Può la Pubblica Amministrazione imparare ad essere trasparente?

letto 3366 voltepubblicato il 28/02/2013 - 12:37 nel blog di Mariarosaria Russo, in ETICA, Integrità

Fare i conti con le ultime parole d’ordine sulla PA: “amministrazione pubblica più piccola” e “ridare al privato ciò che è nel perimetro pubblico”.

Con un’amministrazione che si vuole sempre più snella, meno costosa e più trasparente, viene da chiedersi: ma cosa fa la Pubblica Amministrazione? Quali sono i suoi servizi? A quale agenda risponde? Raggiunge i suoi risultati? Come individua dove sono gli sprechi e come gli fa fronte?

Che l’Amministrazione Pubblica italiana risponda a logiche adempimentali è un dato. E anche sulla trasparenza si guarda più alla norma, a cosa dice, a cosa pubblicare, che a quello che effettivamente il cittadino vorrebbe sapere in termini di attività e costi/benefici.

Più trasparenza e meno trasparentismo.

Anche le amministrazioni fanno fatica a capire come intendere la “trasparenza” in termini operativi. Solo un’amministrazione consapevole delle varie declinazioni della trasparenza, che ha fatto una seria attività di “autoanalisi” su cosa significa e su dove si annidano i punti oscuri, riesce a trasmettere all’esterno – sul suo sito web e altrove – quello che fa, come lo fa e con quale impatto sui cittadini.

La norma prevede la redazione di Programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, opportunamente coordinati con il Piano triennale di prevenzione della Corruzione. L’iter per la stesura di tali piani passa necessariamente per un ripensamento complessivo di tutta l’amministrazione che va dalla sua mission, procede per un’analisi documentale, dei processi e delle competenze, per poi arrivare ai risultati raggiunti. Un’attività di autoanalisi, dunque, che va combinata ad una attività di misurazione e che richiede la partecipazione di tutta l’amministrazione, con un coinvolgimento attivo della dirigenza apicale e con un mandato forte della parte politica.

Per aiutare le amministrazioni a svolgere questo esercizio, uno degli strumenti che ha elaborato Formez PA, nell’ambito del progetto , è il “”. La denominazione dello strumento deriva dal fatto che al termine dell’applicazione essa fornisce all’amministrazione un quadro di insieme sul suo posizionamento rispetto a 6 dimensioni di analisi (Comunicazione e partecipazione, Tracciabilità e Procurement, Integrità e Performance, Norme e qualità della regolazione, Procedure e adempimenti, Innovazione e tecnologie). Tuttavia, il punto forte dello strumento risiede nella modalità di applicazione: coinvolgimento attivo di tutta l’amministrazione, riflessione partecipata sulle dimensioni di analisi, verifica attiva presso gli uffici dei risultati raggiunti, condivisione e stesura di un piano di miglioramento. Ciò fa si che l’applicazione del Barometro della Trasparenza non sia giusto un modo per dire se l’amministrazione è o non è trasparente, ma un percorso di apprendimento comune per capire cosa già fa l’amministrazione e quali sono i punti sui quali migliorare e come.