OpenCoesione, i data-giornalisti e i caveat dell'Open Data

letto 2069 voltepubblicato il 10/11/2012 - 15:07 nel blog di Luigi Reggi

Giovedì il ha ospitato il primo sui dati di .  
Per OpenCoesione è stata la prima vera occasione di apertura dal vivo (e su twitter) ai propri utenti, dopo il e la partecipazione di Carlo Amati all'.  Non mancava quindi un pizzico di apprensione e attesa per un appuntamento che segna una tappa importante, in cui il team DPS - il gruppo che si è adoperato in questi mesi per l'apertura dei dati poi confluiti nel portale e scaricabili come dati aperti - ha tentato di far arrivare ad  di giornalisti e blogger i concetti chiave e l'inevitabile complessità della politica di coesione in Italia.  Nel pomeriggio, invece, l'attenzione si è concentrata sugli strumenti e i dati disponibili per integrare le analisi su OpenCoesione con altre fonti e creare visualizzazioni cartografiche personalizzate. Tre gli ottimi interventi pomeridiani: di Alessandro Cimbelli (ISTAT), che ha improvvisato un mash-up con dati Istat e di (l'iniziativa open data del MIUR); di (che si chiama anche Maurizio Napolitano, FBK), che ha proposto un divertente ed efficacissimo tutorial su QuantumGIS; e di , che, dopo una rassegna di strumenti utili alle analisi del data journalist, ha riempito la sala di consigli e raccomandazioni per la diffusione in rete dei risultati.

Personalmente, l'esperienza è stata, nonostante alcuni meccanismi siano ancora da oliare, molto positiva.  Ho caricato online la mia e soprattutto la che ho utilizzato per mostrare le principali esperienze europee, e nella quale gli Stati e le regioni UE sono suddivisi per grado di apertura del formato utilizzato nel pubblicare i dati.   Cliccando sui vari territori, si accede ai siti web delle autorità di gestione o ai portali nazionali europei che, come OpenCoesione, permettono agli utenti di visualizzare e scaricare i dati sull'uso dei fondi strutturali.

Le sensazioni sono state buone. Ho visto un interesse e una partecipazione che può aiutare a superare la tendenza italica al "titolone" contro questo o quel partito. Ho visto voglia di entrare nelle pieghe di una politica molto complessa e in realtà poco conosciuta come la politica di coesione, di solito riservata agli "addetti ai lavori" e ai giornali del Mezzogiorno.  Ho visto voglia di comunicare al resto di Europa quel che di buono si prova a fare in Italia.  Poi, si sa che il "difetto" dei giornalisti è quello di fare domande.. e l'altro ieri se ne sono viste tante!

E poi i "caveat". Forse il messaggio principale emerso da tutta la giornata è che gli open data vanno usati con cautela, specialmente quando il contenuto non è di immediata interpretazione.  OpenCoesione non è un "esperimento"; non è neppure, per scelta, in versione beta. Ma il contenuto, derivante dall'integrazione dei sistemi informativi di amministrazioni tra loro molto diverse - aperti in modo massivo per la prima volta - va selezionato e usato con cura. I dati sono ufficiali, ma non sempre completi. Le informazioni sono aggiornate, ma non sempre omogenee.  La qualità dei dati migliorerà costantemente proprio attraverso l'utilizzo: che porta ad aumentare la consapevolezza delle risorse a disposizione e l'attenzione ai risultati effettivamente raggiunti.

Tutti i materiali della giornata, l'elenco e le biografie dei partecipanti sono disponibili nella . I materiali comprendono le presentazioni, i software utilizzati e i documenti DPS che sono stati distribuiti e presentati, in particolare:

  • il , che, nel capitolo 4, contiene informazioni fondamentali per capire quali sono le politiche che stanno dietro ai progetti di OpenCoesione. Non solo l'inquadramento della politica nel suo complesso, ma anche gli interventi in corso di attuazione. Banalmente: i "bandi" che generano i progetti che si trovano sul sito.
  • L', in fase di aggiornamento al 2012

Insomma, OpenCoesione fa bene ad "aprirsi" ai suoi utenti, i risultati già si vedono.  Questo non sarà l'unico , altri ne seguiranno senz'altro, possibilmente nei territori dove la politica di coesione impatta maggiormente.  Cittadini, ricercatori, amministratori fanno parte di comunità di utilizzo che penso sia cruciale riuscire a catalizzare.