Quanti sono gli attori dell'OPEN GOVERNMENT?

letto 3602 voltepubblicato il 11/11/2012 - 10:09 nel blog di Davide D'Amico

 E' da tempo che sono un attento osservatore "silenzioso" di quanto accade nel mondo e in Italia attorno al tema dell'Open data e dell'Open government e piu' si va avanti e piu' sono convinto che noi dobbiamo trovare la nostra dimensione della trasparenza e ancora di piu' di quello che è il significato profondo dell'OPEN GOVERNMENT (governo aperto).

Cosa é? Voi, l'avete capito? Molti pensano che sia OPEN DATA, molti pensano che OPEN DATA ne sia il fattore abilitante. In generale con OPEN GOVERNMENT si intende un governo in cui la trasparenza delle istituzioni è talmente concreta che consente, in modo semplice, di far conoscere ai cittadini il funzionamento delle pubbliche amministrazioni.
 
Tale modo di fare trasparenza, che non può essere uguale in tutti i Paesi del mondo, perchè diversi sono i fattori culturali, organizzativi, etc.., abilita il fattore " conoscenza " dei cittadini sulla macchina burocratica e può far scatenare, sotto opportune condizioni (non sempre semplici da attivare!!) una partecipazione e una collaborazione (collettiva) che consentono di migliorare l'efficacia e l'efficienza del settore pubblico e innalzare la qualità dei servizi.
 
Dunque l'OPEN GOVERMENT è un principio molto complesso, che per avere successo, non dipende solo dalle pubbliche amministrazioni e da quanto loro sono trasparenti. Scusate se insisto su questo punto, ma mentre fare trasparenza è di esclusiva responsabilità delle Istituzioni (che devono mettere a disposizione una serie di dati e informazioni utili in determinati formati..) ,ed eventuali  successi o insuccessi, possono essere imputati direttamente a queste ultime, per fare OPEN GOVERNMENT entrano in gioco anche i cittadini, le imprese e le stesse organizzazioni non governative (ONG) che hanno una parte considerevole di responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi.
 
In particolare e sintetizzando molto:
 
1)I cittadini dovrebbero essere attivi  e partecipativi  e questo assunto implica una cultura ben diversa da quella che è radicata nel nostro Paese. Si tenga presente che intendo una vera cultura della partecipazione...
 
2)Le imprese dovrebbero collaborare realizzando servizi "informativi" attraverso l'utilizzo dei dati messi loro a disposizione dalle Istituzioni pubbliche. Qui occorre creatività e capacità imprenditoriale oltre ad una inevitabile assunzione di rischi (che ultimamente pochi hanno intenzione praticare!!)
 
3)Le organizzazioni non governative dovrebbero vigilare sulle azioni rivolte alla trasparenza, all'OPEN GOVERMENT.Non solo dovrebbero diffondere i principi e favorire il cambiamento culturale... un ruolo importantissimo...che necessità di stabilire bene  cosa siano le ONG, quante persone rappresentino, i bilanci, le modalità di iscrizione, etc... Quindi è necessaria anche  una  trasparenza delle associazioni che richiedono la trasparenza delle Istituzioni! E questo diviene fondamentale per garantire la loro stessa indispensabile funzione. Il tema è molto caldo a livello internazionale....
 
In pratica per realizzare sul campo e concretamente i principi dell'OPEN GOVERNMENT non bastano piu' le pubbliche amministrazioni. E' infatti necessaria una interazione sempre maggiore con  la società (Cittadini, Imprese e ONG), che da semplice stakeholder diventa un  attore fondamentale, con i suoi compiti e, anche, con le sue ineludibili responsabilità...!
 

3 commenti

Flavia Marzano

Flavia Marzano12/11/2012 - 10:32
Caro Davide (e tutti quelli che possono rispondere), sapresti indicare se ci sono regole (anche non scritte) e quali che a livello internazionale o almeno europeo sono considerate "fear" per le organizzazioni non governative? Grazie F.
Davide D'Amico

Davide D'Amico12/11/2012 - 23:33
Penso che presto ce ne saranno, ma perché per una volta non siamo noi , l Italia e le stesse associazioni che si organizzano per una "operazione trasparenza" sui loro siti, aprendo una pagina dedicata con una serie di dati significativi. Non sarebbe un bell'esempio se,per una volta ,noi, che cerchiamo sempre di importare modelli dall'estero... Mettessimo a disposizione una serie di regole partendo dai fatti? Ecco sarebbe bello si vedere le ong italiane attorno ad un tavolo per concordare un set minimo di informazioni da pubblicare .. È portare questa esperienza in ambito OGP come best practise del nostro Paese!!
Flavia Marzano

Flavia Marzano13/11/2012 - 05:11
Buona idea Davide, ci sto.