La Germania alle prese con una nuova stagione di rivendicazioni salariali

letto 1022 voltepubblicato il 17/05/2012 - 16:20 nel blog di pierpaolo bagnasco, in Servizi per l'Impiego

In questi anni si è guardato al modello delle relazioni industriali tedesco come una delle chiavi vincenti per fronteggiare la crisi che ha duramente colpito tutte le economie dei paesi maggiormente sviluppati; ed è certamente innegabile che alle eccellenti performance registrate dalle Germania abbia contribuito in maniera rilevante la scelta di abbandonare il modello rigido della contrattazione collettiva a favore di rapporti decentrati in grado di assicurare una maggiore flessibilità nei rapporti di lavoro, specie per quanto riguarda la retribuzione e gli orari di lavoro, in cambio della salvaguardia del livello occupazionale.

 Di contro, è apparso ai più che una simile scelta di campo abbia scavato un solco tra i lavoratori maggiormente specializzati, per i quali sono stati previsti dei meccanismi di salvaguardia interni,  e coloro che sono privi di particolari specializzazioni, che si sono trovati esposti sia alla precarietà che a livelli stipendiali sicuramente bassi.

La conseguenza è stata che a fronte a percentuali altissimi di occupati, una parte di essi, specie in quei settori in cui la contrattazione collettiva è assente, percepisce retribuzioni inadeguate.
A questo punto però la Germania deve fare i conti, dopo diversi anni di pace sociale, con le prime contestazioni avverso una scelta che anche attraverso il contenimento delle dinamiche salariali ha assicurato la competitività delle imprese nazionali; le organizzazioni sindacali infatti, dinanzi agli eccellenti risultati economici, rivendicano aumenti salariali tali da permettere un significativo recupero del potere d’acquisto perduto negli anni precedenti.
 

La trattativa si annuncia non facile vista la distanza tra le posizioni delle organizzazioni dei lavoratori e quelle dei datori dei lavori, non solo sugli aumenti retributivi ma anche su temi quali la valorizzazione dell’apprendistato quale strumento di effettivo accesso al lavoro a tempo indeterminato, il contrasto all’abuso di lavoro interinale, il miglioramento delle condizioni dei lavoratori interinali e l’opposizione a nuove forme di flessibilità accanto a quelle già esistenti (che a detta del potente sindacato dei metalmeccanici, l'IG Metal, hanno dato già buona prova nella crisi del 2008).

Sul risultato della partita potrà giocare un ruolo importante, almeno sulle richieste di aumenti retributivi, l’intervento del governo centrale alle prese con quella che sembra delinearsi come un parziale cambio di strategia economica e che si declina nella necessità di rilanciare il mercato dei consumi interni per molti anni frustrato dal parziale congelamento dei redditi.

L’aumento del potere d’acquisto delle famiglie attraverso un incremento delle retribuzioni potrebbe comportare l’implementazione della domanda interna, settore in cui la Germania non ha certo brillato, e accrescerebbe le importazioni anche dai paesi dell’eurozona, aiutando così significativamente i partner europei molti dei quali in grave difficoltà. Probabilmente  nella risoluzione del conflitto molto potrà pesare un ulteriore elemento che di fatto ha sempre caratterizzato il sistema delle relazioni industriali tedesco e cioè la fondamentale identità ideologica delle rappresentanze sindacali che evita la frammentazione delle posizioni unitamente alla sostanziale coesione dimostrata dalla nazione dinanzi agli obiettivi che le maggioranze politiche hanno individuato.