Dal 1861 ad oggi, un cammino lungo 150 anni

letto 2186 voltepubblicato il 16/03/2011 - 17:53 nel blog di Salvatore Agostino Aiezza

Nel giorno dedicato all'Unità d'Italia, credo sia quanto meno doveroso, per noi che ci lavoriamo e che facciamo parte di questo forum,  volgere un pensiero alla Pubblica Amministrazione  nel suo cammino in questi 150 anni. Con questo articolo ho commentato la ricorrenza sulla stampa locale. Spero sia di Vostro gradimento.

 

 

                                                   LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELL’UNITA’ D’ITALIA
 
 
Anche la Pubblica Amministrazione ha subito, dall’unificazione ad oggi, molte trasformazioni. Possiamo forse dire che l’opera di riunificazione amministrativa, dopo quella politica, risultò oltremodo difficoltosa e del resto non era facile ridurre ad unicum tutte le varie amministrazioni e apparati burocratici presenti negli Stati-preunitari.
Il cammino, dal primo Stato accentratore di tipo monastico nato e sviluppatosi sul modello cavouriano, allo Stato (quasi) federalista odierno è stato impervio e non privo di difficoltà.
Ma possiamo comunque dire come ha tenuto a precisare anche l’attuale Ministro Brunetta ,uno dei maggiori artefici del rinnovo nella p.a., che: “…..La storia della pubblica amministrazione italiana, dall’Unità ad oggi…è una storia di dedizione all’impiego. Di orgoglio e consapevolezza del proprio ruolo istituzionale…poste a disposizione della collettività….”
Uno dei passaggi più difficili è stato quello del radicale cambiamento della mentalità che deve governare la Pubblica Amministrazione: Non più il cittadino come suddito del potere amministrativo e “vittima” di un burocratismo ostinato e , quasi, punitivo, ma un rapporto completamente invertito: La P.A. al servizio del cittadino. Da questo principio sono discese tutta una serie di modifiche legislative che hanno favorito la progressiva partecipazione dei cittadini ai processi decisionali della p.a. Certo molta parte in questo sviluppo hanno avuto le innovazioni tecnologiche: Il computer, Internet, I social network, i mass media hanno dato una spinata decisiva al processo di cambiamento di cui certamente non ha beneficiato la p.a. di un secolo fa.
Oggi però il nostro pensiero credo debba andare a tutti quei milioni di dipendenti pubblici che dal 1861 ad oggi lavorando nella più assoluta oscurità (anche in senso proprio) nel silenzio e nell’oblio, in condizioni di lavoro ed economiche che definire disagiate sarebbe un lusso; quando era facile, se non addirittura doveroso, doversi conformare o adattarsi al potere e per anni senza diritti nè alcuna tutela giuridica e previdenziale, (il primo statuto degli impiegati statali fu concesso da Giolitti solo nel 1908 e solo nel 1983 venne generalizzata la contrattazione delle condizioni di lavoro e del trattamento economico del pubblico impiego,) hanno fatto comunque camminare questa pachidermia macchina amministrativa che oggi, sembra definitivamente avviata verso una nuova era.
Dr Salvatore AIEZZA