Una nuova opportunità per i giovani: il piano straordinario per il lavoro in Sicilia

letto 1720 voltepubblicato il 04/09/2012 - 17:08 nel blog di pierpaolo bagnasco, in Servizi per l'Impiego

 Tra le iniziative volte a creare nuova occupazione si segnala anche per la sua portata, il numero dei soggetti coinvolti, le risorse impiegate e le ambizioni contenute il  in Sicilia, un insieme di misure destinate a coinvolgere nei prossimi quattro anni circa 50.000 giovani siciliani inattivi o disoccupati.

Il progetto che è stato inserito nel  [1]“si pone quale obiettivo il rafforzamento delle iniziative di contrasto degli impatti della crisi sui giovani siciliani, attraverso l’attuazione di un insieme volutamente concentrato di misure di policies selezionate, alcune in grado di esprimere il loro impatto sul breve termine (interventi rivolti alle persone) e altre volte ad agire sul medio termine per rimuovere ostacoli di tipo strutturale (interventi di sistema) [2] ; si aggiunge ancora, proprio ad evidenziarne l’accennata ambizione, che “il Piano … dovrà costituire un ponte tra la Programmazione 2007 – 2013 e il nuovo ciclo 2014 – 2020 rappresentando …. anche un contenitore di iniziative di eccellenza attraverso le quali sperimentare nuovi meccanismi di determinazione e monitoraggio dei risultati, costruire strumenti metodologici efficaci attraverso le azioni di sistema, far assumere carattere di centralità alla misurazione degli effetti degli interventi implementati…”.

Auspici supportati anche da un notevole impegno economico, 452 milioni di euro da spendersi entro il 2015 (ma la massima spesa è concentrata nel biennio 2013/2014), fondi che rappresentano la riallocazione di quanto già assegnato alle regione e non ancora speso.

Tre i macro ambiti in cui il piano si muove: 1) occupabilità; 2) rafforzamento del sistema; 3) assistenza e promozione.

1) Occupabilità

Quanto al primo nello specifico si guarda innanzitutto ai giovani professionisti, con l’intento di aumentare le occasioni di lavoro per i giovani laureati, prevedendo l’erogazione di un assegno mensile, orientativamente di 600 euro, per svolgere  un anno di attività professionale presso studi professionali siciliani (avvocati, commercialisti, architetti medici e altro) che saranno chiamati a contribuire con un’integrazione pari ad 1/3; inoltre, conclusa la pratica, si contempla la possibilità di accedere ad un bonus occupazionale di €5.000,00 quale contributo per l’avvio dell’attività autonoma e di €3.000,00 o €5.000,00 a favore dell’impresa che assuma il tirocinante (l’importo cambia se l’assunzione è a tempo determinato o indeterminato).

Attenzione poi anche per i “giovani in impresa” a cui si vuole offrire la possibilità di realizzare un tirocinio di sei mesi in aziende localizzate nel territorio regionale retribuito con un assegno mensile di 500 euro; alle imprese, che svolgeranno nei confronti del tirocinante un’attività di tutoraggio, viene riconosciuto, a ristoro del costo sostenuto, un voucher di impresa di 250 euro mensili; inoltre in caso di successiva assunzione del tirocinante all’impresa sarà riconosciuto un incentivo diverso a secondo del rapporto di lavoro che si instaurerà.

Si guarda poi alla formazione dei giovani con l’obiettivo di promuovere il successo formativo e professionale di tutti i giovani e di aumentare l’occupabilità dei giovani NEET [3] , con particolare riferimento a quei gruppi interessati da fenomeni di marginalità sociale o in possesso di una bassa scolarità o di un modesto livello formativo; per essi si prevedono due strumenti.

Innanzitutto un bonus premiale per l’ente che alla conclusione dell’iter formativo riesca anche a collocare il giovane nel mercato del lavoro (è questa è sicuramente una novità assai rilevante); poi l’erogazione di un incentivo per quelle imprese che al termine del percorso di qualificazione assumono il lavoratore.

Ancora il piano punta a rafforzare l’apprendistato di 3^ livello e a favorire il passaggio dall’apprendistato al lavoro stabile attraverso l’integrazione della formazione compiuta nell’azienda con quella acquisita nel corso degli studi universitari o nelle strutture formative; anche in questo caso l’assunzione dell’apprendista verrà premiata con l’erogazione di incentivi economici a favore del datore di lavoro.

Ultima priorità nell’ambito occupabilità è il sostegno alla nuova imprenditoria in settori emergenti con il riconoscimento a favore delle donne di una specifica attenzione e priorità.

Per la realizzazione di tale obiettivo si prevedono dei percorsi formativi destinati ai futuri neo imprenditori, l’ausilio nella redazione di un business plan che espliciti l’idea imprenditoriale in un piano d’impresa e il sostegno nella fase di start up dell’impresa; sostegno anche economico fino ad un massimo di 5.000 euro e con la possibilità di accedere ad un credito a tasso agevolato di ulteriori 10.000 euro.

2) Rafforzamento del sistema

Nel secondo ambito, rafforzamento di sistema, due sono le priorità che il piano evidenzia: la prima, definita “per un sistema della formazione professionale di qualità”, mira a riqualificare e potenziare il sistema dell’offerta della formazione professionale, così da ridurne i costi e con la previsione di standard qualitativi e formativi omogenei [4]; la seconda, migliorare la governance del mercato del lavoro, vuole nel contempo implementare gli strumenti conoscitivi e valutativi per la governance del mercato del lavoro e accrescere la capacità d’intervento dei Servizi per il lavoro [5].

3) Assistenza e promozione

Per quanto concerne il terzo ambito, assistenza e promozione, due sono le priorità individuate: la prima, rafforzamento gestione, monitoraggio e valutazione, si riferisce a tutte quelle attività di sostegno e valutazione, anche in itinere, proprie dell’attuazione di progetti comunitari; la seconda, promozione e comunicazione, vuole assicurare la conoscenza del Piano a tutti i soggetti astrattamente interessati affinché la platea dei destinatari sia il più possibile vasta.

Note

[1] Il predisposto sul finire del 2011 dall’allora Ministro per i Rapporti con le Regioni è un documento contenente una serie di misure finalizzate a colmare i gravi ritardi nell’attuazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007 – 2013 attraverso l’individuazione di alcune priorità e la successiva concentrazione delle risorse su di essi.

[2] 2007 – 2013 presentata all’audizione presso la 7^ Commissione del Senato sull’indagine conoscitiva sull’impiego dei Fondi Strutturali il 31/07/2012”

[3] NEET è l’acronimo inglese di Not in Education, Employment or Training e indica i giovani che non studiano, non lavorano e non sono alla ricerca di occupazione

[4] Si prevede nello specifico l’ausilio nella riorganizzazione degli enti di gestione, la riqualificazione del personale, l’incentivazione finanziaria all’aggregazione tra enti, la gestione del personale in esubero, l’applicazione di standard di certificazione delle competenze uniformi

[5] Su tale obiettivo notevole è l’attenzione sulla creazione di un valido sistema di valutazione dell’efficacia delle politiche del lavoro attuate.