Sono affidabili questi dati? O sono solo utili?

letto 3490 voltepubblicato il 08/11/2010 - 17:39 nel blog di Salvatore Marras

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Un problema apparentemente banale come fare un indirizzario, in realtà ha dietro una certa complessità. I dati sono affidabili se si rispetta il principio della proprietà del dato: provengono direttamente e in tempo reale dalla fonte primaria. I dati sono utili se sono facilmente e liberamente fruibili.

Innanzitutto cosa è PA e cosa non lo è. Si possono scegliere due strade: una formale basata su quello che dice un decreto legislativo (165 del 2001), o una sostanziale basata sui criteri che richiede la UE per la definizione del bilancio consolidato dello stato.

La seconda è più ampia e include la prima. La seconda ha un altro vantaggio: l'Istat pubblica ogni anno l'elenco e ha dato una codice a ogni entità pubblica (codifica S13). Peccato che questo elenco non è disponibile on line in un formato riusabile! Peccato che questa codifica non è adottata tutte le volte che si archiviano dati di una PA, faciliterebbe l'interoperabilità.
Chi è il proprietario dell'informazione? Solo ogni singola PA detiene completa conoscenza dei suoi uffici e delle sue sedi fisiche. Quindi esiste una fonte autorevole, anzi ne esistono troppe.
DigitPA ha provato a convincerle a comunicare i propri indirizzi il risultato è l' che contiene enti e uffici di amministrazioni centrali, regioni e locali. Ha un vantaggio: i dati sono in formato LDAP e si possono scaricare. Peccato che siano incompleti e non aggiornati. DigitPA ha anche altri contenitori: e . Quale dei tre usare? Provate a cercare regione Calabria...
Un sito dell'IPZS dedicato alla struttura degli contiene dati completi e aggiornati sulle amministrazioni centrali. Peccato che i dati siano chiusi in un sistema di navigazione poco accessibile e usabile. L'IPZS dipende dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che ha una directory molto più navigabile: . Potrebbero mettere insieme le due cose... e aprire i dati, risparmio e vantaggi per tutti.
Il DFP ha diversi database interni legati a diversi procedimenti e, teoricamente, potrebbe obbligare le amministrazioni a fornire dati aggiornati. Potrebbero essere uniformati, consolidati e resi pubblici gli indirizzari di , , anagrafe delle prestazioni.
Nel sito del Ministero di Giustizia ci sono 2134 strutture giudiziarie classificate per tipologia, i sistema di navigazione consente interrogazioni geografiche.
I sistema , del Ministero della Salute, è in manutenzione. Si possono avere elenchi regionali di aziende sanitarie o ospedali (aggiornamento ottobre 2009, almeno lo dicono)
Gli enti locali si trovano su , di Ancitel, e di Upinet.
Tutte le scuole pubbliche, sedi principali e sezioni ciascuna con un codice, nella directory delle Scuole nel sito del MiUR.
Ultimo, ma non meno importante: gli indirizzi web! Siti istituzionali e siti tematici della pubblica amministrazione. Quanti sono e quali sono? Il gestito dall' ha le informazioni primarie, potrebbero essere collegate al repertorio delle PA dell'Istat e in pochi minuti dare un quadro completo e affidabile. Forse.
FAQ
Quanto costerebbe integrare queste fonti? Meno di quanto costa tenerle frammentate.
Chi lo dovrebbe fare? Il primo che ci prova viene bloccato
I cittadini protestano? No, usano le pagine gialle
Negli altri paesi hanno lo stesso problema? Si, ma lo hanno risolto.
è affidabile? Parzialmente, non può contare su fonti primarie
 

 

6 commenti

Giuseppe Clementino

Giuseppe Clementino09/11/2010 - 13:45
caro Marras, con i tuoi interrogativi entri nel cuore dei problemi che affrontiamo ogni giorno. Sino a pochi mesi fa, ci chiedevamo con angoscia: come possiamo incrementare e poi tenere aggiornate le masse di dati che intendiamo gestire su 8094 Comuni, 355 Unioni (in crescita), 280 Comunità Montane (in diminuzione) e su centinaia di associazioni e reti comunali e sovracomunali ?? Abbiamo trovato una parziale ma efficace risposta ai nostri problemi operando su due versanti di integrazione: quello interno, ovvero sia integrando progressivamente tutte le informazioni che provengono dal nostro sistema associativo, dai suoi diversi segmenti operativi, dalle interazioni quotidiane che tali stutture hanno con l'utenza comunale; quello esterno: ovvero sia, integrando le informazioni e le interazioni provenienti da internet, considerando l'incredibile mole di conoscenza che ci veniva offerta dalla crescita esponenziale della rete negli ultimi tre anni (ogni giorno nascono nuovi siti web della PA locale, alcuni dei quali con contenuti prima impensabili). Tutto ciò si è materializzato nell'ideazione di Comuniverso.it e per quel che vedo l'idea di una piattaforma open piace a molti.
Davide D'Amico

Davide D'Amico09/11/2010 - 14:08
Il problema dell’indirizzario è come dici giustamente assai complesso. Non parliamo infatti di semplici dati, ma di processi attraverso cui i dati vengono estratti. A questo proposito non è tanto importante avere una fotografia delle P.A. ad un certo istante ma definire un processo che tenga in considerazione il “Ciclo di vita dell’amministrazione”, in modo da garantire la continua validità dei “dati liberati”. Ma ritorniamo ad una delle tue prime affermazioni: “I dati sono affidabili se si rispetta la proprietà del dato”. Ciò non mi sembra essere una condizione sufficiente anche se sicuramente necessaria infatti, per fare in modo che i dati siano affidabili, ci deve essere un processo ben definito che consente ai dati di essere costantemente aggiornati anche da parte di colui che li produce. E continuiamo con: “I dati sono utili se sono facilmente e liberamente fruibili”. Non sono molto d’accordo con questa affermazione. Per me un dato è utile se può creare valore …. Il fatto che il dato sia facilmente e liberamente fruibile è una modalità di presentazione e di possibilità di trattamento dello stesso, ovviamente importante ma non sufficiente a renderlo “utile”. La sua utilita’ discerne dal potenziale valore che viene espresso laddove qualcuno è in grado di trasformarlo prima in informazione e poi in conoscenza. Parlerei più di dato “trattabile” che non di dato “utile” relativamente al fatto di essere facilmente e liberamente fruibili. Corretta la distinzione tra ciò che è PA e ciò che non lo è. Due criteri ad oggi esistenti . La definizione data dal Dlgs. 165 del 2001 e quella richiesta dalla UE per la definizione del bilancio consolidato dello stato. Non puoi dire però che la seconda definizione è più ampia della prima. Infatti mentre nella prima si arriva a trattare addirittura le singole scuole come un PA, mentre nella seconda, queste non vengono effettivamente trattate( sono inglobate nel Ministero, tanto è vero che ad oggi la lista S13 (la lista di cui tu parli non le menziona……). Questo perché l’UE è interessata ad una visione macro degli aspetti economici … Dunque direi, va bene usare la lista s13 come standard ma a patto di inserirvi anche le amministrazioni che ad oggi non ci sono (attività che l’istat pare stia facendo). So poi che l’istat sta cercando di arrivare ad una pubblicazione della lista in formato open. Anche se a mio avviso l’ideale sarebbe attivare un servizio lista s13 in modalità cooperazione applicativa su SPC, servizio che ogni amministrazione dovrebbe poter utilizzare per giungere in breve tempo ad semantica condivisa e una definizione univoca delle pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda le varie elencazioni successive, concordo con te sul fatto che ci sono troppe fonti…, o meglio troppi intermediari di accesso alle fonti, perché fonte è costituita da colui che ha la proprietà del dato... Per quanto riguarda il tuo riferimento all’INDICE PA, non è digitpa che ha provato a convincere le amministrazioni a comunicare i dati, bensì il legislatore. Esiste infatti una norma che impone alle pubbliche amministrazioni di comunicare i dati a digitpa…. Se poi le amministrazioni non comunicano questi dati.. occorre studiarne le motivazioni ed eventulamente trovare soluzioni alternative, un esempio? Si potrebbe dire alle amministrazioni di pubblicare in formato standard (definito da DIGITPA) il proprio indirizzario sul proprio sito e fare in modo che digitpa, attraverso un motore di ricerca possa aggregare queste rubriche e fornirle come servizio al cittadino, alle imprese e alle stesse PA. Dunque va bene integrare le fonti, a patto di utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal legislatore. Occorre potenziare INDICE PA, creare un sistema di regole processi e tecnologie che sia in grado di considerare completamente il ciclo di vita delle amministrazioni, da quando nascono a quando muoiono, da quando si trovano in un luogo e poi si spostano in un altro….e così via…. Utilizzare il sito web delle amministrazionicome fonte primaria e delegare ad un motore di ricerca delle pa la rintracciabilità degli indirizzari delle amministrazioni sui vari siti, questo mi sembra un obiettivo perseguibile. Fornire poi, in modalità “open data” e “cooperazione applicativa” l’indirizzario di INDICE PA mi sembra fondamentale..... Il problema dei dati è comunque un grande problema, un problema su cui ci giochiamo il futuro… L’open data è infatti un mezzo per dare al cittadino e alle imprese dei dati che possono essere utilizzati per analisi, per creare business, etc…. Ma per poter pubblicare i dati in formato open… questi dati devono comunque essere trattati, tanto è vero che parliamo di dataset… e devono essere validati, verificati. Occorre attivare processi lato back office standardizzati che affrontino queste tematiche con la giusta rilevanza e che ne abbiano contezza anche i vertici delle amministrazioni. Infatti dare i dati in formato open, presuppone una conoscenza dei propri dati, una conoscenza dei processi che li generano, e sappiate che non tutte le amministrazioni sono pronte a riguardo. NEW FAQ Quanto costerebbe integrare queste fonti? Distinguerei tra sforzi tecnologici (minimali) e sforzi organizzativi (da valutare) . E’ più un problema organizzativo che tecnologico. Non credo comunque che costerebbe molto. Chi lo dovrebbe fare? DIGITPA nell’INDICE PA – E’ la norma che lo stabilisce. I cittadini protestano? Non lo so, di certo un unico indirizzario sarebbe utile almeno per non confondere….. Negli altri paesi hanno lo stesso problema ? forse in molti paesi lo hanno risolto, ma non so fino a che punto negli altri paesi abbiano un gran numero di amministrazioni come in Italia e per giunta con una forte segmentazione a livello di potestà legislativa, statutaria e regolamentare….. RubricaPA è affidabile? In parte penso di si, anche se non come le pagine gialle…. Eh!
Giuseppe Clementino

Giuseppe Clementino10/11/2010 - 17:56
il legislatore non avrà mai il potere di convincere la moltitudine di operatori della PA a comunicare i dati, non credo affatto si possa raggiungere l'obiettivo dell'aggiornamento dei dati con una via prescrittiva e meno che mai sanzionatoria. Non è questa la strada. Esistono già norme che impongono alle PA di comunicare i loro dati e altre ancora che le obbligano a garantire la circolarità dei dati. Il risultato è quello che sappiamo. Tutte queste norme si sono scontrate con limiti culturali interni e pure con le logiche esterne e mutevoli della rete. Sono d'accordo che utilizzare i siti web delle amministrazioni come fonte primaria è certamente un primo passo (da noi in Comuniverso ampiamente utilizzato), altri se ne possono fare facendo adottare le base dati e le relative pagine web direttamente dagli operatori degli enti della rete. Oggi sono tutti obiettivo più perseguibili di ieri...
Salvatore Marras

Salvatore Marras10/11/2010 - 14:41
... concordo che IndicePA dovrebbe essere la soluzione, con modalità di alimentazione più coerenti con questi tempi, se ogni amministrazione mettesse nel proprio sito in un indirizzo predefinito (www.sito.gov.it/indicepa) i dati in una struttura e formato predefinito (magari un webservice anche fuori da SPC) l'aggregazione sarebbe semplice... ...se IndicePA funzionasse la rubrica di Linea Amica potrebbe usarne i dati e aggiungere le funzioni e le informazioni che la caratterizzano in modo specifico: l'interfaccia georeferenziata, le valutazioni e i commenti dei cittadini, le PA che partecipano al network...
Davide D'Amico

Davide D'Amico10/11/2010 - 16:57
concordo con l'utilizzo, e anche altre amministrazioni potrebbero utilizzarlo per le proprie applicazioni.
Pietro Bin

Pietro Bin09/11/2010 - 10:46
Tu apri una problematica effettivamente seria, quello che ritengo utile segnalare a questo stato di fatto e' che il tutto crea un'ulteriore problema, ovvero se la P.A. e' organizzata in questo modo, non c'e' da meravigliarsi se c'e' una evasione fiscale alle stelle, oppure se un ente locale deve mandare 130 analisi statistiche e report, che non serviranno a nulla perche' le relazioni tra i vari dati sono scollegate. In passato ho visto su ForumPA (mi sembra sia ForumPA) la registrazione di una conferenza dove una dirigente affrontava il problema, be, onestamente credo che sia ora, anzi forse questo doveva essere fatto molto ma molto tempo fa.