Una marcia in più: da comunicatori ad architetti del sociale

letto 1667 voltepubblicato il 13/03/2011 - 11:28 nel blog di Marieva Favoino

ha una marcia in più la descrizione che Rolando, nel dà del comunicatore pubblico che ha da essere: non è solo un innovatore, un semplificatore, un tecnico della comunicazione 1.0 e apprendista stregone della presenza della PA nelle conversazioni 2.0. Non è più 'solo' un garante dell'accesso ai servizi della PA al servzio dei cittadini e del loro essere 'a pari condizioni' allo sportello, un tessitore di reti tra soggetti pubblici per 'fare sistema'. E', o deve saper essere, anche un 'architetto del sociale'.

Venerdì ho scritto la relazione di accompagnamento al bilancio 2011 dell'ente locale per cui lavoro (quella dell'assessore per intenderci che poi diventerà parte del Piano Esecutivo di Gestione)... ci ho messo di tutto di più, travestendo da burocratese, completo di richiami legulei alle 150 (legge e riforma) al CAD, alle linee guida Web della PA, all'articolo 118 della Costituzione (!), una sola chiara idea, quella che Rolando mi sembra traduca ottimamente così in una intervista rilasciata a «la comunicazione pubblica non ha solo il compito di “dire cose”, ma anche di creare spazi e dare voce. Anche al conflitto»...
Ora sono davvero pronta a sbagliare e a condividere l'esperienza della mia worst practice ;) ... vi aggiornerò su come è andata a finire!