Per parlare di qualità web delle PA: Linee guida Web PA si trasforma e nasce una nuova Comunità

letto 5243 voltepubblicato il 16/10/2013 - 16:17 nel blog di Alessandra Cornero, in Qualità Web PA

La comunità Linee guida Web PA è nata nel 2010, in occasione della pubblicazione della prima versione delle Linee Guida per i siti web delle PA. Ci era sembrato importante creare uno spazio dove poter parlare di numerosi temi innovativi che affollavano le pagine delle LG e dove accogliere commenti, suggerimenti e segnalazioni, anche in vista delle successive edizioni.

Il gruppo, che conta oggi più di 250 iscritti, ha animato e seguito nel tempo l’evoluzione dei temi delle Linee guida introducendo man mano nuovi elementi rilevanti, da strumenti di misurazione della qualità come Radar Web PA al protocollo per l’esplorazione dei siti web eGLU 1.0. Non solo quindi contributi alla discussione su indicazioni e standard delle Linee guida, ma condivisione di conoscenze, iniziative e esperienze su argomenti che ruotano intorno ai siti web delle PA, avendo come obiettivo base, comune e condiviso il miglioramento della loro qualità.

Nasce Qualità Web PA

Per questo motivo ci è sembrato opportuno cambiare nome passando da Linee guida Web PA a Qualità Web PA.  Il nuovo nome è solo il punto di partenza di un nuovo e più ampio obiettivo che questa comunità si pone: aggregare la conoscenza di funzionari e esperti intorno al tema della qualità web che non è solo obbligo o prescrizione, ma è soprattutto una sempre maggiore attenzione a chi i siti web li deve usare per trovare, per fare, per partecipare.

Di cosa si parla?

L’idea alla base di Qualità Web PA resta la stessa: dare modo a chiunque sia interessato a temi web di confrontarsi, informarsi reciprocamente sulle iniziative in corso e continuare ad essere un luogo di incontro e confronto tra rappresentanti della pubblica amministrazione, impegnati in iniziative di miglioramento dei siti web. Nella nuova comunità puoi parlare di usabilità, di accessibilità, di reperibilità e di tutto quanto è contenuto nei siti; e ancora di strumenti di misurazione e valutazione, organizzazione delle informazioni e dei contenuti, delle pagine, delle interfacce nonché delle relative modalità e flussi di lavoro, delle competenze e delle professionalità necessarie.

Per iscriverti

Se non sei ancora iscritto a questa comunità, puoi farlo andando sulla home page della comunità  premendo il tasto "Richiedi di partecipare".

8 commenti

Emilio  Simonetti

Emilio Simonetti24/10/2013 - 10:09

Cari amici, vorrei introdurre il tema dell'usabilità ABC (nella definizione del ) o Discount (nella definizione di Nielsen) o Hardiscount (nella definzione di Krug), come tema del costituendo gruppo GLU in WikiPA.

Siccome su che cosa significa fare usabilità a basso costo nelle PA - quali limiti metodologici, con chi, con quali obiettivi - c'è stato solo un piccolo cenno agli albori del GLU, direi che ora possiamo riprendere il tema per trattarlo in modo approfondito.

Tema sul quale vorrei intervenire più distesamente, dopo aver riletto, in particolare, un articolo di Boscarol sul suo sito usabile.it - che ora non ho sotto mano ma che indicherò appena possibile, un aiutino di Maurizio? - e che partiva proprio dalla definizione corrente di Discount Usability. 

Che ne dite, non dovremmo anche fare chiarezza sui termini?
Emilio 

Lucio Lamberti

Lucio Lamberti23/10/2013 - 17:52

Come sapete, mi piace provocare. E allora metto sul tavolo una definizione recente di qualità, che peraltro mi convince di più di quella basata sulla "conformità", sulla "precisione", ecc. "La qualità è la capacità di soddisfare". Come a dire che la qualità non è un attributo del "prodotto" (il sito, in questo caso), ma dell'interazione tra il prodotto e l'utente (un po' come diceva l'amico Di Nocera al workshop GLU parlando di usabilità). Allora accolgo con grande piacere questa iniziativa che spero sviluppi una sensibilità collettiva e pervasiva sul tema della qualità, magari anche in chiave di user satisfaction, non tanto come "adempimento", né come "misura di prestazione", ma come paradigma culturale del modo di lavorare sul sito.

Buon lavoro a tutti!

Alessandra Cornero

Alessandra Cornero31/10/2013 - 15:50 (aggiornato 31/10/2013 - 15:50)

Raccolgo la provocazione di Lucio e mi/vi chiedo:

a quante e quali qualità (troppe q?) ci riferiamo quando parliamo - in qualche modo riassumendole - di qualità dei siti web? Quando si parla di  qualità dell'interazione prodotto-utente chiamiamo in causa anche la qualità dei prodotti, quindi la qualità del prodotto sito, la qualità dei contenuti, quella dei servizi e dell'organizzazione dei contenuti.

Possiamo aggiungere  la qualità delle competenze informative e digitali dell'utente?

Pierluigi Feliciati

Pierluigi Feliciati23/10/2013 - 18:37

caro Lucio,

piove sul bagnato! E' da tanto che ho adottato con entusiasmo la definizione di ISO/IEC 9126-1:200, Software engineering, per cui la qualità dipende dalla "capacità di un prodotto software di consentire a determinati utenti di raggiungere determinati obiettivi con efficacia, efficienza (productivity), sicurezza e soddusfazione, in dterminati contesti d'uso".

C'è tutto: gli utenti (quali? tuttti per una PA, vedi accessibilità!), i contesti d'uso (vedi accessibilità) e i macro-criteri di efficacia, efficienza e sicurezza (verificabili attraverso studi di usabilità prima di tutto) e soddisfazione (facendo un passettino in più che interessi anche la qualità dei contenuti e dei metadati). 

Pierluigi Feliciati

Pierluigi Feliciati23/10/2013 - 15:35

Ottima idea anche secondo me, grazie!

La qualità di un prodotto costringe a porsi questioni diverse e in momenti diversi del suo ciclo di vita, inutile sottolinearlo ancora.

Poi, specie per un prodotto digitale e comunicativo come il web, e per un soggetto come una PA, l'attenzione alla qualità si fa ancora più stringente.

Quindi, al lavoro! 

Alessandra Cornero

Alessandra Cornero23/10/2013 - 17:31 (aggiornato 23/10/2013 - 17:31)

Grazie a te Pierluigi! A proposito di qualità del web, colgo l'occasione per...

Se non ricordo male, a suo tempo avevi sottolineato l'importanza di costruire supporti per le PA che volessero attivare studi sugli utenti. Parlavi di modelli di questionari o criteri per la costruzione di focus group o modelli di valutazione; e anche del lavoro che stavi facendo in questo ambito, a livello europeo, per le digital library.

Non so a che punto sia il progetto, ma potrebbe essere interessante saperne di più. Credo infatti che, se in in tutto o in parte trasferibili, strumenti del genere possano essere utili anche per le nostre pubbliche amministrazioni.

Potrebbe essere un punto di partenza per attivare una discussione (o rassegna) sugli strumenti creati o usati/trasferiti finora.

 

 

Alessandra Cornero

Alessandra Cornero17/10/2013 - 16:40 (aggiornato 17/10/2013 - 16:40)

Ti ringrazio. Questo è uno dei casi in cui bisogna cominciare da sè stessi, ma ci si prova...

Quanto ai temi da affrontare, sono molti. Cominciamo dall'usabilità?:-)

 

 

Emilio  Simonetti

Emilio Simonetti16/10/2013 - 16:50 (aggiornato 16/10/2013 - 16:50)

Ottima idea. Ottima presentazione. Ottima pagina web.  

Quindi, nome-espressione autologo ("Qualità web PA") che incomincia a includere se stesso, come pagina web, nella classe degli oggetti a cui il suo significato fa riferimento. 

E' un benvenuto e un impegno di lavoro comune.