Il rapporto RIIR

letto 1438 voltepubblicato il 08/04/2011 - 21:00 nel blog di Salvatore Agostino Aiezza

Ho letto il RIIR ( I^ Rapporto Italia e Innovazione edelle Regioni) presentato a Genova qualche settimana fa. Contiene analisi molto interessanti e dati uimportanti, insieme ad alcune "segnalazioni" su quello che, a parere della Commissione ancora resta da superare, per es, in tema di dematerializzazione.

Sulla base di questo Rapporto  ho scritto l'articolo che vi propongo per la consueta rubrica. Il  prossimo sarà sulla banda larga e l'importanza della sua diffusione per lo sviluppo di determinate aree urbane.

 

 

 
                       "  ADDIO CARTA E CERTIFICATI, PRESTO BASTERA’ SOLO UN CLIC DAL NOSTRO P.C.
 
 
                 La dematerializzazione, termine ostico ma oggi di moda, indica quei processi per cui gli atti in genere, quelli della P.A. nel nostro caso, che riguardano la formazione di documenti, si realizzano SOLO mediante supporto informatico o telematico. A regime tutti i procedimenti aministrativi saranno esclusivamente telematici con buona pace degli archivi cartacei. A questo proposito il nuovo Codice dell’Amminisrazione digitale (Dd Ll. n. 235/2010) detta tempi molto precisi per le P.A. Infatti entro i prossimi 12 mesi saranno emanate regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Inoltre le P.A. non potranno richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà poi una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare - tramite convenzioni - l'accessibilità delle informazioni alle altre PA richiedenti.
Nel recentissimo “1^ Rapporto sull’Innovazione dell’Italia delle Regioni (RIIR)” presentato il 21.2.2011 a Genova, bene viene messo in evidenza come uno degli obiettivi della società dell’informazione sia proprio quello di rendere più efficienti i processi interni della P.A.
Avere disponibili in rete una serie di flussi che ci riguardano e che possono (anzi, dovranno obbligatoriamente) essere scambiati tra le diverse amministrazioni consentirà drastiche riduzioni di tempo per le imprese con positivi risvolti economici. Immaginiamo per es quanti saranno i vantaggi di non dover più dare i nostri dati anagrafici o alcune informazioni relative al nostro lavoro, sui nostri studi ecc, ogni volta che ci confrontiamo con un ufficio pubblico. Questo in particolare per quei dati che sono comunque immutabili nel tempo e per i quali fare ogni volta certificati o atti notori è davvero inutile (si pensi alla data, luogo di nascita, titoli di studio, alla cittadinanza e altro ancora)
Certo non sarà facile vincere una serie di resistenze e superare molte criticità in questa innovazione; resistenze che non sono solo culturali e proprie delle difficoltà di cambiamento della P.A. in quanto tale, ma anche obiettive e operative come, per es, la complessità di realizzare una completa interconnessione e cooperazione tra diversi uffici o strutture di enti e apparati amministrativi. 
Dr Salvatore Aiezza"