La mappa del rischio etico: prevenire i rischi e favorire la legalità nella P.A

letto 5515 voltepubblicato il 22/03/2012 - 18:14 nel blog di Margherita Coppola, in ETICA, TRASPAR-ENZA SITI WEB P.A., Integrità

Lo scorso 14 febbraio  si è tenuto a Roma il seminario “La mappa del rischio etico”, organizzato da Formez PA nell’ambito del progetto Progetto “Progetto ETICA pubblica nel Sud, Accrescere l’Efficacia, la Trasparenza, l’Innovazione e la Capability dell’Amministrazione Pubblica”. PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013

Tra le attività realizzate dal progetto, nei Piani di Lavoro Regionali nel 2011, ci sono tre esperienze che hanno sperimentato metodologie e pratiche efficaci per prevenire la corruzione e rafforzare l’integrità e la correttezza dell’azione pubblica. Sono esperienze che hanno in comune un'attività di Risk Assessment, su specifici scenari di rischio, finalizzata a identificare le aree di miglioramento e le salvaguardie più efficaci.

Il principale strumento utilizzato nelle tre esperienze è costituito dalla mappa del rischio etico che stima la vulnerabilità, secondo la probabilità di accadimento e le tipologie e gli effetti sul piano etico della correttezza e della trasparenza. Attraverso la mappa graduata del rischio etico i dirigenti della Pubblica Amministrazione  possono valutare, in piena autonomia, il livello di rischio al quale la propria struttura organizzativa è esposta e, di conseguenza, ove necessario, ripensare i modelli organizzativi e le procedure di gestione e di controllo.

Il seminario è stato aperto dal Ministro della Pubblica Amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi  che ha specificato come strumenti di prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione siano al centro dell’intesse delle attività del Governo, prossimo a varare il decreto anticorruzione. Nella relazione formulata dalla viene suggerito al governo di “prevedere e imporre l’adozione da parte delle singole amministrazioni di adeguati piani interni con la finalità di prevenzione”. I piani, ispirati ai modelli di risk management, serviranno a individuare “i settori nei quali più si annida il rischio corruttivo” in modo da avviare “mappature e programmi strategici, utilizzando  mezzi di promozione della cultura del rischio all’interno dell’organizzazione quali  sistemi di identificazione degli eventi rilevanti, prevedendo strutture di auditing, istituendo  un ruolo specifico ovvero risk manager . La mappatura dei rischi diventa strategica e il fatto che ci siano esperienze concrete che possano essere da buon esempio anche per altre amministrazioni è di fondamentale importanza .

A seguire il Presidente del Formez, Carlo Flamment  e il  Direttore generale dell’Ufficio per la Formazione del personale delle Pubbliche Amministrazioni del Ministero per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione , il dott. Gugliemo Tronti hanno affermato il ruolo strategico del progetto per rafforzare la Trasparenza , la rendicontazione e soddisfazione degli utenti. Tre pilastri dell’agire della Pubblica Amministrazione di oggi, che persegue l’etica del risultato e si inserisce in un'ottica di miglioramento continuo. Le innovazioni progettate e sperimentate con il progetto Etica in relazione anche all’analisi dei del rischio, possono sicuramente essere trasferite nella gestione amministrativa ordinaria, perché si punta con questo progetto a degli strumenti sostenibili e i cui risultati permangano nel tempo. L’applicazione dell’analisi del rischio, tuttavia, non  può tener  conto anche delle realtà in cui essa viene applicata e al contesto do riferimento così come ribadito da Fabio Monteduro del Centro Interdipartimentale di Studi sulle Pubbliche Amministrazioni dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata che ha presentato  le diverse applicazioni di risk manageemnt nella Pubblica Amministrazione

Presentata  da Nicola Melideo, direttore del sito , un’indagine conoscitiva sul fenomeno della corruzione nella Pubblica Amministrazione che contribuisce a ricostruire  la natura, le cause, l’estensione e i caratteri del fenomeno alla luce dell’esperienza dei dirigenti pubblici.

Di qui sono state presentate da Maurizio Bortoletti, Colonnello dei Carabinieri, Consigliere per l'integrita' e la trasparenza del Ministro Brunetta, le esperienze nazionali e regionali  che hanno applicato praticamente l’analisi del rischio in diversi contesti istituzionali, per esempio Gianni Scopetani ha presentato un modello di analisi  e gestione del rischio sperimentato all’INPS.

A seguire sono state presentate le esperienze  scaturite dal Progetto Etica nelle tre Regioni dell’Obiettivo convergenza: Campania, Calabria e Sicilia:

  • La mappa del rischio etico in Regione Campania, Maria Scinicariello, Università di Roma Tor Vergata e Maura Formisano, Autorità di Gestione FESR, Regione Campania.
  • La mappa del rischio per il settore attività produttive della Regione Calabria, Cleto Corposanto, Università Magna Graecia di Catanzaro, Antonio Carbone, Dipartimento Attività Produttive, Regione Calabria.
  • Analisi del rischio nei processi di accreditamento delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia, Enzo Bivona, Dipartimento Studi Europei e Integrazione Internazionale Università di Palermo, Lucia Borsellino, Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico Assessorato regionale della salute Regione Siciliana. Borsellino e Bivona

Affinché si possa parlare di gestione del rischio etico è fondamentale – chiude il prof. Hinna – che la Pubblica Amministrazione debba accogliere questa metodologia credendo che non  sia il solo rimedio possibile, la corruzione è un fenomeno dilagante in diversi settori della vita pubblica e privata, non facile da estirpare e debellare. Non bastano gli strumenti o interventi legislativi, ma è necessario diffondere una cultura dell’etica e della trasparenza attraverso azioni congiunte, buoni esempi e modelli di riferimento a cui ispirarsi.