Pietro Ichino interroga Renato Brunetta sulla riforma PA

letto 1790 voltepubblicato il 24/01/2011 - 16:58 nel blog di ANTONINO LEONE
I contenuti della lettera di dimissioni di Pietro Micheli dalla CiVIT e la risposta insufficiente dei membri della commissione vengono valutati da Pietro Ichino, il quale decide di presentare una interrogazione al Ministro per la Funzione pubblica.
Interrogazione presentata al ministro per la Funzione pubblica il 25 gennaio 2011 del senatore Pietro Ichino al ministro per la Funzione pubblica
Premesso che:
con lettera aperta inviata al ministro della Funzione pubblica il 14 gennaio 2011, parzialmente pubblicata sul quotidiano la Repubblica il giorno successivo, il professor Pietro Micheli ha comunicato le proprie dimissioni da componente della Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT); in tale lettera sono indicate criticità e fattori di blocco che impediscono alla Commissione di perseguire la missione istituzionale per la quale essa è stata istituita, sia in ragione delle lacune nella conduzione dello stesso organismo, sia per ragioni di contesto riconducibili a scelte compiute dal Governo. 

2 commenti

ANTONINO LEONE

ANTONINO LEONE31/01/2011 - 16:16
Effettivamente vi sono molti punti della riforma che potevano essere migliorati: le fasce precostituite di incentivazione, la Civit che non è un'autorità indipendente, gli enti locali che sono stati classificati allo stesso modo, il modello organizzativo troppo rigido e dettagliato. Ritengo che occorre realizzarla per migliorare la performance delle Pubbliche Amministrazioni per elevare la qualità della vita dei cittadini e la competitività delle imprese. Spero che possa essere migliorata dal punto di vista legislativo affinchè possano essere espletati tutti gli effetti di cui le PA hanno bisogno.
Laura Strano

Laura Strano27/01/2011 - 21:09
pur apprezzando in alcuni punti la Riforma, ( norme sulla trasparenza e riaffermazione del principio che nella p.a. si accede per concorso pubblico) trovo assolutamente immotivata e discriminante e incomprensibile l'esclusione di alcune Amministrazioni dall'applicazione della stessa Riforma Quanto alla predeterminazione delle fasce si tratta di una pre-valutazione arbitraria che scatenerà pesante conflittualità fra il personale e contenzioso con gli Enti La Dirigenza nella stragrande maggioranza dei casi, non è all'altezza di gestire la riforma. Pensate a un Ente, L'Ente X che ha deciso di adeguare il Regolamento entro il 31 dicembre. Ha già predeterminato le fasce e, le percentuali dei bravi e dei meno bravi...... , (chi accondiscende e chi no ..................) Il nucleo di valutazione,(inorridite) è composto da un sindacalista, un politico e un parente stretto di un onorevole, che non è nemmeno un funzionario, essendo un dipendente di categoria C, oltre che da un Dirigente della stessa Amministrazione. Curricula privi dei requisiti minimi. Sconcertanti. (quanto meno hanno avuto il buon senso di non chiamarlo Organismo Indipendente di Valutazione) La Riforma a metà. Il Regolamento sì, ma gli OIV no. L'ente non ha ancora pubblicato il bilancio preventivo 2010. E la formazione dei dipendenti è sconosciuta. Con questi presupposti come dovrebbe applicarsi la riforma? Il Dirigente che valuta che credibilità ha? Come pensiate possa essere accettata la riforma dai dipendenti? E la formazione non avrebbe dovuto giocare un ruolo primario nella riforma della p.a.? Ma in questi casi chi controlla? La Civit? La Corte dei Conti? O il Ministro Brunetta? Ma i dipendenti, alcuni dipendenti non allineati, perchè mai dovrebbero pagare la cattiva gestione e amministrazione della Dirigenza? e gli sprechi della politica? che è invece allineata alla Dirigenza, perchè altrimenti non potrebbe pagare i suoi costi.. Chi può convincermi che la mia è riottosità al cambiamento?