TRASPAR-ENZA SITI WEB P.A. su facebook

letto 4886 voltepubblicato il 14/09/2012 - 23:59 nel blog di Laura Strano, in TRASPAR-ENZA SITI WEB P.A.

Segnalo che su facebook è stata creata una pagina con l'intento di divulgare la causa della trasparenza anche tra gli utenti del social network.

Successivamente abbiamo creato il gruppo TRASPARENZA SITI WEB PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,    aperto a tutti coloro che , come noi, siano convinti che si tratti di un obiettivo importante da perseguire.

Nell'ambito del gruppo vorremmo provare a creare degli eventi, sperimentando partecipazione per affermare l'obiettivo della trasparenza, mettendo in luce le opportunità che essa offre in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, e viceversa le difficoltà quotidiane che possono sorgere per la mancata pubblicazione nei siti web degli Enti di informazioni che, non è superfluo sottolineare, è obbligatorio pubblicare.

Il primo evento in corso è la valutazione pubblica del , che alla data odierna  soddisfa solo 4 indicatori su 43....e che per questo merita una bella multa virtuale, a meno che , prima della chiusura dell'evento, non faccia il miracolo...

Le valutazioni sono state effettuate con  

E' gradita la partecipazione di chiunque abbia voglia di partecipare, sono graditi suggerimenti e si accettano anche le critiche .. costruttive :).

Grazie.     

37 commenti

Laura Strano

Laura Strano20/10/2012 - 10:54
Un emittente televisiva locale di Licata al tg del 19 ottobre pone l'attenzione sul sito del Comune e sull'importanza dell'iniziativa del gruppo facebook e della partecipazione dei cittadini. Dal 10,30 minuto in poi fino al 17 minuto due interviste a questo LINK. http://vimeopro.com/user2348938/tg
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita16/10/2012 - 10:32
Condivisibile il commento di Alessandro Vecchi, ma, quando si parla di PA, PAL o PAC che sia, è bene sempre distinguere tra realtà economica ed astratte idee di concorrenza, mutualità e socialità. Tanto per essere chiari non è giusto mantenere in vita mille e mille piccole società in nome di un falso concetto di concorrenza, quando si parla di un pubblico servizio che DEVE essere ugualmente fornito a TUTTI i cittadini che sono soggetti alla stessa legge di una unica nazione. E' utopico dire che delle regole esatte, severe e con tempi certi sono sufficienti e ciò per due motivi reali: 1. La tecnica ha una mutazione così veloce che quanto era giusto ieri, già oggi è discutibile con la conseguenza che per ogni adeguamento occorrerebbero anni tra emissione della legge, stesura del regolamento, precisazioni ministeriali e gazzette ufficiali varie. Tutto si semplifica se lo stesso organo ufficiale è il consulente per la definizione della nuova regola e lo sviluppatore pratico della nuova regola. Senza pensare che le operazioni di test ed erogazione di un servizio, cioè la parte più lunga e complessa di un sw aggiornato, dovrebbe essere moltiplicata per mille ed i tempi di applicazione di una nuova norma differenti tra Nord e Sud, Ovest ed Est, Centro e Periferia, Padani o Siciliani, etc. 2. Quanto poi alla "bellezza creativa" richiamata per dei Servizi Pubblici, non vorrei fare commenti "pro bono pacis". 3. Vorrei ricordare che anche la Promozione Turistica e le informazioni su Alberghi e Ristoranti, se fatta in un posto PUBBLICO, deve seguire norme di trasparenza e correttezza molto stringenti. Nessuno vieta che per la pubblicità locale tutti gli operatori PRIVATI si associno per creare un sito PRIVATO che pubblicizzi la propria città. 4. Qualsiasi cambiamento ha reso necessaria la riconversione di alcune entità ed occorre essere chiari e non giustificare con false ragioni sociali la persistenza di attività che il cambiamento ha reso inutili. Spero di aver chiaramente esposto le mie idee, condivisibili o no che siano, e mi farbbe piacere che fossero discusse senza voli pindarici e soltanto da un punto di vista realistico. Grazie e scusate la crudezza di alcune considerazioni
Viviana Bonora

Viviana Bonora16/10/2012 - 14:32
Attilio, le tue considerazioni sono importanti e per niente "crude". Se bypassassimo gli interessucoli locali e personali senz'altro si potrebbe tendere agli obiettivi cui tutti, a modo nostro giriamo intorno, come professionisti e come Cittadini. Il risultato finale sarebbe un benessere diffuso che non dovrebbe farci preoccupare di quanto riportato da Alessandro. Il punto comunque è che le società perfette, strutturate nei dettagli - uniformi e conformi - funzionano solamente a)nella letteratura di fantascienza b)nei regimi totalitari. In quest'ultimo caso sappiamo bene qual'è il collante... :( Il sistema panopticon che descrivi e proponi (e che a titolo personale mi turba non poco) temo che non sia applicabile ad una realtà variegata, localizzata, frazionata come è oggi la P.A. in Italia. La richiesta/proposta, come già accennato, è di regole da seguire, possibilmente non sbrodolate nel corso di un decennio di normativa e di progetti che sbucano come funghi accelerando un processo che non è compreso e conosciuto dai suoi stessi attori, con la conseguenza che alcuni si dannano per stare dietro a tutto e altri fanno finta di nulla perchè "intanto non succede niente"... Lasciamo che un incrocio sano di domanda e offerta faccia emergere le soluzioni di valore e "imponiamo" il raggiungimento dei risultati alla P.A. Rispetto al tuo punto 1, dubito che si possa applicare in una situazione di democrazia. Che cosa ne uscirebbe da una realtà che decide mezzi, obiettivi, misurazione dei risultati, tutto da sola? E come vogliamo sceglierlo questo gruppo di "eletti"? Ho qualche dubbio riguardo la statalizzazione del web prodotto dalle P.A., o forse non colgo il tuo discorso.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita16/10/2012 - 16:01
Subito due raccontini di vita (professionale) vissuta. 1. Tante volte ho sentito la frase di Clienti che affermavano: "La mia società è diversa da tutte le altre". Ogni volta sviluppavamo un sistema ad hoc, ma le funzioni principali e molte delle secondarie, erano sempre le stesse e, per noi, il riuso era tutto risparmio. 2. Nel corso degli anni abbiamo più volte proposto Sistemi "preconfezionati" al 99%. Ogni volta la risposta di cui sopra e molti Amministratori Delegati preferivano spendere 100 in sviluppo, piuttosto che 50 in licenza e 10 in personalizzazioni. Per noi ....come sopra. Prima conclusione: non esiste nulla di più uguale di quanto è dichiarato differente. Un es. Nel caso della PAL, esistono in Italia circa 8000 comuni che devono assolvere gli STESSI compiti amministrativi , perchè sviluppare 8000 sw e non un solo sw in 8000 copie? Stesso discorso per Regioni province, ASL, etc. Domanda: "Ma è giusto che ogni Comune pubblicizzi i suoi valori turistici". Risposta. Nel sw comune è possibile prevedere un qualcosa (tipo WordPress o simili) per foto, piazze alberghi e promozioni del sindaco. Un richiamo ai vari CODICI Amministrazione Digitale. Le regole in vigore PRESCRIVONO che nessuna Amministrazione Pubblica può chiere ad un Cittadino dati o informazioni che sono già in possesso di un'altra Amministrazione Pubblica. A questa regola si può rispondere soltanto con una centralizzazione di tutti i dati e l'unica tecnologia valida per fare questo è il Cloud, volendo, nella forma di Private Cloud. Conclusione: Se i dati sono in comune, se le regole di fruizione sono le stesse che senso ha costruire mille strumenti simili? Mi sembra che non si tratti di totalitarismo, ma di buonsenso. Un caro saluto
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita15/10/2012 - 14:47
Grazie a lia.ruffo per concordare con la mia tesi sulla necessità di unificare la struttura e lo sviluppo dei siti pubblici, lasciando alle varie amministrazioni solo il compito di riempirli omogeneamente di contenuti. Solo una piccola notazione semantica, e non se la prenda lia.russo se la prendo ad esempio. Nella risposta alla mia nota l'aggettivo mio-mia è contenuto 5 volte in 5 righe: questo senso di appartenenza del proprio particolare nei riguardi di qualcosa che dovrebbe essere proprietà comune di noi tutti cittadini è un indice da tener presente quando si parla di beni comuni. Forse è ora di pensare come Italiani, o meglio come Europei, e non come Castiglionesi piuttosto che Nisseni ...... http://www.attilioaromita.com/2012/04/europa-ed-europei.html http://www.attilioaromita.com/2012/03/europei-ed-europei.html se non vogliamo far la fine dei Faraoni Egiziani.
Viviana Bonora

Viviana Bonora15/10/2012 - 15:43
Prima di esporre il mio commento preciso che la mia posizione è un po' particolare, a differenza della maggior parte degli utenti che si esprimono su questo forum io lavoro per un'azienda che (coscienziosamente) sviluppa siti web per Enti Pubblici. Veniamo al dunque: @lia.ruffo: i portali degli Enti Pubblici non sono mai "gratuiti". Non è gratuita la soluzione proposta dalla Sua Regione ai Comuni facenti parte. E' comportamento molto diffuso che alcuni Enti maggiori, ad es. Regioni e Province, acquistino delle soluzioni standard che vengono proposte sul territorio di competenza. Il costo è a monte, ma c'è. Anche le soluzioni sviluppate internamente non sono gratuite. Richiedono competenze approfondite di sviluppo, programmazione, normativa, grafica... E a meno che il dipendente pubblico che se ne occupa non decida di rinunciare a diversi mesi di stipendio, rappresentano anch'esse un costo. @Attilio: uniformare è indispensabile. Una consultazione rapida, efficace, trasparente, avviene solamente làddove sono stati decisi degli standard precisi - troppo facile l'esempio della scrittura :) In Italia esistono pochissime indicazioni volte ad uniformare i siti web della P.A. Le Linee Guida contengono alcuni punti che se sviluppati correttamente concorrono a creare un sito web minimamente uniforme nei contenuti ma non nella forma. E qui vince il buonsenso, quando c'è. La soluzione potrebbe essere una normativa maggiormente descrittiva e restrittiva. Descrittiva per evitare di incappare in soluzioni fantasiose dove l'incrocio dei dati viene gestito con pochissima progettualità. Restrittiva perchè, buttiamola lì: cosa accade ad una P.A. che non si adegua? Ad oggi ci sono piccolissime realtà municipali il cui numero di telefono va cercato nelle pagine gialle...
Laura Strano

Laura Strano17/10/2012 - 19:09
Il problema centrale è comunque quello di riempire di contenuti la pagina web, costringendo le PA a pubblicare anche io vedo che mancano numeri di telefono...., che è assurdo, ma quel che è peggio ci sono resistense fortissime a pubblicare le determinazioni dirigenziali o gli incarichi..... Non credo che il vero problema sia 1 o 10 software differenti. Chi ha la sensibilità e volontà di essere trasparente lo è comunque., Tuttavia l'impostazione del sito e qundi il design un pò più uniforme per tutti aiuterebbe sicuramente, nel reperimento delle informazioni, chi non ha molta dimestichezza con il web (i più anziani per esempio) L'imposizione di uno schema progettuale uguale per tutti, come dice Attilio in modo più tecnico, metterebbe più facilmente a nudo le omissioni o le carenze di informazioni, e soprattutto, cosa che mi sembra più importante , agevolerebbe i cittadini. Ad esempio, se mi si impone come Ente che la PEC si deve inserire per tutti in home page in alto a destra, è più semplice per tutti, soprattutto per chi non è abituato al web, e tutti si abituerebbero all'idea che la PEC è in alto a sinistra e anche l'utente meno esperto saprebbe dove cercare e il sito diventerebbe facilmente usabile.. per tutti. E tutti sarebbero a conoscenza che si trova là e che se non c'è là vuol dire che è inutile andare a cercare...... Ho fatto un esempio banale , elementare, immaginando la situazione ottimale per il cittadino che è il fruitore finale del servizio. Curiosando io stessa tra i siti in effetti riscontro le soluzioni più disparate e confusionarie, anche quando in realtà i contenuti sono presenti. Poi la creatività si potrebbe esplicare con i colori, le foto, ecc.....
Aldo Lupi

Aldo Lupi16/10/2012 - 11:17
Concordo con quello che dice Viviana. Non è possibile tenere la trasparenza in contesti di semplice buon senso, occorre una normativa descrittiva e restrittiva. Che al momento non c'è. La trasparenza si concretizza come una serie di obblighi di legge, sparpagliati tra vari DL e DLgs, che indicano dei contenuti che devono essere presenti sul sito istituzionale. Tali obblighi sono stati certosinamente raccolti nelle linee guida per i siti web delle PA. Ma la Bussola è un'altra cosa, misura la presenza di metadati descrittivi dei contenuti inseriti: sempre nelle linee guida è indicato al pto 4.2.1 che "si consiglia di aggiungere al testo delle pagine web informazioni aggiuntive che ne descrivono determinate caratteristiche e i principali contenuti. Infatti l’HTML permette di inserire nei documenti delle parole-chiave, meta-dati, che ne descrivano il contenuto per consentire ai motori di ricerca di ottimizzare il recupero dell'informazione". Successivamente si chiarisce che la voce “Indicazioni di reperibilità” riporta i "principali suggerimenti operativi". Questo significa che gli Enti possono essere rispettosi degli obblighi di legge, inserendo le sezioni e i contenuti obbligatori, pur senza indicare i metadati: far passare questa mancanza come inadempienza non è del tutto corretto. Anche perchè spesso questa mancanza non è colpa di coloro che si occupano dei contenuti del sito, bensì di coloro che lo realizzano e che le linee guida non se le sono lette. Secondo me l'obiettivo da perseguire è quello di imporre la presenza dei metadati come obbligo di legge, tipo il famoso allegato B connesso all'accessibilità secondo la Legge Stanca. Ma fino ad allora si devono distinguere chiaramente i comportamenti fuorilegge da quelli non aderenti alle linee guida (che, comunque, andrebbero seguite come base di un comune senso civico).
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita15/10/2012 - 19:36
Per la chiarezza: Io provengo da EDS (ora HP) e sono d'accordo sulla "falsa gratuità" di molte offerte private. Per quanto riguarda il discorso su STANDARD unificanti ritengo giusto chiarire meglio la mia idea. Io penso che debba esistere UN SOLO SOFTWARE per ciascuna tipologia di PA (la "Bussola della trasparenza" mi sembra ne elenchi circa 10). Questo software deve essere realizzato da un unico ente centrale (anche con il supporto di un RTI scelto con una gara) ed ADOTTATO da tutte le PA dello stesso tipo. Le uniche personalizzazione devono riguardare Nomi, Cognomi ed indirizzi e deve essere possibile inserirli con una adatta procedura. NON devono esistere strutture informatiche presso le sedi centrali e periferiche, quindi niente sistemisti, programmatori, analisti, operatori e quant'altro. Tutti i dati devono essere registrati in una CLOUD PRIVATA, amministrata dall'organo centrale di cui sopra. Le moderne tecniche e strutture di rete permettono una reale soluzione della Torre di Babele Informatica e per la sua realizzazione non servono la definizione, per legge, di standard che per definizione sono in continua evoluzione. Potete anche definire la mia una proposta stalinisto-fascista-maoista, ma, pensateci bene, è solo la soluzione per evitare mille software "uno più bello dell'altro"!!!
Alessandro Vecchi

Alessandro Vecchi16/10/2012 - 09:03
In effetti questa proposta è in contrasto con il principio della libera concorrenza di mercato. :) Lascerebbe senza lavoro un'enorme quantità di aziende e persone. Detto questo sicuramente delle linee guida globali più severe e soprattutto più chiare sarebbero utili, invece ci si deve sempre districare tra una miriade di informazioni più disparate e disordinate. Lasciando poi la libertà creatriva per quanto riguarda la grafica.
Davide D'Amico

Davide D'Amico15/10/2012 - 20:33
La bussola della trasparenza non prevede né analizza alcuna tipologia di software... Detto questo l idea del cloud non è' male ci si arriverà !
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita15/10/2012 - 22:33
La Bussola prevede alcune TIPOLOGIE DI AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ed a queste facevo riferimento. Il massimo della differenziazione possibile che mi viene in mente è quello relativo alle esigenze diverse cha ciascuna tipologia potrebbe avere. Ovviamente il sistema di gestione delle anagrafiche, quale che sia l'amministrazione, deve essere lo stesso. Poi l'amministrazione sanitaria potrebbe avere esigenze diverse da una amministrazione finanziaria. Come vedete io parlo di AMMINISTRAZIONE come massimo livello di differenziazione ed è questo il punto importante
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita15/10/2012 - 10:16
Vorrei dare per scontato che a qualunque servizio pubblico DEVE essere facile accedere indipendentemente dalla "porta" usata per accedere. Una seconda premessa che mi sembra opportuna è: Il costo dei servizi pubblici al cittadino deve offrire il massimo dei risultati con il minimo possibile della spesa. Questa seconda premessa non contiene una contraddizione in termini in quanto è sufficiente tener conto delle economie di scala ottenibili sviluppando sistemi uguali condivisi da amministrazioni simili. La Bussola della Trasparenza già contiene una indicazione sulle possibilità di condivisione. Nella parte dedicata alle statistiche esiste una diversificazione delle tipologie di amministrazioni e per ciascuna offre le classifiche. Se si sviluppasse UN SISTEMA DI ACCESSO unico per ciascuna tipologia di amministrazione, si otterrebbero, oltre a banali economie di scala, una enorme semplificazione di tutto l'apparato ed una molto più grande facilità d'uso semplicemente perchè non servirebbe ristudiarsi ogni sito per capire come usarlo. Se gli strumenti fossero comuni a tutti, anche tutto questo ambaaradam per la verifica della TRASPARENZA sarebbe inutile ....e qualche altro risparmio ci sarebbe. Lo so che questa mia posizione urta il senso estetico di molte rendite di posizione, sarà tacciato di voglia di accentramento e negazione della indipendenza delle periferia, ma pensateci bene prima di rispondere ripetendo inutili slogan indipendentisti.
profilo vuoto

profilo vuoto15/10/2012 - 10:52
Sono d'accordo con Attilio, per agevolare l'utente i siti della PA dovrebbero avere un unico sistema di accesso, non siamo qui per dare sfogo al nostro senso estetico ma per offrire un servizio. La mia Regione ha fatto un piccolo passo in questa direzione ed offre, attraverso Insiel Spa, un sito standard GRATUITO e di facile gestione che, pur nell'omogeneità, permette anche qualche personalizzazione. Lasciatemi dire con soddisfazione che il sito del mio Comune è in prima posizione nella classifica della bussola e mi permetterei di dare un consiglio a coloro che, giustamente, dicono che i piccoli comuni non sono in grado di soddisfare tutti i criteri: c'è sempre il modo di riempire la pagina con qualcosa di utile e sensato. Il mio ente non ha l'URP ma ho cercato di dare comunqe una risposta a chi apre la pagina.
Mario Forcella

Mario Forcella05/10/2012 - 19:50
Pubbliciziamo questo mezzo e potremmo avere l'unificazione dei vari siti delle P.A. + Controlli del Governo Centrale + dialogo con i cittadini e una società + onesta mettiamo il Link della Bussola della trasparenza sui nostri siti istituzionali e facciamo rispondere al cittadino il gradimento del servizio.
Davide D'Amico

Davide D'Amico08/10/2012 - 14:03
Ottima idea mario, stiamo prevedendo qualcosa del genere, a breve ci saranno novità in tal senso sulla Bussola della trasparenza: www.magellanopa.it/bussola
Alessandro Vecchi

Alessandro Vecchi08/10/2012 - 14:43
In realtà abbiamo constatato che alcune amministrazioni già nella mattinata odierna hanno ricevuto una comunicazione relativa al servizio della bussola. La scelta di tale comunicazione massiccia è molto discutibile in quanto, come emerso anche nelle discussioni di questa pagina, il servizio non è ancora pienamente funzionante. Del resto la dicitira del piè di pagina "La Bussola della Trasparenza e' in versione beta permanente, in continuo miglioramento" fa pensare a qualcosa di incompleto.
Davide D'Amico

Davide D'Amico15/10/2012 - 09:18
Beta permanete significa che sarà sempre in miglioramento.... come è giusto che sia... tra l'altro a breve inseriremo non poche nuove funzioanlità aggiuntive...
Alessandro Vecchi

Alessandro Vecchi16/10/2012 - 09:42
Invece che "beta permanente" non sarebbe più utile indicare una data o un numero di versione in modo che l'utente capisca che c'è stato un aggiornamento?
Daniela Malusa

Daniela Malusa27/09/2012 - 14:59
Ciao Davide credo che scrivere "posta certificata (PEC)" invece che "posta elettronica certificata" per ridurre lo spazio sia una mancanza di gran poco conto tenendo presente che è comunque in ogni caso ben riconoscibile
Davide D'Amico

Davide D'Amico27/09/2012 - 15:30
basta che lo segnali e si può aggiungere come sinonimo. La faccina sarà comunque gialla e non verde. Ma non è un grande problema... la bussola verifica il rispetto di quei requisiti... e dunque di quelle voci..... non è che sono state inventate.. sono scritte nelle linee guida....!! se vuoi ti mando il link? fammi sapere!
Maura Pernarcich

Maura Pernarcich27/09/2012 - 10:27
buongiorno, anch'io ho provato ad utilizzare la bussola per il sito della mia Amministrazione e c'erano non pochi falsi negativi. Sono d'accordo che i cittadini (ma anche gli amministratori) vadano sensibilizzati sul tema della trasparenza, anche per trarne i possibili vantaggi, ma con tale strumento si rischia anche di dare adito a segnalazioni evitabili e comunque di dare un'immagine negativa dell'amministrazione di turno, che magari in realtà sul proprio sito ha pubblicato quanto necessario.
Davide D'Amico

Davide D'Amico27/09/2012 - 13:02
NOn basta pubblicare quanto necessario, occorre che tali pubblicazioni siano facilmente rintracciabili. Se un contenuto obbligatorio, lo mettiamo in una sezione lontanissima dalla homepage all'interno di altre sezioni.... non parliamo di trasparenza.... Spesso capita che le amministrazioni abbiano pubblicato quanto necessario ma non secondo quanto definito nelle linee guida sui siti web, a volte perchè chi di dovere non conosce le linee guida....., non se le è mai lette.... a volte perchè si scrive il codice html senza conoscerlo e usando funzioni non appropriate.... Scusate se insisto ma le amministrazioni che hanno i contenuti e risultano avere faccine rosse... possonon facilmente mettersi a posto.. modificando i nomi dei link o spostando le sezioni opportunamente.... Non è un grande sforzo.. anzi l'uniformità dei siti e la standardizzazione delle voci utilizzate per le sezioni aiuta la rintracciabilità delle informazioni stesse..... Lo strumento è di aiuto... e penso che possa essere utilissimo se utilizzato congiuntamente al controllo civico......!!! per il resto capisco che lavorando nella amministrazione e vedendo il report rosso qualcuno ci possa rimanere male... ma si può sistemare con poca fatica... e rendere un miglior servizio ai cittadini.... sarebbe poi opportuno citare l'amministrazione in questione, così potrei anche essere piu' chiaro su quali problemi aveva.....
Laura Strano

Laura Strano27/09/2012 - 11:43
ciao Maura, la bussola è di ausilio infatti, gli indicatori vanno verificati, un'Amministrazione trasparente non ha niente da temere, credo e anzi può segnalare i falsi
Davide D'Amico

Davide D'Amico26/09/2012 - 16:57
Carissimo Aldo, la bussola controlla efficacemente se i contenuti sono presenti nel rispetto delle linee guida sui siti web. Ora ovviamente accade che le amministrazioni utilizzano nomi diversi o posizionano contenuti in sezioni differenti rendendo impossibile alla bussola la ricerca. I sinonimi ci stanno aiutando a sistemare un po le cose. Per quanto riguarda le faccine verdi, queste significano che la sezione è predisposta secondo quanto definito nelle linee guida ma non è detto che ci siano o meno i contenuti...... E' qui che entra in gioco il controllo collettivo degli utenti che possono segnalare eventuali falsi positivi e far emergere l'amministrazione non adempiente. E' uno strumento che abilita la Trasparenza, la partecipazione e la collaborazione secondo i principi dell'OPEN GOVERNMENT. Capisco che può risultare una cosa scomoda ma non occorre vederla in una logica punitiva quanto in una ottica di stimolo e continuo miglioramento..... Infatti il cittadino ora può almeno sapere cosa un sito web deve pubblicare.. in linea di massima... e in modo semplice analizzarlo...
Alessandro Vecchi

Alessandro Vecchi27/09/2012 - 09:05
Gentile Davide, In realtà quelle che sono le richieste delle linee guida e quindi della bussola non sempre si adattano alla realtà dei comuni, soprattutto quelli piccoli. Una cosa è la teoria, un'altra è la pratica. Un comune di 100 abitanti è praticamente impossibile che possa completare tutte le sezioni richieste dalla bussola.
Davide D'Amico

Davide D'Amico08/10/2012 - 14:04
Cerchiamo prima di sistemare quelli medi e grandi.. poi su quelli piccoli si può lavorare...!!
Enrico Alletto

Enrico Alletto26/09/2012 - 15:49
Segnalo anche questa iniziativa su Genova: Open Genova: https://www.facebook.com/groups/273319219447182/
Daniela Malusa

Daniela Malusa25/09/2012 - 11:07
peccato che facebook è sulla black list e da molti enti non sia possibile accedervi
Laura Strano

Laura Strano26/09/2012 - 21:46
Daniela peccato per noi, ma anche per loro, Dirigenti ottusi, e orbi ...... perchè tanto esistono centomila modi per collegarsi anche dall'ufficio, c'è gente che si porta il portatile con la penna per collegarsi, chi si collega dal telefonino... e chi non si collega affatto ma può distrarsi in mille altri modi, fosse questo il problema della pubblica amministrazione... Prendere dimestichezza con questi strumenti e utilizzarli per lavoro, con l'utenza, per le comunicazioni interne tra uffici , che spesso non dialogano per nulla fra di loro sarebbe utilissimo e poi diciamo pure che la demotivazione nel pubblico è altissima ormai e attenuare questo disagio aumentando la comunicazione gioverebbe , secondo me
Daniela Malusa

Daniela Malusa27/09/2012 - 08:43
Laura ricordo che quando c'è stato il terremoto ci sono state scene di panico a causa di cretini (scusate ma è il termine corretto) che mettevono in giro voci di scosse imminenti ed altro. Utilizzare i social network per dare una veloce comunicazione ufficiale avrebbe potuto aiutare a limitare la diffusione di tali idiozie
Aldo Lupi

Aldo Lupi24/09/2012 - 16:55
Ciao, attenzione che Magellano non è nuovo a falsi negativi. Ho analizzato qualche sito con lo strumento, è un ottimo punto di partenza ma bisogna prenderlo un po' con le pinze. E poi ci sono altre cose da considerare: privacy, accessibilità, ... Ho scritto una nota in proposito qualche mese fa: http://giornodalupi.wordpress.com/2012/07/11/magellano-piu-che-una-busso...
Laura Strano

Laura Strano26/09/2012 - 21:30
grazie Aldo, ma l'iniziativa si proporrebbe solo di divulgare la normativa tra i non addetti ai lavori, non si tratta di una valutazione strettamente tecnica, ma di un modo di sperimentare la partecipazione fra i cittadini che possono avere vantaggi dalla trasparenza, fornendo informazioni di base al fine anche di sollecitare dovuti reclami nei confronti di Enti inadempienti, Enti che omettono di pubblicare persino l'essenziale..., Per quanto riguarda la privacy ad esempio è compito di chi si occupa di pubblicare gli atti verificare, prima della pubblicazione, che non ci siano dati sensibili ecc. ecc., fatta salva la possibilità del diretto interessato di agire nel caso si senta leso in un caso concreto, quindi di Amministrazioni che già si pongono il problema, Qui parliamo di chi omette del tutto la pubblicazione di contenuti.. , di omissioni e di totale assenza di controlli e sanzioni, .........di apatia da parte di tutti, insomma delle cattivissime pratiche. In questo la bussola, a mio avviso aiuta molto perchè, al di là degli eventuali falsi, che comunque vanno sempre verificati, è semplice e utile per analizzare un sito, anche per chi non è addetto ai lavori, che è poi l'utente finale del servizio
Daniela Malusa

Daniela Malusa27/09/2012 - 08:55
Buongiorno, ho provato con il sito della mia provincia, ma come risultati mi da solo 14 su 43 non riconoscendo link che sono presenti.
Davide D'Amico

Davide D'Amico27/09/2012 - 12:53
Non riconosce i link se non rispettano la tabella definita nelle linee guida sui siti web o se tali link sono scritti in modo da non rispettare la legge sull'accessibilità L.n.4 2004 (ad esempio se tali link vengono attivati da funzionalità javascript....)
Davide Cangiamila

Davide Cangiamila27/09/2012 - 11:49
Questo sistema di controllo è poco affidabile. Oltre ad avere molte lacune sulla verifica dei siti web richiede a chi realizza il sito numerosi vincoli sulla struttura della home page.
Davide D'Amico

Davide D'Amico27/09/2012 - 12:50
Carissimo davide, i vincoli sono definiti dalle linee guida. Nulla di complesso mi sembra , se non quello di chiamare le cose in un certo modo.. La standardizzazione consente anche una migliore rintracciabilità dei contenuti da parte dei cittadini... Per quando riguarda il sistema, vorrei sapere sulla base di cosa dici che è poco affidabile. Lui fa un mestiere che è quello di andare a trovare le sezioni così come definite nella tabella delle linee guida sui siti web. Questo è quanto. Non fa cose miracolose.... L'importante poi è attivare un meccanismo virtuoso e semplice in modo da semplificare la vita al cittadino.. che di norme non ci capisce e spesso non gli interessa molto.... NOn sarà che voler scrivere le sezioni in un certo modo e mettere le informazioni in sezioni spesso molto diverse da quelle definite ... sono attività a volte volute per ridurre la trasparenza? Comunque se motivi la scarsa affidabilità con elementi concreti sarebbe utile per far migliorare il sistema. Grazie