Tra realtà e...utopie: (ovvero l'ignoranza e l'educazione informatica dei cittadini)

letto 2076 voltepubblicato il 05/09/2012 - 12:44 nel blog di Salvatore Agostino Aiezza

“Scusate il ritardo!”  come, diceva il grande Troisi.. Torno dopo una lunga assenza causata dal susseguirsi di eventi oramai passati. L’occasione di questo post, che sicuramente troverete molto polemico, mi è stato dato da due episodi (NON UNICI)  verificatisi a distanza di poche ore nel mio ufficio e quindi “specchio” di una situazione non certo “rara” o “eccezionale”, ma che si ripete con grande frequenza e sintomatica di abitudini e convinzioni che si stentano a perdere. Vi riporto il discorso così come si è svolto: con il virgolettato  e in forma diretta:

 episodio 1:
 
-“Buongiorno: Ufficio passaporti?”
-“Buongiorno: Si, mi dica”
-“Ah! Scusi: mi mandano dallo sportello perché non hanno modelli per la domanda del passaporto”
-“Ma guardi che i modelli oramai  li trova sul sito della Polizia di Stato o della Questura e li’ può scaricarli, compilarli, fare anche  la prenotazione on line per la consegna, ecc”
-No! Dotto’! non parlate difficile con me: Io computer non ce l’ho, non so dove andare  e voglio il modello perché me lo dovete dare!!”
(la discussione continua ma è quella riportata  la parte interessante)
 
 
episodio 2
 
(consegnano una pratica per il rilascio di una licenza)
 
-“Buongiorno: l’Ufficio licenze?”
-“Si, mi dica: “
-“Devo consegnare questa domanda”
-“Bene mi faccia vedere: OK, i moduli compilati correttamente e presi da internet ci sono; però mancano tutte le autocertificazioni previste, deve farle e consegnarle”
-“Ecco qui, ho portato tutti GLI ORIGINALI E ANCHE LE COPIE DEI DOCUMENTI CHE SERVONO!!!!”
-“No, guardi! Lei deve fare le autocertificazioni, non servono i documenti ne’ originali ne’ in copia; tra l’altro non potrei nemmeno accettarli perché commetterei un reato e poi c’è anche scritto sotto, vede? che non possono essere prodotti alla p.a.”
-Dottore per favore, non mi fate tornare indietro, ho fatto 70 km e poi io non le so fare queste cose che dite voi; Già per riempire sti (C….!) di modelli che mo (testuale!) è uscito sto (C…!) di internet  e non si capisce più niente, c’è voluto un sacco di tempo, ma perché non li date voi come si faceva prima?”
“ Ho capito, ma tutto questo serve per voi, per non farvi perdere tempo girando uffici, fare certificati e poter fare tutto da casa; risparmiate tempo e soldi. Per esempio non venivate dal vostro Paese per portare queste carte e risparmiavate !”
-Piuttosto stizzito e in dialetto (reso  più comprensibile):  “ Ma pcchè sol in Italia succedono questi fatti, INVECE  DI FACILITARCI LA VITA CE LA COMPLICANO! E allora aiutatemi voi: Mo mi siedo e mi dite come devo scrivere ste cose che dite e voglio vedere se poi lo stato mi ridà i soldi spesi per cacciare( vuol dire fare!) queste carte che dite che non servono”
(anche qui’ la discussione continua ma era questo il nocciolo)
 
Cari colleghi ed esperti: Come se ne esce? Io non commento anche se, ovviamente, ho idee ben precise a riguardo (ed escluso che ci si possa prendere a botte)

5 commenti

Ernesto Martire

Ernesto Martire03/04/2013 - 23:29
Mi piace l'intervento di Antonio che dimostra come gli strumenti li abbiamo tutti - o quasi - , ma quello che non siamo in grado di fare è "organizzare". E visto che amo il pragmatismo, aggiungo quanto segue: Identificati quindi i primi due problemi: 1. Difficoltà di accesso alle tecnologia per alcuni settori della società 2. Estrema burocratizzazione - inutile, proprio inutile - delle procedure online. Troverei anche le prime soluzioni 1. Apertura sportelli itineranti per aiutare la popolazione di cui al punto uno. 2. Allargamento delle funzioni - ove possibile - di tutti gli uffici statali, parastatali, associazioni, orgnizzazioni, che possano aiutare il cittadino di cui sopra in queste procedure. 3. Creazione di un organo che deve approvare tutte le istruzioni e procedure emanate da i vari settori dell'amministrazione, modificandole e semplificandole. E come dice Antonio, la timbrata del cartellino non garantisce proprio nulla, se non a livello formale.
Ernesto Martire

Ernesto Martire01/04/2013 - 13:50
Il problema è passeggero, ma va risolto. Quando fra qualche anno i giovani di oggi saranno in età avanzata, il problema non esisterà più o sarà talmente circoscritto che non sarà più...un problema. Per adesso renderei la vita facile a queste persone facendo intervenire le strutture tradizionalmente a loro più vicine, come ad esempio i patronati per i pensionati. Potenzierei i loro compiti per abilitarli a dare questo tipo di assistenza a chi ne ha bisogno. Qualunque ufficio distaccato nel territorio potrebbe essere abilitato a tale compito. In questio modo, diamo lavoro ai giovani, e semplifichiamo la vita a chi di internet non sa...un mouse... ;-)
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza03/04/2013 - 13:31
Va bene quello che dici e che condivido ma, ovviamente è sempre necessario verificarne le fattibilità dul concreto. Sono, solo per fare degli esempi, di queste settimane le innumerevoli forme di proteste e di articoli su lle testate giornalistiche più importanti, circa la decisione dell'INPS di rendere disponibili solo in web ( con una procedura di accesso che, credimi, io stesso ho provato per mio padre 84enn, davvero incredibiliee farraginosa: "burocrazia del WEB" la definirei!) il CUD e, ancora prima lo aveva fatto per i cedolini delle pensioni mensili, sicchè milioni di anziani non hanno più alcun riscontro tra quello che percepiscono e le voci analitiche corrispondenti , con eventuali detrazioni o debiti a loro carico ecc. Io dico che questee proceduree decisioni allontanano ancor di più le persone dal web, anzichè avvicinarle e molti anziani ( neanche in buona salute) purtroppo, come la cronaca ci riporta, fanno ore di fila sotto gli sportelli INPS per richiedere quello che "sarebbe" un loro diritto ( anche perchè richiederlo per posta ordinaria pare abbia un costo). Come al solito il "punto" di equilibrio, in Italia non esiste e si passa da bianco a nero o viceversa improvvisamente e senza curarsi delle conseguenze di attivitòà che, vanno certamente fatte, ma per passi e non dall'oggi al domani. . Pensa Ernesto che, almeno nelle mie zone, ma credo sia comune anche ad altre in Italia, ci sono decine di piccolissimi Paesi abitati quasi solo da ultraanziani e dove anche i CAF ecc sono solo un miraggio!
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza07/09/2012 - 13:30
Mi trovi assolutamente e in tutto d'accordo con la tua visione di un nuovo modo di "lavoro". Pensa, peraltro, che io da sempre e lo sostengo con argomentazioni concrete, sono per l'introduzione e una rivoluzione della retribuzione per tutti noi P.D. Cioè legandola alla quantità se risultato del lavoro prodotto: In parole molto semplici, al vecchi "cottimo". Più si lavora e meglio lo si fa e più si guadagna: La cosa costituirebbe certamente un impluso a lavorare meglio e con più solerzia per quanti hanno voglia e lavorano coscientemente; nel contempo si avrebbe l'effetto di evitare che tutti, anche i cd. "fannulloni!" pesino sulle finanze pubbliche allo stesso modo. Oggi sia chi lavora e si sacrifica (ce ne sono ve l'assicuro) che quelli che si "limitano" al minimo garantito guadagnao lo stesso stipendio. Con la retribuzione di "risultati" se la tua "voglia" di lavorare è poca e tanto ti basta, prenderai pochi soldi; viceversa se hai voglia e necessità ti impegnerai di più. Mi rendo conto che la cosa attirerebbe immediatamente le "ire" sindacali e dei tanti al "minimo garantito" ma, come tutte le cose, per cambiare bsogna "sfondare" muri di cemento!!
Antonio Pandolfi

Antonio Pandolfi07/09/2012 - 10:27
E se provassimo a fare perno sulla mobilità, e rispolverare il telelavoro ? Oltre a portare l'ufficio via internet dal cittadino (quello digitalmente abile), pretendiamo che anche il nostro lavoro venga per quanto possibile "più vicino" alle nostre abitazioni. Credo che tanti di noi sarebbero disponibili a fare front-office, in giro per l'Italia. Ed anche ad essere "commessi viaggiatori" di zona, pur di evitare il pendolarismo. Certo i procedimenti sono tanti e differenti: ci sono ministeri autorità enti locali ecc. Ma forse bisognerebbe lavorare per superare le divisioni in comparti separati di contrattazione (cui prodest ?), rivendicando autonomia e responsabilità al nostro lavoro di operai della conoscenza e... dando la possibilità ai capi piccoli e grandi di fare il lavoro per il quale sono pagati - guidare le rispettive barche in mezzo alle onde, piuttosto che fare i "caporali di giornata" controllando le timbrature giornaliere. A chi obietta che soltanto il timbro del cartellino garantisce abbastanza sulla "presenza", possiamo serenamente rispondere che il nostro stipendio ha un senso soltanto se tutti i cittadini ricevono i servizi e ne sono soddisfatti. E prendendo su il portatile collegato in rete, il nostro ufficio, lasciargli sul tavolo il badge ormai inutile.