[Barcamp Innovatori 2011] Imparare dai social network, condividere esperienze e conoscenza nelle comunità di pratica

letto 1597 voltepubblicato il 16/05/2011 - 17:40 nel blog di Gianfranco Andriola, in Barcamp "InnovatoriPA"

Come immagino abbiate già il barcamp Innovatori di quest’anno è stato dedicato ad approfondire e discutere il rapporto tra pubblica amministrazione e Social network. Il tema è interessante e articolato per vari aspetti: è sperimentale, nel senso che non esistono ancora percorsi ed esperienze consolidate; è sfumato da molti contrasti, uno su tutti la mediazione tra le pastoie burocratica della PA e la rapidità che è tipica della rete e in particolare dei social network; è particolare - nell'accezione più letterale del termine - in quanto ogni ente  pubblico, per propria connotazione istituzionale, si rivolge ad un’utenza specifica e non sempre è facile trovare una formula di comunicazione che ben si adatti al contesto.

Ed è in particolare su quest’ultimo aspetto che si è concentrata la discussione del tavolo 3, partendo ad una riflessione iniziale: come accade in tutte le grandi organizzazioni anche la PA non ha la sola esigenza di comunicare all’esterno, ma anche al proprio interno. Strumenti come intranet, wiki, newsletter interne e comunità di pratica sono ormai da anni strumenti indispensabili per condividere conoscenza e incrementare l’efficienza dell’azione pubblica, strumenti che oggi non possono (e non devono) fare a meno di confrontarsi con la “società delle reti” e con le mille possibilità condivisione che i social network ci mettono a disposizione, spesso a costi bassissimi o il più delle volta addirittura nulli.

Ad esempio, una forte integrazione tra piattaforme di sharing e sito web è stata una scelta progettuale e vincente nel caso di – progetto della Regione Lombardia per migliorar l’accessibilità dei siti web scolastici – dove a piattaforme open source si affiancano le presentazioni condivise su Slideshare, i video tutorial per l’utilizzo di Wordpress caricati su YouTube, le apps di Google per gli album fotografici (Picasa) per le discussioni (Groups).  Per maggiori informazioni vi rimando alle slide che Alberto Ardizzone, docente coinvolto nel progetto, ha proiettato nel corso della mattinata.

Integrazione è ancora un volta una delle parole chiave - insieme a condivisione, conoscenza e velocità  -dell’esperienza ancora in corso presso l’, dove a strumenti di comunicazione tradizionali come ufficio stampa, URP ed eventi promozionali, si affiancano e intregnano strumenti digitali come sito web, campagna di comunicazione multimediali, firma digitale e intranet. Ed è in particolare quest’ultima che permette ai 150 redattori, provenienti da 60 reparti e 20 staff amministrativi, di interagire tra di loro, all’interno delle pagine riservate; e con i gli utenti, attraverso un sistema di publishing che dalla intranet porta i contenuti direttamente sul sito istituzionale, bypassando un sistema di mediazione centralizzata che con questi numeri non potrebbe fare a ameno di diventare collo di bottiglia per l’intera comunicazione dell’azienda ospedaliera mantovana.

Aggregare una community intorno alla euro-progettazione è invece l’obiettivo che si sono posti i responsabili del P.O.R.E. nello sviluppo di , una piattaforma di knowledge sharing messa a disposizione delle comunità di pratica generatesi dalle diverse edizioni dei corsi di formazione promossi del progetto. Sin dalla home page del sito è chiara la volontà degli sviluppatori di riutilizzare logiche proprie dei social network per definire uno strumento innovativo e funzionale ai fini “sistemici” della pubblica amministrazione, che a ben rifletterci non è troppo dissimile da quanto è avvenuto nello sviluppo della piattaforma InovatoriPA. In questo senso OPERA non si limita alla costruzione di una generica comunità professionale o di apprendimento, ma esplicita chiaramente l ’obiettivo che si vuole raggiungere, ossia la costruzione materiale di progetti candidabili a finanziamento promuovendo attraverso una “reti fra pari” strumentale al raggiungimento degli obiettivi.

Sulla base di queste tre esperienze molto diverse tra di loro, eppure accomunate dalla ricerca di innovazione nella rete e attraverso la rete, abbiamo provato a raccogliere una serie di elementi utili a chi volesse progettare o avviare un percorso di riprogettazione della propria community online:

  • sponsor, lo sviluppo di una piattaforma social in ambito pubblico non può prescindere dal coinvolgimento di figure apicali (siano esse di natura politica o amministrativa) che credono e si spendono per buona riuscita del progetto
  • utenti capaci di “comunicare”, probabilmente la “vecchia” regola dell’ 1-9-90 ha cambiato in meglio la propria proporzione, ma non di troppo… Non è ancora facile per tutti confrontarsi con la produzione di contenuti in rete, persiste una sorta di “paura dell’agorà”. In questo un’età medio-bassa - nella maggior parte dei casi - aiuta.
  • favorire la competizione interna, se ben gestita, può dar luogo a dinamiche positive per l’intera community
  • non dimenticare strumenti tradizionali, se ben integrati in una strategia di comunicazione più ampia milinglist e forum restano mezzi potenti e ancora funzionali
  • profili “parlanti”, nello sviluppo di qualsiasi piattaforma web il profilo utente rappresenta la base da cui partire per costruire relazioni
  • integrazione ragionata con le piattaforme esterne, video caricati su YouTube, sildeshow da Slideshare e tasti di social sharing e social bookmarking hanno poco senso se non sono ben contestualizzati nella navigazione del sito, il rischio è di appesantire la pagine senza dare un beneficio reale agli utenti.

Qui sopra solo alcune delle considerazioni emerse durante la discussione a questo tavolo del BarCamp, quelle più puntuali e operative. Più ingenerale però, riflettendo insieme sulle discussioni e sul senso della giornata trascorsa insieme mercoledì, resta - su tutto - la sensazione di quanto ormai sia davvero indispensabile per la PA avviare serie riflessioni per integrare i social network e i social media nella propria strategia di comunicazione, avviando percorsi di sperimentazione che portino coinvolgimento e servizi informativi avanzati per i cittadini. Di contro il rischio è di restarne fuori, perdendo un’importante occasione d’innovazione.