03/2011 - 01:28
Questa la devo scrivere se non altro per "sfogarmi" dell'incredulità e nervosismo che provocano certe notizie "strabilianti e bellissime" per il posto da cui provengono: Assolutamente sconfortanti per noi. Certamente avrete letto sui giornali di ieri (sabato 26 marzo) dell'incredibile notizia proveniente dal Giappone dove Udite! Udite! pur nell'immane tragedia che ha colpito quel popolo che NON si è pianto addosso nermmeno UN MINUTO, IN 6 (DICESI SEI) GIORNI GLI INGEGNERI HANNO RICOSTRUITO E RESO FUNZIONALE COME NULLA FOSSE SUCCESSO UN'AUTOSTRADA DEVASTATA DAL SISMA E LE FOTO DI PRIMA E DOPO SONO LI' A DIMOSTRARLO.....Non ci sono parole per queste cose. Sapete cosa significa questo che li' senza dover chiedere duecento autorizzazioni ,nulla osta, V.I.A., gare,appalti ecc.ecc, una persona responsabile di tutto e soldi alla mano, ha preso un pool di ingegneri e operai,li ha pagati (magari molto bene) ha ordinato materiale e mezzi (pagati subito e senza aspettare mandati,delibere,approvazioni,ecc,ecc) ed HA RICOSTRUITO IMMEDIATAMENTE. QUEATO E' SIGNORI MIEI LA VERA INNOVAZIONE FUNZIONALITA' SEMPLIFICAZIONE E TUTTE LE BELLE PAROLE CHE DA NOI SI USANO SOLO MA NON SI APPLICANO MAI. Buona Domenica
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita25/03/2011 - 20:19
ho cercato di capire cosa è. Sembra il figlio degenere del facsimile travestito da metallaro e che pensa di essere ancora ai tempi di Annibale, quello originale. Amici miei che ci tenete a sopravvivere....uccidetelo prima che diventi grande. Attenzione c'è qualcuno che lo vende come innovazione!
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita25/03/2011 - 18:10
A Salvatore vorrei dire che ammiro la sua fiducia nel fatto che qualche Dirigente illuminato possa essere di esempio e stimolo e possa quasi provocare un effetto valanga nella nostra PA grande, pletorica, statica e poco propensa al rischio. Ad Emanuele vorrei indicare le tante note scritte da me e d altri su un animale preistorico, ma che tuttora si annida nelle segrete stanze della nostra PA. Il BURUSAURUS REX che assume mille facce, mille vestiti e mille linguaggi, ma non cambia mai pensiero ed agisce smpre secondo consuetudine.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza25/03/2011 - 19:49
Ciao Attilio. Volevo metterti al corrente di unaltro brutto "mostro" che da qualche tempo gira per i corridoi delle p.a. è destinato a soppiantare i tanti fax che ci sono, ancora!! per risparmiare (secondo lloro!! ma non è cosi') carta e cartucce. si chiama...."AVANFAX..!!" io solo a sentirlo ho paura. Ma avranno capito che non si possono e devono più usare i fax ma la Posta, elettronica,che sia o no P ec??!!??
Emanuele COSTA

Emanuele COSTA25/03/2011 - 09:07
Non è facile dare una risposta all'interrogativo sui motivi che ostacolano il cambiamento nella Pubblica Amministrazione. Però, proprio perché l'avventura si presenta in salita, è stimolante provare a formulare una considerazione in merito. Il problema ritengo si insinui nel vertice amministrativo/burocratico, spesso più attento a difendere posizioni acquisite che non l'ipotesi di un futuro migliore. Nel 2008, come relatore, ho affrontato un simile argomento in un seminario a tema: "Change management: golpe culturale?". Una questione simile a quella esaminata in questa sede con la differenza che oltre a sollevare il problema, formulavo anche una timida, seppur provocatoria, risposta. Fintanto che la forma mentis di chi occupa posizioni di rilievo all'interno della Pubblica Amministrazione ruota intorno al postulato che "si è sempre fatto così e bisogna continuare a farlo", il concetto di "cambiamento" non troverà mai spazio nel vocabolario del burocratese o nei collaudati comportamenti organizzativi.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza25/03/2011 - 17:44
In una struttura come la nostra, piramidale e fortemente gerarchica e con competenze stabilite a priori dalla Legge ritengo sia difficile se non impossibile cambiare la mentalità dei vertici burocratici (e politici). Io sono sempre stato e resterò dell'idea di una p.a. fatta invece per settori ciascuno indipendente dall'altro, all'interno dei quali ciascun dirigente ( o chiamiamolo in altro modo) disponga di assoluta "libertà" di spesa, decisionale , organizzativa, unitamente al gruppo di dipendenti (quadri) assegnateli. Corrispettivo di questa discrezionalità forte, un'altrettanta responsabilità amministrativa,economica, civile e penale. Unico metro di valutazione: Il raggiungimento di scopi, mission,risultati che vengono stabiliti preventivamente. Premialità e punitività legate a questi risultati. Per fare un banalissimo esempio: Il "Dirigente" di una struttura che, poniamo, si occupa di un determinato procedimento aministrativo, disporrà come e quando vuole, per raggiungere il fine assegnatogli dalla Legge, di eventuali fondi per acquistare pc, per la loro riparazione, per diramare circolari e firmare atti , decidere in un senso o l'altro,cambiare, se più rispondente a criteri di celerità e semplificazione, le modalità di quel procedimento; introdurre nuovi mezzi e sistemi, senza chiedere preventivamente permess, autorizzazioni ecc. Spero di essere riuscito a farmi comprendere. Certo nonè una cosa facile, per questo resterà il mio "sogno"
Riccardo Riggi

Riccardo Riggi02/10/2010 - 19:27
La circolare n. 12/2010 del Brunetta chiarisce in modo inequivocabile come la normativa sia ormai pronta a consentire il balzo in avanti per la dematerializzazione. La circolare, dedicata alla modalità di presentazione delle istanze di partecipazione ai concorsi pubblici, specifica che le richieste inviate attraverso PEC non necessitano della sottoscrizione con firma digitale. Ciò in quanto il mittente è già chiaramente identificato attraverso la procedura di certificazione della mail stessa. A tal proposito vorrei divulgare il tentativo che sto portando in atto nella mia Amministrazione verso il riconoscimento della mail come strumento valido per la comunicazione interna. Una casella di posta elettronica, rilasciata da un'ente ad un proprio dipendente a seguito di corretta e formale identificazione dello stesso ritengo possa essere utilizza per tutte le comunicazione ufficiali all'interno dello stesso dominio email. In passato ho letto la norma che disciplina proprio questa modalità di trasmissione. Purtroppo, però, non riesco più a trovarla. Era uno dei mille commi di qualche recente finanziaria. Spero che qualcuno di voi lo ricordi e possa comunicarmelo.
Francesco COPPOLA

Francesco COPPOLA09/02/2011 - 11:08
Un riferimento certo sull'uso della firma digitale si può trovare sulle linee guida del Garante per la privacy con la deliberazione n. 13 del 1° marzo 2007 ( doc. web. n. 1387522).
Emanuela Collareda

Emanuela Collareda03/10/2010 - 09:27
lo trovo giustissimo, il tuo ragionamento. speriamo qualcuno riesca a trovare il riferimento normativo. anche perchè è da poco tempo che - dovendo io presentare una istanza ad una U.L.S.S. del territorio - mi sono sentita dire che dovevo avere la firma elettronica perchè fosse ritenuta valida.. la PEC non era sufficiente.. e non c'è stato verso. a cosa serve la PEC se poi devo anche avere la firma digitale?
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita02/10/2010 - 13:51
potrei commentare il titolo con "è peggio un'infezione" che si prende per ignoranza o il colera che si diffonde per mancanza di pulizia. 30 anni fà la microfilmatura venne di moda ed ai mille travet dell'archivio si aggiunsero mille microfilmatori, mille microfilmatrici e... il Burusaurus Rex per timore del Burusaurus Iudex conservò anche tutte le carte che, inoltre, ebbero mille figli perchè le copie del documento si continuarono a stampare ........... Il tutto perchè l'ordine della microfotografici era stato fatto all'insaputa del legislatora. L'avvento del digitale ha avuto un cammino diverso. Il legislatore si è sbrigato a fare leggi quasi esatte, ma ha dimenticato qualche particolare. I Burosauri Reges, che non erano stati sentiti prima della promulgazione delle leggi, si sono risentiti e, insiame al Legulius Adiuvans, si sono inventati mille cavilli per bloccare la legge. E noi continuiamo a tentare di muovere qualcosa, certamente prima o poi scpriremo il vaccino per debellare questi residuati dell'antica cosmogonia cartacea .....o almeno lo speriamo.
Riccardo Riggi

Riccardo Riggi01/10/2010 - 19:16
Caro Salvatore, ti ringrazio per aver pubblicato questa riflessione. E' un pensiero che condivido. C'è una sempre più forte esigenza di svecchiare le prassi produttive dei procedimenti amministrativi gestiti dalla P.A. Ciò ritengo derivi da una maggiore consapevolezza del valore strategico dell'operare "mercatistico". Non basta erogare servizi. Bisogna offrirli con efficacia, efficienza ed economicità. Non soltato per appagare i bisogni del cittadino, ma anche per un pizzico di legittimo e costruttivo egoismo di noi dipendenti pubblici che non vogliamo più sentirci tasselli di una P.A. monolotica e dispensatrice di buste paga. La tecnologia è indispensabile in questo processo di valorizzazione della P.A. e dei suoi operatori. L'ostacolo principale alla modernizzazione tecnologica è, ovviamente, la resistenza al cambiamento. Una resistenza non sempre dettata dalla pigrizia o dalla mancata capacità di "padroneggiare" le nuove tecnologie. Troppo spesso è legata alla paura: "se faccio una cosa in modo diverso corro il rischio di sbagliare". Una paura, questa, che di frequente attanaglia proprio la classe dirigente.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza02/10/2010 - 12:01
Grazie per l'intervento. Siccome ci sono un paio di "pseudofintesarcastiche" innovazioni che proprio non riesco a metabolizzare ed a farmene una ragione, e alla faccia di efficacia, efficienza ed economicità, coinvolgo anche te,sperando nel sempre attuale detto "!mal comune mezzo gaudio" 1) perche' tutti,cittadini e pubblici dipendenti, molto spesso quando è possibile fare una domanda o richiedere un servizio per via telematica devono poi confermare per iscritto,mandando copia cartacea di quella gia' inviata via web!??? a che serve???..BOH!? 2) perchè nei processi di dematerializzazione dei documenti e avvio degli archivi informatici si continua assurdamente a far inviare le pratiche per via cartacea e quindi utilizzare truppe di poveri impiegati (perchè davvero è un lavoro assurdo!) a scannerizzare tutti i documenti quando invece sarebbe dovuto essere proprdeutica l'avvio della esclusiva trasmissione informatica delle domande e documenti in modo tale che le stesse vadano automaticamente negli archivi informatici delle p.a.???? ( la cosa si giustifica ovviamente per il passato e le pratiche gia' in archivio prinma dell'avvio dell'informatizzazione) Ai posteri l'ardua sentenza...
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/09/2010 - 11:27
Emanuela Tu scrivi "è perchè chi la guida / controlla / gestisce, cioè è in posizioni di comando a vari livelli, non è in grado di favorire e pilotare il cambiamento." Io credo che questa è una spiegazione solo parziale e forse "troppo buona". La mia sensazione, di privato che ha avuto a che fare a vari livelli con la PA", è che spesso non c'è la volntà di cambiare perchè il cambiamento potrebbe costare in termini di responsabilità nel lasciare il noto per un ignoto che non si vuole affrontare. Questa mia senzazione è, secondo me, confortata dal fatto che tanti strumenti di e.gov sono stati sanciti da leggi, ma non sono applicati attaccandosi al terzo codicillo della nota di Camillo Benso Conte di Cavour al travet piemontese nel 1840. Saluti
Emanuela Collareda

Emanuela Collareda29/09/2010 - 10:21
certo che è così. è chiaro che se la P.A. non cambia - o stenta moltissimo - è perchè chi la guida / controlla / gestisce, cioè è in posizioni di comando a vari livelli, non è in grado di favorire e pilotare il cambiamento. forse è il caso di non nascondersi il fatto che la 'selezione' dei quadri dirigenziali - dei funzionari, e quant'altro - non avviene certo seguendo criteri di 'capacità relazionali, umane, di buona ed intelligente gestione delle risorse, flessibilità, attenzione'!!!! salvo le solite lodevoli eccezioni, naturalmente, che però mi danno l'impressione di esserci fortuitamente, 'malgrado' il filtro di selezione che altrimenti premia altro (ammanicamenti, amicizie, orientamenti politici, etc...). ... sono troppo pessimista? e però ammetto che ho anche conosciuto delle autentiche professionalità, che ci sono in P.A.. e sono tante. Ma spesso appunto non sono in condizioni di decidere....
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza29/09/2010 - 12:34
Nell'intervista,interessantissima, del Dr.Michele Vianello a "DATA MANAGER ONLINE" riportata questa mattina nel suo messaggio su innovatori ci sono alcuni passaggi, i cui contenuti a mio avviso andrebbero approfonditi perchè frutto di una grande esperienza in materia, che sintetizzano in maniera inequivocabile quello che è il pensiero mio,tuo,in parte di Attilio,(che ha ragione a dire che a volte siamo un po' troppo buoni e forse,inconsciamente,tentiamo una "disperata" difesa d'ufficio.... ) e di molti altri operatori della PA e non solo. Li trascrivo letteralmente perchè credo "parlino" da soli. 1) "...La riforma della pa avviene per spinta esterna,cioe' per fattori esogeni e non perche' dall'interno si decida d cambiare la PA,questo è il limite..." 2) "..Non è mettere piu' macchine ne' software,ma è il cambio di cultura e mentalita' quello di cui c'è veramente bisogno.."
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/09/2010 - 13:06
....dell'ottimo Michele. La parola "spinte esogene" è un eufemismo per indicare che l'unica cura possibile per far cambiare la PA, almeno nella persona dei Burosauri Reges, è di usare il kalanshikof , magari nascosti dietro una fla di PC spenti!!!!
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza29/09/2010 - 20:06
Caro Attilio, Mi tiri per i capelli,in senso buono è ovvio, e io mi ci butto a capofitto. Faccio pero' una premessa: Come mai quando parliamo di argomrnti molto piu' "terra terra" nel senso che non sono fatti di tecnicismi poiù astratti e utopistici che reali,,improbabili equiparazioni tra sistemi giuridici di nazioni che sono anni luce avanti a noi vuoi per cultura che per storia e tradizioni; argomenti che toccano piu' da vicino i dipendenti della p.a. i forum si ravvivono e riacccendono??.. Chiedo a te che sei un esperto una spiegazione (p.s. io in mente gia' ce l'ho,ma è la conferma che chiedo...) Torniamo a bomba. Non si può immaginare una p.a. discinta e nella quale ogni ente o ramo della stessa vada per conto suo e,quindi,in alcune ci sia più informatizzazione e qualificazione del personale, in un'altra invece siamo fermi al tempo dei Borboni. Ma questo è colpa del sistema dal quale...NON SI SFUGGE!!!... Se ci fosse una sola persona o uno staff superqualificato che decidesse da domani quali siano le strade da percorrere,con quali mezzi e incentivi per il personale che intenda seguirli e,il resto...a casa,con tutti i diritti spettanti naturalmente, forse le cose cambierebbero. Ma qui' comandano in cento o mille o di piu' chi lo sa? I Mega o piccoli progetti individuali o di equipe che vengono attuati non trovano spazio per "sfondare" in campo nazionale. Per es. Brunetta,proprio lui,il Ministro: Che fine ha fatto? chi lo sente più? ha fatto al fine degli altri Ministri per l'innovazione (presunta..) ecc.? lo hanno messo da parte i grandi "capoccioni" della P.A.(che contano piu' di quelli della politica..)? Ecco il nòcciolo.Basterebbero alla bisogna Tre o quattro persone come Brunetta, lasciamo perdere il colore politico,animate se non altro da buone intenzioni,svincolate dal potere politico e al di sopra di ogni più alto Dirigente della P.A. e dotate di quella nuova cultura di cui tutti parliamo, e una serie di atti e provvedimenti concreti,il primo tra tutti quello di un decreto fato di un solo articolo: "Sono abrogate tutte le disposizioni e le norme di legge,regolamenti e decreti in contrasto con i principii cui si deve ispirare la P.A. e che saranno emanati entro gg.60 dal presente decreto; Tutti i dipendenti delle p.a.,di qualsiasi grado e livello dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni entro un ulteriore termine ..X..anche frequentando corsi di formazione mirati e diretti all'applicazione pratica delle direttive." per cambiare le cose. Lo so che sto sognando Attilio,lo so!!!
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/09/2010 - 21:37
io proponevo, tra il serio ed il faceto, di usare il kalanshikov, Tu nella tua lettera auspichi l'uso di un bolldozer che spiani tutti i ministeri, sedi regionali, sedi locali con tutto il contenuto e con un preavviso di soli 10 minuti così solo i pi più giovani potrebbero salvarsi. E' vero Brunetta, come qualche suo precedessore, ha provato, ma appena ha provato a toccare "gli statli" è stato sommerso da ogni sorta "di tutto" ed accusato di lesa maestà si sua signoria la p.a. (ho usato scientemente la lettera minuscola). La verità è che, come da tante parti, la maggioranza degli operatori PA "tiene famiglia" e non hanno la possibilità o la voglia di esporsi. Allo stesso tempo i BUROSAURI REGES........ D'altra parte un provvedimento che tagliasse fuori a tappeto (rosso e con tutti gli onori) i livelli alti e vecchi della PA creerebbe, come ogni intervento radicale, degli scompensi e per un paio d'anni tutti direbbero: " era meglio quando era peggio". La soluzione: se la spaessi diventerei ricco, ma posso dire che il tempo è galantuomo (come dicevano i nostri vecchi) ed un lavoro ai fianchi, come quello che stiamo provando a fare, potrebbe dare i suoi frutti. L'importante è non perdersi d'animo, mantenere le posizioni, avanzare un piccolo passo per volta, non abbassare la guardia, non ......, ma saremo capaci? Io lo spero e nei miei prossimi 50 anni, visto che ne ho solo 72, spero di vedere una PA per il cittadino. In tutto il mondo stiamo combattendo la stessa battaglia, qualche fronte è più avanzato, qualche fronte meno...non disperiamo e "tiremm' innanz'" come disse quel patriota....l'Italia l'abbiamo fatta, per gli Italiani siamo a buon punto, per la PA...arrivera anche per lei un'alba rosata. Oppune facciamo la rivoluzione!