Leggi e loro applicazione ....uscendo da ForumPa

letto 2134 voltepubblicato il 12/05/2011 - 19:43 nel blog di Attilio A. Romita

Nell'ultimo giorno del ForumPA, sono stato al Convegno sulla trasparenza nela PA (pad.10 Sala A) e nel pomeriggio al Convegno di chiusura con la partecipazione del Ministro Brunetta.

Nel primo Convegno è stata ripetuto più volte l'argomentoo della quasi inapplicabilità da parte della PA delle leggi che la riguardano, sia che si tratti di obblighi a fare qualcosa, sia che si parli di organizzazione e vvalutazione.

Nel Convegno di chiusura il Ministro Brunetta, spero di ricordare bene le parore, ha detto che si è reso conto che con la PA non è sufficiente fare una Legge, che il resto del mondo ritiene giusta, per obbligare la PA a fare qualcosa.

A questo punto mi è venuta in mente una domanda che faccio a tutti usando una storiella.

Se un Ministro dello Stato propone una legge che dice: Tutte le Società devono pagare 0,30 cent per ogni persona che passa dal loro portone ed il versamento deve essere fatto con il  Mod.23h secondo le procedure dell''arti..............

Se il Parlamento vota la legge e la approva, tutte le società devono rispettarla e pagare secondo le strane modalità descritte dalla Legge.

Se lo stesso Ministro propone una legge che dice per es. che tutti gli atti pubblici di un comune devono essere "pubblicati in rete" oppure che tutti i medici pagati dal SSN devono usare il PC per scrivere ricette e mandarle alla farmacia, apriti cielo ....si scatena la bagarre del non si può e la legge viene disattesa.

La domanda: Ma la PA non è una organizzazione simile ad una impresa privata che agisce nello stesso stato delle società private di cui sopra e che, allo stesso modo, deve rispettare le leggi.

Ovviamente non è ammessa la risposta che la PA è diversa senza una fila di ragioni basate su leggi e regolamenti esatti.

A voi la risposta  

10 commenti

Attilio A. Romita

Attilio A. Romita13/05/2011 - 15:15
@Gerosa Partiamo da un primo concetto: Applichiamo le leggi, by default come dicono quelli che fanno finta di sapere l'inglese. Secondo concetto: ogni legge è migliorabile Terzo concetto: prima applichiamola e poi avviamo il percorso di miglioramento Quarto concetto: chi può far partire un percorso di miglioramento, lo faccia, ma rispetti la legge Il fondamento di uno stato di diritto è la legge ed ogni volta che si riesce ad eludere una legge si sbaglia. Sono d'accordo che una legge con dei problemi può produrre danni, ma si producono danni maggiori quando si mette in discussione una legge perchè questo significa che la legge, per definizione, è discutibile e può essere elusa. Penso che questi siano i fondamenti di uno stato di diritto che, tra l'altro, offre tutti gli strumenti per migliorare una legge. Chiedo scusa a Gerosa per primo ed a tutti gli altri dopo per la mia eccessiva foga nel difendere dei concetti di base che ritengo siano lo zoccolo duro di un vero stato di diritto e che spesso obbligano ad essere "di mente stretta" per difenderli.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita13/05/2011 - 14:01
@Stefano Gerosa Nella tua risposta c'è anche la risposta alla mia domanda: La governance dell'Azienda privata DEVE applicare qualsiasi legge, anche la più cervellotica. La Governance dell'Azienda PA può permettesi di disattendere la legge e di spendere il tempo per trovare come disattenderla, anzi può permettersi semplicemente di disattendere le leggi. Sarebbe già bello se l'Azienda PA contribuisse a migliorare, secondo le regole ufficialmente scritte, una legge errata. Al contrario l'Azienda PA, la sua governance e il suo braccio esecutivo "tengono in non cale" le leggi scomode. E' giusto tutto ciò? La parola alla governace della PA per spiegare dove il mio tentativo di ragionamento è errato. Chiaramente il silenzio nel rispondere è accettazione della mia tesi. Chiarmente risposte assimilabili a "la PA è diversa" sono inaccettabili per definizione, a meno di non dimostrare chiaramente e legalmente la diversità .....cavilli, cartigli e consuetudini non sono accettabili. Il Ministro Brunetta ha chiesto aiuto per fare in modo che semplicemente le leggi siano rispettate "ope legis" come dicono i giuristi. I chiarimenti che chiedo alla governance PA sono in questa direzione.
Stefano Gerosa

Stefano Gerosa13/05/2011 - 14:54
@Attilio A. Romita Bah, io ho visto brutte leggi essere disattese e il cittadino guadagnarne. Ho visto buone leggi applicate male e il cittadino perderne. Ho visto brutte leggi applicate (male o bene non importa) e il cittadino perderne. Ho anche visto buone leggi applicate bene, ma sono poche. Per questo dico che se stai cercando l'efficienza, non la troverai nelle leggi. Applicarle non basta, la discriminante è applicarle bene. Se mi limitassi ad applicare le leggi, farei metà del lavoro e della fatica che faccio. E i miei cittadini/clienti sarebbero molto più scontenti di quanto lo sono adesso.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza13/05/2011 - 12:10
L'articolo di Ichino è di grande interesse. Forse un po' troppo "futuristico" li' dove si vanno ad innestare principii di modernità e trasparenza assoluta su modelli organizzativi vecchi di secoli. Giusto per dirne una: Provo a chiedere ai colleghi di questo forum che lavorano presso strutture ministeriali e comunque di p.a. centrali o periferiche, come e con quali criteri sono state compilate, dagli stessi dirigenti dai quali dipendono, (mentre io sostengo che sia necessario un nucleo di valutatori esterni alla p.a. e quindi avulsi da qualsiasi possibilità di compiacimento o meno dei dipendenti) le schede del 2009 e 20120, per la valutazione delle performance individuali e la conseguente erogazione dei c.d. "premi" o "fondi" indivisuali. Per quanto a mia conoscenza in alcune strutture, sono stati valutati tutti con giudizio di "adeguatezza assoluta". Nessuno, parlo, ripeto, dei casi per "paura" di attacchi sindacalii. Ecco perchè se i valutatori sono esterni non avranno timore di dare giudizi "veri" e di dover affrontare in seguito gli stessi impiegati ai quali magari avevano dato un giudizio negativo, contnuando a lavorare al loro fianco. Sono questi, forse, problemi spiccioli, ma proviamo ad inserirli nel contesto assoltamente auspicabile in futuro, dell'articolo di Pietro Ichino...!!!
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita13/05/2011 - 11:33
Scusate il neologismo, ma la parola "privatizzazione" poteva portare a degli equivoci. Leggerò con attenzione la nota del prof. ICHINO, che con reale autorità conoscitiva, può portare una voce autorevole al problema. Con la lettura, cercherò di trovare qualche autorevole supporto alla mia donada. A dopo
Pietro Bin

Pietro Bin13/05/2011 - 11:21
Considerazioni molto giuste, vorrei a questo proposito segnalare un articolo di Pietro Ichino Link su questo argomento, a voi i commenti.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita13/05/2011 - 11:01
@Laura E' vero, forse l'unico metodo valido potrebbe essere "il bastone", e comincio a sentire questa idea abbastanza spesso...forse la soluzione contro i Burusauri Reges che dominano la PA è l'eliminazione fisica! @Stefano Gerosa e per chiarire a tutti quelli che non hanno chiaro lo spirito, se non la lettera, della mia storiella che forse non era così evidente. 1. La PA, secondo me, deve essere considerata come la Società di Servizi chiamata a mettere in atto tutti i provvedimenti che lo Stato, attraverso i suoi organi istituzionali, decide e che riguardano tutti gli aspetti della vita pubblica, ed anche privata dei cittadini ed indipendentemente dal fatto che siano condivvisibili o no. 2. Alla stessa stregua di qualsiasi Società, Organizzazione, Entità privata quale che sia l figura giuridica, la PA, come Società di Servizi dello Stato, è tenuta al rispetto "obbligatorio e tassativo" delle Leggi, condivisibii o no. 3. Le leggi dello Stato possono essere cambiate dagli Organi Istituzionali e non da chi "ope legis" deve rispettarle. 4. Il principio "solve et repete" non vale solo per le tasse, è estensibile per similitudine a tutte le leggi dello Stato. A questo punto, e sulla base dei punti precedenti, ripropongo la domanda: Perchè una Entità, quale che sia l figura giuridica, è tenuta al rispetto "obbligatorio e tassativo" delle Leggi, mentre la PA, che deve essere considerata , come Società di Servizi, una Entità operante nell'ambito delle leggi delle leggi dello Stato, può mettere in dubbio, al di fuori le leggi cui deve essere assoggetata? Allo stato delle cose sembra che: - un Amministratore Delegato o un Dirigente de Entità private debba giustamente rispettare le Leggi quali che siano, salvo poi far ricorso "contro chi di dovere" e, magari dopo 15 anni, vedere che il ricorso era giusto. - un Capo Dipartameno, ed anche l'ultimo dei Capo Ufficio periferici, possano mettere in dubbio una leggee e disattenderla. Scusate la prolissità dell risposta...ho solo tentato di essere più chiaro. Ci sono riuscito? A voi la risposta
Stefano Gerosa

Stefano Gerosa13/05/2011 - 13:30
@Attilio A. Romita Perché le leggi ti devono dire cosa devi fare, non non come lo devi fare. Come lo devi fare è un compito che nelle aziende private spetta alla governance dell'azienda, la quale mette in piedi tutte le procedure adatte per essere in regola, essere efficiente e non scontentare gli utenti. Se la legge ti dice che devi pagare 0.3 cent per persona che passa dal portone, l'azienda deve trovare il modo per essere in regola, possibilmente spendendo il minimo delle risorse e non arrecando danno ai suoi clienti. Metterà dei tornelli, metterà delle fotocellule, ecc... ecc... L'efficienza e la soddisfazione non stanno nella legge, ma nell'abilità dell'azienda a ricercare la soddisfazione e l'economia. Di converso ci sono amministrazioni pubbliche che sanno essere perfettamente in regola con le norme non garantendo in pratica la qualità del servizio. Ci sono infiniti modi di pubblicare in rete gli atti pubblici fornendo comunque un servizio scadente. Perché, ripeto, la norma ti deve dire qual'è l'obiettivo da raggiungere, ma conta molto il modo in cui lo si raggiunge. Anzi, forse conta più il modo che l'obiettivo. E definire il modo per legge si risolve, a mio modesto parere, quasi sempre in un fallimento.
Stefano Gerosa

Stefano Gerosa13/05/2011 - 09:00
Una legge è buona per imporre un obbligo, non per organizzare un'azienda. Nessuna azienda emette leggi per organizzarsi, le leggi servono per altre cose. Se sei coerente col tuo ragionamento (è una organizzazione simile ad una impresa privata) la devi trattare come un'impresa privata. E ripeto che le imprese private non si organizzano con le leggi.
Laura Strano

Laura Strano12/05/2011 - 21:32
ciao Attilio mi dispiace quest'anno non esserci stata.. gliel'avrei detto di persona il Ministro dice bene che non basta fare una legge, ma perchè non si adopera per prevedere sanzioni e controlli!! Non c'è niente da fare, guarda ci sono Amministrazioni virtuose, Dirigenti illuminati o di buona volontà interessate a migliorare, a guardare alle buone pratiche ecc. ecc. E poi ci sono Amministrazioni che non gliene frega niente, ma niente di niente delle leggi , delle sentenze, del servizio al cittadino di valorizzare le professionalità , della meritocrazia anzi al contrario dai pure fastidio se ti preoccupi di queste cose Ci vogliono controlli seri e sanzioni Io per la trasparenza suggerirei che chi non ottempera paghi multe salate, a seguito di segnalazione dei cittadini e paghi però non con i soldi dei cittadini, non con i soldi pubblici dell'Amministrazione ma di tasca propria. E allora stai tranquillo che forse ci penserebbero un pò a non pubblicare gli atti ciao