Diteci come. La partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa: materiali del seminario

letto 3544 voltepubblicato il 19/12/2011 - 17:24 nel blog di Mariarosaria Russo, in Integrità

Lo scorso 14 dicembre si è tenuto a Napoli il seminario “Diteci come. La partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa. Buone esperienze trasferibili”, organizzato da Formez PA e Regione Campania nell’ambito del progetto Progetto “E.T.I.C.A. pubblica nel Sud: migliorare la performance, accrescere la trasparenza attraverso le nuove tecnologie”- PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013.

L’obiettivo del seminario è stato quello di favorire lo scambio di buone prassi tra tutte quelle pubbliche amministrazioni come la Regione Puglia, la Regione Toscana, la Regione Sicilia, il Comune di Napoli, il Comune di Reggio Emilia che sostengono la partecipazione dei cittadini e la considerano una importante innovazione introdotta nell'azione amministrativa.

Il seminario è stato aperto da Leonello Guglielmo Tronti, Direttore generale dell’Ufficio per la Formazione del personale delle Pubbliche Amministrazioni del Ministero per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione e da Dario Gargiulo, Autorità di gestione POR FESR Campania.

I temi trattati dal progetto Etica in questi mesi – ha specificato Gargiulo –  sono stati di fondamentale importanza per la gestione dei Fondi strutturali, sia sul fronte dell’operatività degli obiettivi operativi che sul fronte dei controlli di primo livello.

Il progetto ETICA sta puntando molto sul tema della Trasparenza – ha affermato Tronti – e sul rapporto tra PA e cittadinanza vigile. Trasparenza, rendicontazione e soddisfazione degli utenti sono tre pilastri dell’agire della Pubblica Amministrazione di oggi, che persegue l’etica del risultato e si inserisce in un processo di miglioramento continuo. Le innovazioni progettate e sperimentate con il progetto Etica nel “laboratorio” dei fondi strutturali possono sicuramente essere trasferite nella gestione amministrativa ordinaria, perché puntiamo con questo progetto a degli strumenti sostenibili e i cui risultati permangano nel tempo.

Da un decennio a questa parte – ha sottolineato Tanese – i cittadini vengono considerati interlocutori necessari per la formulazione di alcune politiche pubbliche. In genere, i cittadini vengono coinvolti su tre ambiti: definizione delle priorità come forma di ascolto per costruire l’agenda dell’amministrazione; condivisione dei processi di programmazione che riguardano ambiti trasversali di grande impatto sul territorio (come i piani strategici delle città); assunzione di decisioni complesse e difficili laddove una decisione che impatta sui cittadini, considerandoli destinatari passivi, può bloccare i processi decisionali. I processi di partecipazione si realizzano in quanto esiste un grosso deficit di ascolto degli stakeholder nell’elaborazione delle politiche pubbliche, così come esiste un deficit di governance e un deficit di accountability. I processi di partecipazione quindi tentano di rimediare a tali lacune: la Pubblica Amministrazione deve sentire la responsabilità di assumere decisioni che hanno impatto sulla comunità. Di qui la riscoperta del cittadino e il suo coinvolgimento, spesso teorizzato o evocato dai politici, che può essere solo sperimentato.

Di qui le esperienze presentate al seminario che ha inteso porre l’attenzione su chi partecipa, a cosa, con quali tecniche e strumenti,  e quanto quello che si raccoglie viene utilizzato per assumere decisioni e gestire in maniera diversa la cosa pubblica. Solo così partecipazione diventa sinonimo di innovazione.
Il fatto di avere oggi a disposizione diverse buone pratiche a livello nazionale, e anche internazionale - ha concluso Tanese - ci invita a riflettere su quanto è stato fatto per farlo meglio.

Materiali esperienze.
L’esperienza del governo francese “Ensemble-Simplifions” -  Françoise Waintrop, Ministero del Bilancio, dei Conti pubblici e della Riforma dello Stato del Governo francese       L’esperienza nazionale “Burocrazia diamoci un taglio”, Marialaura Angeletti, Carolina Raiola, Ufficio per la semplificazione amministrativa, Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione    
L’esperienza Semplificare la “ semplificazione” insieme a cittadini, imprese, associazioni..... ascoltandoli  anche on line, Rosaria Cicala, Servizio Trasparenza e Semplificazione del Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica, Regione Siciliana     
L’esperienza della “eParticipation per la pianificazione urbanistica e la valutazione ambientale strategica”, Angelo Marcotulli, Settore Tecnologie Innovative e Servizi di Fonia, Direzione Generale Organizzazione e Risorse,  Regione Toscana     
L’esperienza “I cittadini per migliorare la mobilità”, Maria Sasso, Area mobilità, Regione Puglia     
“Il Laboratorio Napoli -  Costituente dei beni comuni”, Chiara Ianniruberto, Assessorato Beni comuni  e democrazia partecipativa, Comune di Napoli     
“Dire, fare, partecipare”, Roberto Montagnani, Servizio Decentramento, Partecipazione e Processi deliberativi, Comune di Reggio Emilia     
“La concertazione principio fondamentale nelle scelte per le politiche di sviluppo regionale”, Luciano Schifone, Regione Campania

Affinchè si possa parlare di un cittadino 2.0 – chiude Dominici - la Pubblica Amministrazione deve passare da un approccio che fino ad ora è stato di gestore dei servizi e di prodotti a uno di governo e sostegno delle comunità. La Pubblica amministrazione deve darsi come priorità l’innovazione sociale e finalizzare le sue azioni a dare risposte ai bisogni sociali.      
 

1 commento

Luigi Sculco

Luigi Sculco21/12/2011 - 19:52
Tutte le iniziative hanno un minimo comun denominatore, che poi, è quello che da un po' di tempo a questa parte stiamo utilizzando tutti: la Rete. Ci siamo dotati di leggi particolarmente innovative, come il "Codice dell'amministrazione digitale" (D.Lgs. 82/2005 e s.m.e i.) che spingono fortemente verso la collaborazione di tutti gli enti della PA (condivisione delle informazioni, uso della PEC etc.), ma ancora questo non ha ben penetrato la società ai vari livelli ed il Digital Divide (che suona, ormai, come un nuovo analfabetismo) è tutto da superare... Ci si pone davanti una immensa sfida: la telematizzazione spinta dalla rete può seriamente dare un impulso all'economia, perché contrae i costi di lavorazione dell'informazione (e la PA, sostanzialmente, tratta e trasforma informazione) ed i tempi di richiesta-definizione d'una richiesta. Tutto ciò è competitività direttamente spendibile. Giustissimo, dunque, partire dai desiderata dei cittadini-utenti e delle imprese, che possono essere concretamente essere messi al centro dell'azione amministrativa, ma occorre guardare (e fortemente) a quante razionalizzazioni possono esser fatte e quante strutture diverrebbero solo mero costo se la PA passasse da mera collezione di enti a "sistema". Sarà questa, a mio avviso, la vera sfida che parte dall'interno degli enti ed usa i vari siti pubblici come canali per stringere collaborazioni sistemiche. Già dei form di domanda-risposta, blog aziendali e pagine nelle quali condividere conoscenze strutturate sono immensi volani a bassissimo costo. Segnalo quanto , l'AGDP (Associazione delle giovani classi dirigenti della Pubblica Amministrazione) sul suo sito "http://www.agdp.it/ al Convegno di Taormina del 5 novembre 2011 metteva in campo con l'iniziativa "Spendere meno per fare di più" (indirizzo: http://www.agdp.it/wp-content/uploads/2011/11/Tesi-Taormina-2011.pdf). Luigi Sculco