"Amministrazione aperta" art. 18: si pubblicano i contributi economici a persone?

letto 18507 voltepubblicato il 09/01/2013 - 15:49 nel blog di Aldo Lupi

Sottopongo un quesito sull'art. 18 DL 83/2012, che recita:

  1. La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed  ausili finanziari alle imprese e  l'attribuzione  dei  corrispettivi  e  dei compensi  a  persone,  professionisti,  imprese  ed  enti  privati  e comunque  di  vantaggi  economici  di   qualunque   genere   di   cui all'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici  e privati, sono soggetti alla pubblicita' sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilita' totale di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 27  ottobre  2009,  n.150.

La norma sembrerebbe interpretabile in questo modo:
1) concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed  ausili finanziari ---> imprese
2) l'attribuzione  dei  corrispettivi  e  dei compensi ---> persone,  professionisti,  imprese  ed  enti  privati
3) comunque  di  vantaggi  economici  di   qualunque   genere   di   cui all'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ---> enti pubblici e privati

Qundi dovrebbero essere esclusi i contributi a persone (il p.to 1 si riferisce ad imprese e il p.to 3 si riferisce ad Enti Pubblici e Privati, mentre il pto 2 si riferisce a corrispettivi e compensi, non a contributi).

Inoltre, il Garante Privacy nella newsletter del 12 dicembre, parlando di un altro contesto (pubblicazione dati da aziende sanitarie) ha indicato:

"L'Autorità ha chiarito che, per quanto riguarda le persone fisiche, l'articolo citato prevede la pubblicazione online solo dei dati di chi riceve "corrispettivi o compensi" dalla Pubblica Amministrazione e che deve in ogni caso essere interpretato alla luce dei principi fondamentali in materia di protezione dei dati personali, cristallizzati in disposizioni comunitarie che vincolano il nostro legislatore".

Ho inoltrato il quesito al Garante della Privacy, voi cosa ne pensate?

 

22 commenti

Gianluca Montanaro

Gianluca Montanaro17/05/2013 - 10:20
L'Art. 8 del D.Lgs 33/2013 "Decorrenza e durata dell'obbligo di pubblicazione" al comma 3 recita: "I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati per un periodo di 5 anni, decorrenti dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello da cui decorre l'obbligo di pubblicazione, e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti, fatti salvi i diversi termini previsti dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali e quanto previsto dagli articoli 14, comma 2, e 15, comma 4." E' quindi questo il periodo di pubblicazione da tenere presente per i dati relativi ad "Amministrazione Aperta"?
luigi leonardi

luigi leonardi26/02/2013 - 22:21
15 2 2013 Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, il decreto con la disciplina degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle PA. Il testo conferma sostanzialmente l’impianto di quello già approvato in sede preliminare. Infatti sono state introdotte limitate modifiche, in massima parte di carattere tecnico e formale, in accoglimento di osservazioni contenute nei pareri del Garante della privacy e delle vari componenti della Conferenza Unificata (Regioni, province e Comuni). Qualcuno l'ha visto? Anch'io ho letto la bozza, che aveva parecchi problemi (anche errori), speriamo che la versione definitiva sia più decente
Aldo Lupi

Aldo Lupi27/02/2013 - 12:57
Ciao Luigi, io l'ho letto. Cambia radicalmente l'approccio ai dati della PA: in pratica, tutta la parte relativa all'operazione trasparenza verrà resa accessibile ai motori di ricerca esterni, in opposta visione a quanto si prescriveva prima. Fa eccezione la pubblicazioen di dati di soggetti in situazioni di disagio economico, per cui sono state recepite le indicazioni del Garante, che è stato molto chiaro nel suo parere. Quindi, nel contesto relativo all'art.18, c'è un'apertura ma con le dovute limitazioni...
Anna Rita Ianni

Anna Rita Ianni06/02/2013 - 22:47
In presenza di un contratto vige solo l'obbligo di pubblicare il contratto con il relativo importo o anche tutti i pagamenti connessi allo stesso contratto la cui somma nell'arco di un anno potrebbe essere anche inferiore all'importo previsto nel contratto? In presenza di un ordine alimentato ogni mese per importi stimati al momento dell'arrivo della fattura relativa al primo mese si procede alla modifica della riga dell'ordine riferita a quel periodo con invarianza degli altri importi indicati nelle successive righe. In questa circostanza nasce l'obbligo di pubblicare l'intero importo Dell'ordine o solo quella partpubblici va a pagare? Nell'ipotesi in cui il nostro software consentisse solo la pubblicazione dell'intero ordine nel momento che arrivano nuove fatture e quindi si vanno a correggere le altre righe dell'ordine vi e' l'obbligo di pubblicare nuovamente l'ordine corretto? Nella nostra azienda ci sono molti casi di questo tipo.
profilo vuoto

profilo vuoto30/01/2013 - 12:45
Nel caso di un impegno di spesa per interventi economici a favore cittadini ammessi in un progetto straordinario (*) e di carattere generale finanziato da un Soggetto pubblico a seguito di evidenza pubblica ( i cittadini beneficiari sono stati individuati successivamente all'ammissione al finanziamento del progetto in questione) il file del progetto straordinario (*) va pubblicato come allegato in Amministrazione Aperta? NB: nel atto di impegno il succitato progetto straordinario (*) viene richiamato in premessa e non allegato. Grazie
Aldo Lupi

Aldo Lupi30/01/2013 - 14:38
se si tratta espressamente di un contributo a persone al momento non va ancora pubblicato. ma come diceva Lucia Vezzosi, il Governo ha approvato un D.Lgs. il 22 feb che prevede la pubblicazione nell'elenco anche di questa tipologia di dati (v. art. 27). visto che l'obbligo riguarda il momento dell'erogazione (=mandato), se puoi ti consiglio di aspettare la pubblicazione in G.U. del nuovo decreto, poi potrai pubblicare tutto...
profilo vuoto

profilo vuoto30/01/2013 - 16:03
grazie!!!
Valentina Zumofen

Valentina Zumofen24/01/2013 - 11:55
Non si potrebbe sviare il problema, omettendo il nome delle persone e inserendo le sole iniziali oppure il numero e la data di protocollo?
lucia vezzosi

lucia vezzosi22/01/2013 - 21:45
Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, due decreti legislativi che attuano la legge 190 del 2012 (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”): speriamo bene!
Aldo Lupi

Aldo Lupi30/01/2013 - 14:33
ho letto la bozza del decreto, all'art. 27 si prevede la pubblicazione di tutto negli elenchi art. 18, compresi i contributi a persone...
Donatella Policardo

Donatella Policardo01/02/2013 - 11:01
gentile Aldo, mi scuso, ma l'ho trovata. Mi ha confuso la sua indicazione di febbraio, la bozza del decreto è del 22 gennaio cordialmente e grazie per le sue utili informazioni
luigi leonardi

luigi leonardi17/01/2013 - 22:21
Sono nuovo del blog, per cui avrei potuto perdere qualche post, ma ci sono regole in ordine alla durata della pubblicazione on line dei dati ex art. 18? Vi sono indicazioni a riguardo o ogni ente può muoversi autonomamente (con regolamento, con provvedimento)? Ancora, la durata normalmente utilizzata per la pubblicazione delle determine o dei regoamenti comunali (15 gg) può andare bene?
Aldo Lupi

Aldo Lupi18/01/2013 - 09:31
Ciao, non ci sono indicazioni sulla durata, negli enti con cui mi sono confrontato pensano di auteregolamentare la cosa. Secondo me 15 gg sono pochi. Al momento è opinione diffusa quella di pubblicare i dati contestualmente all'impegno, per cui ora che si arriva a fare il mandato (momento in cui di paga materialmente il corrispettivo) i tempi sono decisamente più ampi ( t(esecuzione attività) + t(fattura) + t(liquidazione) + t(mandato)).
Donatella Policardo

Donatella Policardo18/01/2013 - 09:44
ciao, quindi i dati vanno pubblicati quando c'è l'impegno? e non l'effettivo pagamento? ma se io impegno 10 mila euro e poi ne erogo effettivamente 8 mila? sembra che la ditta (es) abbia percepito 10 mila ed invece realmente ne ha presi 8 mila. c'è una norma/articolo che dice che la pubblicazione va effettuato al momento dell'impegno? l'articolo dice "erogati nell'esercizio finanziario": se io impegno a dicembre e poi pago a gennaio dell'anno dopo come mi comporto? grazie
luigi leonardi

luigi leonardi18/01/2013 - 23:13
Grazie per i suggerimenti e gli spunti. Nel frattempo ho inviato una mail alla Civit. Vediamo se rispondono. Noi stiamo ragionando sul pubblicarli prima o contestualmente della liquidazione, onde cercare di allineare, per quanto possibile, il tutto. Meglio sarebbe prima del mandato, dato che solo in quel momento si può parlare di effettiva erogazione, ma la ragioneria non ne vuole sentire... Rimane il problema della durata. Il segretario accampa (non senza ragioni) il diritto all'oblio, e insiste sui 15 gg. Anche per me 15 sono pochi (metterei l'intero anno dell'esercizio finanziario in cui vengono erogati), ma siamo sempre alla legge del "secondo me". Non c'è niente da fare quando le norme nascono male, scritte peggio e prodotte da gente che non ha alba o quasi di quello che dice, questo sono gli effetti. Ma dato che comunque qualcosa bisogna fare, anch'io punterei salla fonte regolamentare per ciò che attiene la specifica disciplina interna, vediamo di mediare in consiglio sulla durata.
Aldo Lupi

Aldo Lupi19/01/2013 - 08:34
Io condivido le preoccupazioni del tuo segretario sul diritto all'oblio, purtroppo in questo ambito sono difficilmente applicabili, perché questi dati non devono essere nascosti ai motori di ricerca, pertanto anche se li togliete Google se li terrà in cache per parecchio tempo... diventa difficile applicare il principio di non eccedenza in questo contesto. Tra l'altro, la ratio alla base della norma è la trasparenza, non la pubblicità legale, pertanto le informazioni non possono avere quella durata. Riguardo alla pubblicazione prima del mandato o in fase di liquidazione, l'applicabilità diventa piuttosto pesante, perchè se hai un impegno che comporta più fatture allora devi ritornare più volte sullo stesso affidamento (forse anche andando a riprendere e aggiornare la vecchia voce del beneficiario, per tracciare i corrispettivi che si sono cumulati). Organizzativamente parlando è meno oneroso pubblicare in fase di impegno, anche se lo spirito della norma spingerebbe a fare come proponi tu, nella logica di tracciare l'erogazione. Concordo con te, la legge è scritta male.
Donatella Policardo

Donatella Policardo15/01/2013 - 13:49
Concordo con te rispetto al ragionamento legato ai destinatari delle diverse tipologie di erogazione, ma all’interno della sezione “Trasparenza, valutazione e merito” si devono già pubblicare (delibera civit 105/2010 e linee guida siti web) gli albi dei beneficiari di provvidenze di natura economica secondo quanto stabilito dall’art. 1 del D.P.R. n.118 del 2000 che così recita: “Oltre a quanto stabilito dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, le amministrazioni dello Stato, le regioni, comprese le regioni a statuto speciale, e le province autonome di Trento e Bolzano, gli enti locali e gli altri enti pubblici, sono tenuti ad istituire l'albo dei soggetti, ivi comprese le persone fisiche, cui sono stati erogati in ogni esercizio finanziario contributi, sovvenzioni, crediti, sussidi e benefici di natura economica a carico dei rispettivi bilanci e devono provvedere ad aggiornarlo annualmente” Il legislatore però, all’interno dell’art.18, NON lo ha espresso chiaramente e quindi come dobbiamo comportarci? Comunque, come citato sopra, venivano già pubblicati. Il Garante Privacy nella newsletter del 12 dicembre ha comunque chiarito che i dati super-sensibili (quelli legati alla stato di salute) non devono essere pubblicati sui siti web nemmeno con il consenso del titolare e rispettando quanto previsto dalle linee guida del garante del 2011. Il legislatore ha comunque espresso che anche i dati della sezione “Trasparenza valutazione e merito” devono “scadere”, ossia la PA deve indicare all’interno del proprio regolamento quanto tempo, per ogni tipologia di documento, i dati rimangono pubblicati. Attendiamo il parere del Garante in merito.
lucia vezzosi

lucia vezzosi10/01/2013 - 10:58
I contributi sovvenzioni crediti sussidi e benefici di natura economica a persone fisiche non sfuggono alla pubblicazione, in quanto già pubblicati nell'albo dei beneficiari . Nella relazione tecnica del DL 83 si fa riferimento a "vantaggi economici... ad imprese ed altri soggetti economici". L'art. 18 menziona le "persone" solo in relazione a corrispettivi e compensi, il che fa pensare più ad una "utenza business". Inoltre nel fare riferimento a "comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all'art. 12 della legge 241/90 ad enti pubblici e privati" si dimentica di riportare le parole "a persone". L'unica cosa certa è che prima si approva il regolamento previsto dallo stesso art. 18 o interpretazioni autorevoli in materia, meglio sarà.
Irene Calabrò

Irene Calabrò10/01/2013 - 09:32
A mio parere, se si fa riferimento allo "spirito della norma", l'interpretazione dovrebbe essere estensiva, nel senso di pubblicare anche i contributi concessi, a qualunque titolo, alle persone. Infatti, pongo la domanda inversa : per quale motivo il legislatore avrebbe inteso limitare il principio di assoluta trasparenza solo a favore di persone ? Nelle erogazioni di denaro pubblico ( e qui non si parla certo di beneficenza!) non ci devono essere "buchi neri" di alcun genere!
Aldo Lupi

Aldo Lupi10/01/2013 - 17:06
La questione è più spinta di quanto possa sembrare a una prima occhiata: prima dell'art. 18, i contributi di natura economica venivano riportati all'albo pretorio che deve essere nascosto ai motori di ricerca. Questo significa che, se Pinco Pallo riceveva un assegno per disagio sociale dal Comune di Vattelapesca, un utente poteva scoprirlo solo andando sul sito comunale. Questa è trasparenza: si sa come i soldi vengono spesi perchè documentati all'albo pretorio. Invece, pubblicare i nomi nella lista secondo l'art. 18 significa che questi non sono nascosti ai motori di ricerca, per cui, se uno cerca Pinco Pallo su Google scopre che è in una situazione di disagio sociale. Questo va ben oltre il concetto di trasparenza, si compie un'eccedenza del trattamento di diffusione su cui il Garante della Privacy si è espresso chiaramente in un provvedimento del 2011. Io comunque non voglio entrare nella logica della norma (che posso anche condividere), voglio solamente capire cosa si deve fare. A me sembra che la norma sia chiara e preveda la pubblicazione dei contributi alle imprese, non preveda espressamente le persone. Se qualcuno riesce a dimostrare che la norma dice diversamente lo ringrazio, almeno mi toglie questo dubbio.
Donatella Policardo

Donatella Policardo15/01/2013 - 13:50
Concordo con te rispetto al ragionamento legato ai destinatari delle diverse tipologie di erogazione, ma all’interno della sezione “Trasparenza, valutazione e merito” si devono già pubblicare (delibera civit 105/2010 e linee guida siti web) gli albi dei beneficiari di provvidenze di natura economica secondo quanto stabilito dall’art. 1 del D.P.R. n.118 del 2000 che così recita: “Oltre a quanto stabilito dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, le amministrazioni dello Stato, le regioni, comprese le regioni a statuto speciale, e le province autonome di Trento e Bolzano, gli enti locali e gli altri enti pubblici, sono tenuti ad istituire l'albo dei soggetti, ivi comprese le persone fisiche, cui sono stati erogati in ogni esercizio finanziario contributi, sovvenzioni, crediti, sussidi e benefici di natura economica a carico dei rispettivi bilanci e devono provvedere ad aggiornarlo annualmente” Il legislatore però, all’interno dell’art.18, NON lo ha espresso chiaramente e quindi come dobbiamo comportarci? Comunque, come citato sopra, venivano già pubblicati. Il Garante Privacy nella newsletter del 12 dicembre ha comunque chiarito che i dati super-sensibili (quelli legati alla stato di salute) non devono essere pubblicati sui siti web nemmeno con il consenso del titolare e rispettando quanto previsto dalle linee guida del garante del 2011. Il legislatore ha comunque espresso che anche i dati della sezione “Trasparenza valutazione e merito” devono “scadere”, ossia la PA deve indicare all’interno del proprio regolamento quanto tempo, per ogni tipologia di documento, i dati rimangono pubblicati. Attendiamo il parere del Garante in merito.
Aldo Lupi

Aldo Lupi15/01/2013 - 15:00
Tutti i dati residenti nella sezione "Trasparenza, valutazione e merito" devono essere nascosti ai motori di ricerca. Lo diceva fin dal momento della costituzione della sezione il Ministero della Funzione Pubblica, lo ha ribadito il Garante della Privacy nel provvedimento del marzo 2012. I dati di cui all'art. 18 invece devono essere accessibili ai motori di ricerca, per cui non si tratta della stessa fattispecie. La differenza è abissale. Se il legislatore avesse voluto contrastare la linea dettata precedentemente non avrebbe scritto un articolo così strutturato, che fa lo slalom tra 3 fattispecie differenti indirizzate a categorie differenti.