la pa innovativa,la rete e i cittadini
Grazie all'intervento del Dr. Pavan non mi sento più solo e ricordo che in un mio post dello scorso mese di novembre ebbi a dire esattamente: "Abbiamo fatto una pubblica amministrazione digitale, adesso facciamo i suoi utilizzatori.” Sono contento di essere stato facile profeta. In effetti i dati sui cittadini che utilizzano il web per comunicare,interagire o semplicemente informarsi,con la P.A. non sono incoraggianti. Dall'enorme lavoro fatto in questi ultimi anni era lecito aspettarsi qualcosa di più. E non bisogna scomodare illustri professori o matematici per spiegare le statistiche. semmai basta chiedere, anche a quanti partecipano a Innovatori, e ogni giorno lavoranoo nella P.A. il riscontro a quanto diciamo. La domanda che porrei è molto semplice:- "Nel vostro lavoro,quante sono le persone che, in percentuale, interagiscono con i Vostri Uffici utilizzando il WEB e chiedono di usufruire dei servizi dei Vs. uffici in via digitale?"...attendiamo le risposte e ragioneremo sul concreto e non,come spesso si fa, su astrazioni.
Per quanto mi riguarda, posso già rispondere che,a fronte di una offerta vastissima di prodotti via web che il nostro Ministero e,in particolare la Polizia di Stato, che peraltro ha innovato da qualche settimana il suo sito web che resta tra i primi, se non il primo, in Italia, la risposta dei cittadini è al di sotto delle aspettative. Parlo ovviamente per la mia esperienza e il mio settore e che è facilmente documentabile. La verità è che resistono nel nostro Paese, enormi sacche di bassa propensione all'utilizzo di internet per motivi che non siano quelli strettamente legati al social network; i giochi e altre amenità facili da utilizzare e, direi, utilizzate quasi "meccanicamente" dai nostri tanti giovani ,ragazzi e,anche,meno giovani. Sicchè per questi diventa facile e "interessante!!" restare per ore su facebook o altro essendo diventato quasi un fatto automatico parteciparvi; diversamente, perdono interesse se devono utilizzare la rete per interfacciarsi "seriamente" con un qualsiasi ufficio pubblico. C'e' poi un'altra vasta area della popolazione (più anziana o meno culturalmente prerparata) che preferisce e preferirà sempre interfacciarsi personalmente e direttamente con i vari uffici della p.a. (vedi INPS,INAIL,AUSL, UFFICI DEL LAVORO,POSTE E BANCHE, ecc.ecc.) Su questo "zoccolo duro" credo non sia facile intervenire metnre, al contrario, può esserlo per le nuove o medie generazioni.
Noi, per parte nostra dobbiamo continuare a batterci per la migliore, piu' moderna, efficace e veloce P.A. che serva il cittadino. Altre e di altri sono le responsabilità di cambiare "mentalità e cultura"
commenti
E' bvero ma pensiamo a tutti però..
Ciao e ben arrivata tra noi...l'Italia,come giustamente dici, è un Paese dalle mille risorse e dai mille volti. A fronte delle tue segnalazioni e delle moltissime altre simili, fanno riscontro realtà molto diverse dove siamo ancora lontani anche dalla banda larga,figuriamoci il resto. Ti faccio un altro esempio preso dalla realtà in cui opero. Al nord,in alcune città,il livello di utilizzo del sistema di prenotazione on line per chiedere il passaporto è vicino al 100 %; da noi siamo a percentuali al di sotto delle dita di una mano, con tutto che abbiamo coinvolto in ogni modo possibile i citadini; Gli uffici postali sono pieni, zeppi,già di buon mattino di anziani, non necessariamente di bassa cultura, che "vogliono" i soldi in mano..! Ho assistito personalmente alla richiesta dell'impiegato postale fatta ad un anziano di accreditare la pensione. Per poco non finiva in lite! E vogliamo parlare della pec? ho detto in altre occasioni che per far comprendere a tante persone che si rivolgono da noi di aver già evaso,via PEC,e in termini brevissimi,una certa pratica, ho dovuto letteralmente combattere e alla fine stampare una copia della richiesta o risposta inoltrata e fargliela vedere...Ma i dubbi sono comunque rimasti!! Certo non mancano anche da noi esempi di persone (casalinghe,operai, disoccupati ) che sanno utilizzare e utilizzano il web nei rapporti con la P.A. ma siamo sempre al punto di partenza; non è lavorando su chi già bene o male era avvezzo a questi sistemi,che si risolve il problema, ma labvorando su quanti non vogliono o non possono farlo. Un sistema, questo ti assicuro ha dato ottimi risultati in una media realtà dove è già stato utilizzato, sarebbe quello di obbligare a trasmettere o richiedere un documento solo in via telematica. Questa è la buona,secondo me, strada intrapresa anche dal Ministro Brunetta. Ma avete visto già della "quasi" rivolta dei medici "obbligati" a trasmettere solo on line i certificati medici?
Ciao,a prersto
Una considerazione sugli anziani
Ciao Salvatore
Tre giorni fa mi sono massacrato due dita, e' ho potuto constatare che la mia USL permette lo scaricamento dei referti medici via internet. Ieri ho chiesto a mia madre (78 anni) se sapeva di questo servizio, be non ci crederai ma lo utilizzava da molto come lo utilizzano quasi tutte le persone della sua eta', ad esempio mio zio (88 anni) malato di cuore, ogni 15 giorni fa una particolare analisi, e mi disse che andava a ritirare i referti in farmacia o dalla segretaria del suo medico, questo perche' l'ospedale e' a circa 10 km da casa.
Morale della favola, facciamo e organizziamo i servizi on line, alla fine forse gli anziani non sanno usare internet na non sono stupidi da non capire che i vantaggi ci sono, e forse basta solo dare un piccolo supporto.
E? vero...pero'..!!
Sono d'accordo solo in parte con quanto dici: Come' è vero che ci sono migliaia di esempi del tuo caso, cosi' come di anziani che a 90 anni scrivono ancora e bene libri ecc, così ci sono migliaia di ragazzini che non vanno a scuola ma lavorano solo e non hanno a casa la possibilità semplicemente economica di avere un pc. e lo stesso per tante altre famiglie che per motivi economici o famigliari non sanno nulla di internet. Siccome sono abituato a fare esempi pratici e reali, ti dico che nei nostri uffici sono ancora tante le persone si ogni età che ci chiedono il "favore...!!" di potergli scaricare noi i moduli e quanto necessario per svolgere le loro pratiche poichè loro non hanno la possibilita o non sanno farlo. Io vorrei che anche queste persone ( che già potrebbero svolgere comodamente da casa le suddette pratiche senza venire presso gli uffici) potessero partecipare ai processi innovativi della p.a. altrimenti correremo il rischio di avere sempre più due categorie contrapposte di persone (chi utilizza il web e chi no) che giustificherebbero per es. il manenimento di aluni uffici che con una completa informatizzazione potrebbero essere diversamenet e meglio utilizzati.
Mi rendo conto che l'argomento è molto complesso e non si può liquidare in poche parole ma è importante affrontarlo.
Grazie, a presto
obbligare!
Quanto alla rivolta dei medici, proprio due giorni fa ho fatto la mia bella (e lunga!!!) fila dal mio medico di famiglia chiedendo un paio di giorni di mutua. Mentre faceva il certificato mi ha spiegato che per lui è un allungarsi dei tempi necessari: se deve fare 4 certificati in un pomeriggio il risultato è chiudere l'ambulatorio almeno un'ora dopo. Ora, il mio medico non è certo un genio dell'informatica, gli concedo che qualche minuto in più rispetto allo scrivere il certificato cartaceo ci vuole, ma se non si fossero obbligati i medici ad usare questa piattaforma, quando mai ci si sarebbe arrivati? E tra le altre cose, non sono dovuta andare a portare il certificato al mio datore di lavoro (grazie Brunetta, mai avrei pensato di ringraziarti, ma grazie: stavo veramente male e mi hai risparmiato un ulteriore giro).
E altro obbligo in arrivo (ma credo che sia solo della regione Emilia Romagna, non sono ben informata però): dal 1 aprile tutto ciò che riguarda le attività produttive deve essere presentato tramite il portale internet dello Sportello Unico. Tutto! Dall'autorizzazione all'avvio dell'attività alla richiesta di passo carrabile, ad esempio.
A me sembrano momenti importanti, e conquiste importanti.
E' necessario obbligare, imporre con autorevolezza questi cambiamenti.
Perdonatemi il paragone, ma qualcuno si ricorda i malesseri che provocò il divieto di fumo in tutti i locali? Ad oggi, quanti fumerebbero dentro? Certo qualcuno ci sarà, ma per molti è oramai naturale uscire a fumare.
Purtroppo sembra che, rispetto ai cambiamenti, ci sia un'ostilità innata! Di qualunque cambiamento si stia parlando!
E allora....obbligare!
M raccomando però....cara PA: che i siti funzionino dal primo giorno!
SI, OBBLIGARE!!
Intanto grazie per il commento che arrichisce questo dibattito: Vedi Francesca, noi italiani siamo sempre stati un popolo ( e lo dico con cognoizione di causa poiche' tra le altre cose sono docente di una Università di studi,tradizioni e cultura popolare,) siamo sempre stati un popolo che ha avuto bisogno di essere "obbligato", se non "costrett" a fare determinate cose. Così è per il fumo, che tu ben ricordi, per le cinture di sicurezza, per tante altre cose. Anche per la P.A. ritengo, che la strada di Brunetta e chi per esso dovrà essere per forza quella di obbligare a "fare" determinate cose tutta la pletore dei dipendenti della P.A., anche intervenendo, se del caso, su quello che sta più a cuore (i soldi, lostipendi sicuro, ecc) a tutti. Ma su questo già sono state alzate grandi barricate per evitare l'applicazione della parte della riforma che riguarda il merito. A proposito di questo, so per certo, ne ho parlato anche con colleghi di altre amministrazioni, che le valutazioni dei dipendenti ai fini della corrsponsione del salario accessorio, nel 90% ( e sono buono...) dei casi è stata un appiattimento generale. Tutti meritevoli allo stesso modo. Ora, secondo me, una delle colpe di questo risulltato può essere individuato nella "ingiusta" e ripeto e confermo "ingiusta" delega alla formulazione dei giudizi, ai propri dirigenti. E' ovvio e scontato (ditemi chi non l sarebbe al posto loro) che un dirigente che ha alle proprie dipendenze, per es. 10/15 dipendenti, e con i quali convive e divide ogni giorno il lavoro n on potra' MAI!, d i c o MAI!! dire che uno è più meritevole dell'altro del "premio". Dov'è lo sbaglio?? nell'aver affidato agli stessi dirigenti la valutazione. Se cosi' doveva (e dovrebbe, sempre secondo me) essere sarebbe stato necessario affidare ad un organismo "!terzo" rispetto all'ufficio, il potere di decidere, in base ai riscontri obiettivi, qchi e quanti avrebbero avuto diritto ad un vantaggio economico rispetto ad altri.
Per ritornare al nostro discorso, si comprende come sia difficile intervenire in una struttura pachidermica come quella della p.a. italiana dove ci sono centinaia di realtà diverse dovute a cultura, sistemi sociali, economia, ecc. Bisogna stare con il fucile spianato? come dice Attilio? può darsi, se il fucile è rappresentato DALL'OBBLIGO PER TUTTI DI DOVER FARE SENZA SE SENZA MA, RISPETTANDO LE LEGGI IN VIGORE NEL NOSTRO PAESE.
non tutto è come può sembrare
Salve, sono una new entry anche se non proprio new come età ed è proprio l'età che vorrei sottolinere. Dici che sono i giovani a usare il web non solo per diletto, ma non è così! Devo dire che qui a Mantova, peraltro città dalle tradizioni contadine con un settore agricolo importante che potrebbe sembrare poco tecnologico di suo, è a un buon livello di uso del web e tutte le età. Gli utenti? Due esempi: il muratore netbook-munito con tanto di password abilitata nei vari uffici della P.A. che predispone seduta stante un documento digitalizzato in pdf con tanto di firma digitale! La casalinga 60enne che chiede di poter effetture i pagamenti con home banking ecc ecc..e stop per non tediare. L'Italia è un Paese dalle mille risorse e dai mille volti ma, fondamentalmente, un Paese che si adatta ad imparare per necessità e per risparmio di tempo e denaro anche la più astrusa diavoleria.