Ricerca lavoro - In Italia è inefficiente?

letto 2370 voltepubblicato il 19/06/2013 - 12:14 nel blog di Cosimo Martella, in Servizi per l'Impiego, Servizi innovativi per il lavoro

Il problema è che non si sa come cercare lavoro? O è proprio la materia prima che incomincia a scarseggiare.Se l’acqua è poca la papera non galleggia. Se da un lato abbiamo una grande richiesta di lavoro e dall’altro una bassissima offerta, evidentemente il problema non è il modo di come uno cerca lavoro (che ha comunque la sua valenza) ma ci saranno altri problemi. Secondo il Presidente dell’INPS di Torino, Gregorio TITO, per avere risultati positivi in materia d’occupazione, bisogna che tutti gli attori interessati a tale tematica, facciano rete e ottimizzano tutte le loro risorse.

In base ad un sondaggio effettuato tra 2000 consulenti del lavoro, realizzato dalla Fondazione Studi, la ripresa dell'occupazione resta lontana.

Le piccole e medie imprese se non licenzieranno ricorreranno a nuovi ammortizzatori sociali, da escludersi nuovi contratti o la trasformazione di quelli esistenti a tempo determinato. Colpa dell'alto costo del lavoro, ma anche delle rigidità introdotte dalla riforma Fornero.

Che ne pensate?

 

2 commenti

Giuliana Ruiu

Giuliana Ruiu21/06/2013 - 14:26
Ciao Cosimo, leggo con molto interesse le tue segnalazioni. In particolare, mi colpisce l'intervento che riporti qui http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/37839/ricerca-lavoro-in-italia-e.... La lettura in termini di processo - e non solo lineare - della rete tra attori della formazione, delle politiche, dell'incontro domanda/offerta mi sembra uno spunto da approfondire. Oltre, ovviamente, al tema dell'integrazione (e penso all'interoperabilità...se non alla cooperazione applicativa) con e verso le dorsali informative come INPS e Cliclavoro, per cominciare. Il "lavoro per il lavoro" merita di stare al centro di ogni processo di innovazione, semplificazione, trasparenza. Attraverso "piccoli passi", come dici giustamente.
Cosimo Martella

Cosimo Martella25/06/2013 - 17:09
Ciao Giuliana condivido appieno la tua analisi, speriamo che chi è deputato a dare soluzioni riesca ad individuarle e a somministrarle anche se penso che la malattia “disoccupazione” è talmente cronicizzata che almeno nel breve periodo non intravedo possibilità di guarigione. Comunque concordo che ognuno, del nostro piccolo (il lavoro per il lavoro), debba fare la sua parte. Riporto di seguito un autorevole commento che rilasciò il premio nobel per la fisica Albert Einstein in merito alla crisi del 1929. “LA CRISI FINAZIARIA ED ECONOMICA “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a comportarci allo stesso modo. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere”superato”. (…) E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno di noi, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” ( Albert EINSTEIN)