Sarebbe bello se ...............
..................quello che uno scrive fosse commentato, criticato, demolito, condiviso.
Nella prima pagina di INNOVATORIPA ci sono 10 interventi di vario genere e, secondo me, tutti trattano temi vivi del nostro quotidiano.
Il contatore dei lettori di ciascun tema dice che mediamente ogni tema ha avuto olte 200 lettori, ma solo uno ha 2 commenti.
I 10 temi trattano tutti aspetti importanti, ma non hanno ispirato alcun commento, tutti sono d'accordo su tutto ed il contrario di tutto.
Vi sembra una cosa possibile? E' possibile che le 7 persone che hanno scritto le 10 note sono state così brave da intercettare il senso comune di tutti e che nessuno dei 200-300 lettori non hanno niente da ridire.
Io non mi sento simile ad un Papa civile che parla exchatedra e che è fatto a tutti obbligo di fede cieca ed assoluta!
Forse, se cominciassimo ad essere cittadini partendo anche da queste piccole possibilità di partecipazione, qualcosa di buono potrebbe nascere!
commenti
Un disinteresse...diffuso!
Grazie per la risposta. Ora, a parte la storiella della Sardegna che, almeno per quanto ne ho viste in questi "primi..sic!" vent'annii di pubblica amministrazione, è appunto rimasta tale, non avendo mai sentito di alcuno che, non dico fosse trasferito in Sardegna ,ma almeno punito ( e non, quasi, sarcasticamente, con il richiamino scritto...) per le GRAVI! violazioni connesse ai doveri di ufficio ( non necessariamente integranti fatti penali). A parte questo sono, non lo scopri adesso, d'accordo con il tuo testo e il riferimento a Carducci, credo sia l'esempio più emblematico di quanto vado dicendo. Per il resto rimando, chi e quanti ne abbiano interesse, visto che nessun commento la noitizia ha ricevuto in alcuna parte di Innovatori, all'articolo molto interessante su Repubblica, inserto R2 pagine 45/46/47, dal titolo, molto eloquente: "La generazione degli analfabeti digitali" di Maria Novella De Luca.
....a proposito di analfabetismo
......si chiama link (aggancio) l'informazione che rende fruibile direttamente una segnalazione.
Caro Salvatore, non prendertala con il tono della risposta, vuole essere solo ironico...tanto per sdrammatizzare.
Il link per ": "La generazione degli analfabeti digitali" di Maria Novella De Luca." è http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/03/news/analfabeti-24332485/
L'articolo descrive una realta ...reale ed quello che io continuo a definire come il vero DIGITAL DIVIDE che ci affligge.
Fonto OCSE ci dicono che il nostro vero DIGITAL DIVIDE è culturale, abbiamo molta più rete e servizi di quanti ne usiamo!
Invito anche a leggere http://www.innovatoripa.it/posts/2011/10/2190/internet-il-castello-incan....
NON SOLO IL "digital"..divide
GRAZIE PER LA SEGNALAZIONE. SONO CONVINTO ANCHE IO CHE IN ITALIA CI SIANO MOLTISSIMI SERVIZII IN RETE E, AD ONOR DEL VERO, ANCHE II SITI DELLE VARIE P.A. COMINCIANO A MIGLIORARE MOLTO E CONTENGONO, ALCUNI, UNA MIRIADE DI INFORMAZIONI E POSSIBILITà DI INTERCOMUNICAZIONE DIGITALE....PURTROPPO, COME DICI, E' UN FATTO DI CULTURA. N O N LI VOGLIONO USARE!!! GIORNI INTERI SU FACEBOOK E COSE DEL GENERE A PERDERE TEMPO ( IL PIù DELLE VOLTE) MA SE DEVONO MANDARE UNA DOMANDA VIA INTERNET PIUTTOSTO RINUNCIANO ALLA DOMANDA!! E' VERO, SAI? LO VEDO TUTTI I GIORNI. ECCO ALLORA LA "CULTURA" CHE CI DIVIDE, IN QUESTO, COME IN MOLTISSIMI ALTRI CAMPI ( COMPRESO QUELLO RELATIVO AL SENTIRSI O MENO EUROPEI), DAL RESTO DEL MONDO.
La "scarsa" partecipazione e la "difficoltà" di "comprensione"
Carissimo Attilio, forse con questa considerazione, sul motivo della "scarsa" partecipazione ai forum, con commenti e post,di innovatori, non sarai d'accordo. E' naturalmente il mio punto di vista sul quale avrei immenso piacere di ascoltare la tua opinione. Ti sarai accorto che da diverso tempo oramai, sono praticamente scomnparsi da queste pagine decine e decine di interventi da parte di tanti innovatori all'inizio attivi su questa bacheca. La realtà è che questa iniziativa : prestigiosa, innovativa, lodevole e tesa a innescare un porocessoo di miglioramento della P.A.; dei suoi procedimanti e dei rapporti con tutti noi cittadini e, allo stesso tempo, utilizzatori della stessa P.A. ha, con, il tempo, allontanato tutta quresta pletore di persone che giornalmente vivono e cercano di migliorare la P.A. e di applicare le regole dettate da tutte le varie riforme che si sono susseguite. Devo purtroppo constatare che quetsa diminuizione di partecipanti, commentatori o semplici persone che nelle P.A. vivono quotidianamente malessero o anche soddisfazioni e che nel loro piccolo, rappresentavano dei progetti e delle idee, magari semplici, ma, a volte efficaci, per un effettivo coinvolgimento di altre P.A-, uffici, ecc, non possono più interloquire con gli esperti di innovazioni informatiche, i grandi tecnocrati e i "grandi" innovatori; nel senso di esperti che parlano per tematiche importanti certamente, ma in grado di essere percepote e ancor più applicate, da pochissimi e in altrettanto pochi enti. Ecco, io credo che il livello di discussione si sia troppo elevato rispetto a quanti, all'inizio, si sono avvicinati a questo strumento di innovazione. Deln resto negli stessi post che leggiamo da diversi mesi, la discussione sembra essere riservata a quei pochi che hanno grandi e possibili ( in senso economico, di possibilità lavorative ecc) progetti che si possono certamente realizzare, ma solo coinvolgendo livelli istituzionali, politici, ecc di elevato spessore. Questa, ripeto, la mia analisi. Anche io, a volte, ho molta difficoltà e così tante persone che ho sentito e che prima erano più assidue di queste pagine, a seguire interventi che richiedono una specializzazione si curamente informatica e tecnologica che non possiamo avere tutti.
Perchè pochi partecipano?
Amico Salvatore, ti rispondo con due piccoli esempi.
Sino al 2003, anno nel quale ho compiuto i 65 anni e sono stato pensionato, il mio nome era associato alla società per la quale lavoravo, e quindi le mie riflessioni erano, nolente o volente, limitate da questa mia appartenenza.
Nell'ambito della PA sino a qualche anno fa, 50 forse, girava la storiella che se non filavi dritto ti spedivano in un paesino della Sardegna.
Ambedue gli esempi sono parzialmente, molto parzialmente veri, ma, forse inconsciamente, molti li ritengono fatti consolidati.
E' forse questa la principale ragione nascosta, e forse inutilmente ritenuta valida, per la quale pochi si azzardano a commentare i fatti "di casa propria" o a proporre cambiamenti e, mai che mai, a fare critiche.
Nel nostro amato paese vivono 65 milioni di allenatori di calcio, altrettanti esperti di tutto, profondi conoscitori dell'informatica e dei suoi processi, ma tutti contemporaneamente rispettosi della gerarchia che al massimo possono criticare anonimamente ......considera quanti bei nick name sono presenti nei blog.
Sono pessimista, forse!
Un altra grande paura diffusa è la mancanza di fiducia in se stessi e la paura di sbagliare o meglio la paura di passare per sciocchi usando parole semplici e discorsi diretti.
Leggendo in giro, poche volte troviamo discorsi diretti magari preceduti da un "io penso che" o "secondo me"; la maggior parte delle volte mi capita di leggere complessi discorsi impersonali pieni di congiuntivi e condizionali ....che permettono sempre di cambiare idea.
La mia piccola nota che iniziava con "sarebbe bello che..." non aveva nulla di tecnologico o scientifico, ma conteneva una critica al disinteresse, ha provocato solo una nota, la tua, e nessun altro commento. Eppure mi era sembrata una critica al disinteresse ed alla scarsa voglia di intervenire, proporre, sbagliare.
Forse molti pensano che i cambiamenti avvengano da soli o meglio siano provocati dagli altri ....così magari è possibile anche criticarli, ma sempre in modo impersonale.
E per finire ...io credo che l'innovazione sia figlia dell'azione e della collaborazione e non piove dal cielo.
Mai io sono un "BRONTOLOSAURO"!
P.S. La mai nota iniziale ha avuto 243 lettori, ma solo uno, Tu, si è sentito in dovere di commentarla, criticarla ....magari insultarmi. Carducci chiuse una sua famosa poesia con la figura dell'Asin Bigio che masticava un cardo senza accorgesi del veloce mondo che lo sfiorava ....dopo oltre 100 anni si può dire che all'Asin Bigio è seguita una grande progenie!