OpenGovernment, OpenData, la via della trasparenza per rendere i cittadini piú consapevoli

letto 3019 voltepubblicato il 21/08/2011 - 11:23 nel blog di Luigi Maselli, in Open Government

Molti cittadini si disinteressano di politica perché seguendo i dibattiti in tv ogni politico può dire tutto e il contrario di tutto. "l'Italia va meglio degli altri paesi, no va peggio,.." discussioni infinite che portano il cittadino a scegliere un partito piuttosto che un altro per lo piú sulla simpatia che non sulle cose fatte o non fatte. Fortuna che c'é internet.

open data

I social network, i blog, gli opendata, non sono nati per "migliorare la Pubblica Amministrazione" ma per condividere informazioni e piú in generale comunicare. Ora la sfida é come organizzare la sinergia tra privati, enti pubblici e altri attori affinché si possa comparare la politica e migliorare i servizi pubblici?

Case History: iTO l'app della Città di Torino

Prima di proporre dei ruoli in questa era del Cloud Computing e dell' e-democracy, vorrei iniziare con un piccolo paradosso della Città di Torino.

In questa città si organizza Biennale Democrazia un evento che tratta la democrazie nelle sue sfaccettature e quest'anno c'é stato proprio un (ahimé e poche linee guida tecniche) quasi contemporaneamente é stata rilasciata l' sull' AppStore, che faceva uso di metadati , quindi sebbene tecnicamente uno avrebbe potuto fare l'applicazione per Android partendo dagli stessi dati, praticamente non sarebbe legalmente stato possibile. Viva la coerenza, né?

Open Data, chi dovrebbe fare cosa

Torniamo al discorso dei ruoli, le strade pubbliche e quelle private coesitono da molto tempo e soddisfano esigenze differenti, cosí i dati.

In uno stato moderno i vari enti forniscono i dati del loro operato, ma il fatto di trattarli, analizzarli, riusarli, deve essere permesso sia ad altri enti pubblici, ma anche ai privati (nel rispetto della privacy comunque).

Un altro tipo di social network, detti "" troverebbe sicuramente utile il rilascio dei dati pubblici locali riguardo a crimini, nuovi investimenti, spesa pubblica,.. e i cittadini sarebbero molto piú motivati a segnalare e monitorare disservizi e sprechi della PA e anche grazie a  questi parametri si potrebbe avere un cittadino piú consapevole e non disposto a votare solo "a sentimento".

11 commenti

profilo vuoto

profilo vuoto30/11/2011 - 18:12
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita23/08/2011 - 09:04
Amici co-commentatori di questo blog, provo a spiegarmi. Sono fermamente convinto che tutti i dati della PA, PAC o PAL che sia, devono essere accessibili ed usabili. Sono assolutamente d'accordo con tutte le vostre istanze per avere a disposizione dati raw da elaborare. Fatte queste premesse e considerato l'approccio attuale al problema della PA, vediamo come si può arrivare ad una soluzione reale e realmente applicabile. Abbiamo visto che si sono susseguiti vari Codici dell'Amministrazione digitale, da Bassanini 1992 a Brunetta 2010, ed abbiamo visto che attraverso, cavilli o dimenticanze o applicazioni parziali, l'auspicata trasparenza, cui si arriva anche pubblicando dati usabili, è stata disattesa in modo totale. Visto che varie leggi, giuste, non sono riuscite bene, occorre quindi trovare una soluzione pratica ed una strada percorribile per arrivarci. Una prima strada sarebbe lo AK47, il famoso Kalanshikov, ma i rimasugli di idea della libertà che restano nel mio cervello mi impediscono proporla. Allora mi viene in mente il sistema della goccia, cinese o latina che sia: Gutta cavat lapidem. Ed a questo punto torniamo alle spegazione delle varie proposte che ho fatte nei miei interventi precedenti. Iniziamo con una richiesta che richiede poca conoscenza: dati leggibili ed usabili. Anche un PDF con un po di fatica può essere usato. Sicuramente le prime PA che aderiranno, saranno le più virtuose ed acquisiranno meriti ed elettori. Se siamo fortunati il ruscello iniziale si ingrosserà e diventerà fiume sempre più ampio ....e noi avremo ottenuto il risultato. La giusta alternativa, cioè quella di volere l'applicazione delle leggi, abbiamo visto che non ha avuto successo. E' vero che la produzione di dati raw non richiede eccelse menti informatiche e che di normali informatici è piena la PA. E' altrettanto vero che ad oggi non abbiamo risultati. Concludendo, o AK47 o piccoli passi ed un po di superlavoro di conversione, oggi, e domani .....è sul grembo di Giove.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita22/08/2011 - 14:23
Amici miei, avete tutti ragione quando parlate di dati aperti usabili, formati utilizzabili, dati raw etc. etc. Dall'altra parte però avete persone che nel migliore dei casi hanno para di perdere potere se i loro dati sono disponibile. Nella realtà ci sono persone per le quali fax e fotocopia sono il massimo della modernità e dell'innovazione. Ci sono inoltre leggi che si chiamano Codice dell'Amministrazione digitale e ci sono persone che pensano che digitale sia "la digitale" un veleno dei romanzi d'appendice di fine '800. Come si fà ad entrare nel cerchi magico? Secondo me abbassando al massimo il limite delle difficoltà, eliminando al massimo qualsiasi aspetto che possa sembrare violazione della "maledetta ed inutile privacy", facendo in modo che chi non agisce per ignoranza appaia così palese della sua ignoranza tanto da vergognarsene. Questi saranno i primi passi, compiuti i quali, sono sicuro, si scatena la cascata del Niagara della trasparenza....o almeno lo spero!
Pietro Bin

Pietro Bin22/08/2011 - 15:25
I dati devono essere disponibili nel senso in cui dici tu Attilio (.doc, .pdf), questo per favorire una operazione di trasparenza per il semplice cittadino, ma per una vera analisi di verifica devono essere in un formato tipo .XML, .CSV ecc., ma non solo, direi che dati fondamentali dovrebbero avere una struttura unica all'interno di tutte le pubbliche amministrazioni, penso in questo caso a dati tipo bilancio, perche' solo cosi' puoi effettivamente fare confronti, analisi. Come dice Roberto Guido a proposito del CSV, pensa se avessimo la possibilita' di avere il bilancio in CSV di tutti i comuni si potrebbero fare facilmente medie, confronti di massimo e di minimo (... probabilmente ci sarebbe anche moto da ridere) ecc.. I dato aperto cosi' come lo vorrei io credo sia bel lungi a divenire anche perche' come dici tu Attilio al Burusaurus Rex potresti fargli facilmente i conti in tasca e compararlo con quello che fa il suo collega che e' solo Rex e non e' un Burusaurus, certo che se devi fare delle verifiche analizzando .pdf e' dura.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita22/08/2011 - 16:24
Pietro e Roberto e tutte le persone normali, avete ragioni da vendere e sono d'accordo che "pensa se avessimo la possibilita' di avere il bilancio in CSV di tutti i comuni si potrebbero fare facilmente medie, confronti di massimo e di minimo (... probabilmente ci sarebbe anche moto da ridere)". Ma prima occorre vincere il Burosauro che è grande e forte. Allora cerchiamo di smontarlo una scaglia per volta sinchè si troverà senza la sua corazza protettiva e, nudo, potremo spazzarlo via. la lotta è sicuramente dura....agiamo con pazienza e continuità...lavoriamo ai fianchi e chi resisterà potrà cantare il peana di vittoria!
Roberto Guido

Roberto Guido23/08/2011 - 01:35
E una volta che sono stati pubblicati i PDF di *tutte* le informazioni possibili ed immaginabili... che te ne fai? Online c'e' gia' un abominio del genere: http://piemonteincifre.it/ Una base di dati immensa, numeri e cifre in quantita', annualmente aggiornati ed arricchiti. Tutto in PDF, ed in fogli Excel (ovviamente con parecchio contenuto di contorno e dunque impossibile da convertire in dati raw in modo automatico). E' questo cio' che vuoi? Un immenso indice di informazioni inutilizzabili?
Luigi Maselli

Luigi Maselli22/08/2011 - 18:06
Capisco che in alcune piccole realtà non ci sia voglia o tempo di pianificare una divulgazione di dati strutturati, ma davvero ovunque nel mondo quando si parla di opendata non ci si riferisce alla mera diffusione di bollettini in formato .doc o pdf. Quello che mi aspetterei a livello italiano o anche ad organizzazioni più elevate è la condivisione di strutture dati omogenee affinché sia realmente possibile compararle ed analizzarle. Qualche esempio può essere la condivisione di strutture per rappresentare un bilancio, dati geografici, punti di interesse pubblico nelle città, salute dei cittadini, statistiche sulla criminalità, e così via
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita22/08/2011 - 11:24
Luigi, i tuoi suggerimenti sono sicurramente giusti, ma io, premesso che il 90% dei documenti sono testi e che gli strumenti di copy&paste funzionano praticamente sempre, io ho fatto la scelta banale, assolutamente open, che tutti sono in grado di usare. Io non so quanti, utenti o PA appartenenti, capiscano il significato di "copiabile e semanticamente strutturato" o sanno usare JSON o XML. Sicuramente sono le dizioni giuste, ma .....come dice il proverbio "beati monocoli in orbe ccecorum"! Ricordiamoci che il Burusuraurus Rex è un sauro antidiluviano e i concetti troppo avanzati gli fanno venire il mal di testa!
Roberto Guido

Roberto Guido22/08/2011 - 12:35
Che gli utenti che capiscano e sappiano usare XML siano una minoranza e' fuori di dubbio, ma... Che accidenti di dato e' un dato formattato dentro un documento PDF??? A cosa serve? A leggerlo individualmente, e continuare a non avere visione di insieme? Qual'e' la definizione di dato aperto?: "Purche' sia scritto in italiano..."? Secondo la tua definizione, la legge che impone la pubblicazione dell'albo pretorio online da parte dei comuni e' una legge a favore dei dati aperti. Ma al piu' e' una legge a favore della trasparenza, che e' un'altra cosa, ben diversa. Se proprio ci tieni cosi' tanto affinche' l'informazione sia maneggiabile anche dall'utente umano (sebbene questo non sia affatto lo scopo del dato raw, fatto per essere interpretato prima di ogni altra cosa dalla macchina), credo che CSV sia il massimo del compromesso raggiungibile: facilmente parsabile, ed interpretato da ogni applicazione di spreadsheet.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita21/08/2011 - 20:54
Si potrebbe partire da una banale regola: Tutti i dati di una PA (PAC o PAL) che per legge devono essere pubblici, devono essere resi disponibili in rete in formato copiabile ed elaborabile. Chiarendo che "dato pubblico per legge" è qualsiasi informazione di dettaglio e di riepilogo che i vari Codici e Leggi specificano che devono essere resi disponibili a chiunque ne abbia interesse: bianco, nero o giallo; maschio o femmina; alto o basso; cittadino italiano o no; biondo, bruno o rosso; cioè CHIUNQUE nell'accezione italiana della parola e senza alcuna specifica aggiunta. Eventualmente l'uso "contro legge" potrà essere punito! Ma chi sa cosa ne pensa il Burusaurus Rex?
Luigi Maselli

Luigi Maselli22/08/2011 - 10:03
Ciao Attilio, purtroppo la definizione di dato "in formato copiabile ed elaborabile" è spesso interpretata a proprio piacimento includendo (ahimé) pdf con immagini, file .doc, ecc.. io avrei scritto "copiabile e semanticamente strutturato" così da restringere il campo, oppure in modo molto più schifosamente tecnico: "JSON e XML". Perché se i dati non sono strutturati difficilmente potranno trovare un altro utilizzo.