La lingua italiana e la demolizione degli stereotipi

letto 2248 voltepubblicato il 19/05/2011 - 11:37 nel blog di Riccardo Riggi, in SocialPA

Google, il più popolare motore di ricerca, indicizza al primo posto al mondo il decalogo sul linguaggio non sessista e non discriminatorio redatto dalle Relazioni interne dell'Università degli Studi di Palermo. Se nella barra di ricerca di Google un utente scrive "Linguaggio non discriminatorio" compare, come primo al mondo, il collegamento al documento redatto da responsabile Relazioni interne dell'Ateneo, Riccardo Riggi. Al secondo posto si trova un sito web che collega direttamente al documento dell'Università di Palermo. Al terzo posto si trova un documento sul linguaggio non discriminatorio in Scozia. Al quarto e al quinto posto, rispettivamente, si trovano pubblicazioni dell'Università Tor Vergata e del Ministero per la pubblica amministrazione.

“L'idea di iniziare a predisporre dei suggerimenti per l'utilizzo di un linguaggio non sessista e non discriminatorio - afferma Riccardo Riggi - nasce dalla convinzione che il  linguaggio sia il principale strumento di costruzione della realtà e che un più attento utilizzo delle parole possa contribuire a ridurre stereotipi, pregiudizi e discriminazioni sessuali”.

L'adozione di un decalogo sull'utilizzo di un linguaggio non sessista e non discriminatorio pone l'Ateneo fra le istituzioni più attente alla riduzione degli stereotipi sulle differenze di genere. Un particolare, questo, che ha consentito all'Ateneo di ottenere una citazione di Good practice durante il convegno del 1 aprile 2011 dal titolo "I termini della parità nella lingua della P.A.” ospitato dall'Università Ca' Foscari di Venezia.

Per vedere il documento è possibile collegarsi al

1 commento

Attilio A. Romita

Attilio A. Romita26/05/2011 - 19:32
Ho letto con attenzione il manuale cui si riferrisce Riccardo Riggi e, a rischio di sembrare un vetero sporco maschilista, penso che tutte quelle precisazioni ed il 90% dei suggerimenti non fanno altro che sottolineare maggiormente differenze e discriminazioni. Nella lingua parlata normalmente e, se non sbaglio nella grammatica italiana ancora usata, sono stati consolidati dei modi di dire e delle regole grammaticali de-facto che sono applicate praticamente in modo automatico. Normalmente si scrive, si dice e suona normale: "Antonia, Giuseppina, Eleonora Luigi ed Enrico sono arrivati" e questo non comporta sessismo, è una semplice abitudine grammaticale. Tutte le alchimie descritte nel manualetto, che tra l'altro riprende un lavoro del Ministero delle Pari Opportunità, mi sembrano solo un voler sottolizzare su aspetti che non offendono nessuno. Questo modo di pensare e scrivere sottolinea la concezione che molti hano delle donne e che continuano a pensare alle donne come dei "minus habens". La realtà è si pensa a sottolineare questi aspetti estetici e si tralascia di pensare ad aspetti molto più importanti di sottovalutazione della donna nell'equilibrio del bilancio lavorativo. Chiaramente non mi riferisco al fatto che la donna deve stare a casa a pensare alla famiglia, ma al fatto che si dovrebbe pensare e provvedere di più a tutti quei supporti e facilitazione che permettano alle donne di svolgere bene la loro attività lavorativa e professionale avendo la certezza che opportune strutture facilitino i loro compiti familiari.