La comunità Linea Amica Network diventa Comunicazione Pubblica

letto 4484 voltepubblicato il 11/11/2013 - 18:06 nel blog di Laura Manconi, in Comunicazione Pubblica

La comunità Linea Amica Network è nata nel 2009 come punto di riferimento per le amministrazioni aderenti alla rete del progetto Linea Amica. Uno spazio all’interno del quale informarsi e partecipare alle iniziative promosse dal progetto, discutere e confrontarsi sui temi della comunicazione pubblica e dei servizi al cittadino partendo dalla condivisione di standard comuni.

Nello scenario attuale, per effetto della evoluzione normativa in materia di trasparenza e integrità da un lato e della disponibilità di tecnologie e applicazioni del web sociale, è chiesto alla PA di innovare la gestione della filiera della comunicazione per supportare nuovi obblighi e compiti e parallelamente di aprirsi alla collaborazione e partecipazione, ripensando gli spazi della comunicazione e della relazione coi cittadini. I comunicatori pubblici sono quindi chiamati a svolgere nuove funzioni, adeguando le proprie competenze ad un ambiente in evoluzione costante.

Per andare incontro al cambiamento in atto, questo gruppo cambia nome, passando da Linea Amica Network a Comunicazione Pubblica. Il cambio di nome coincide con un nuovo obiettivo che questa stessa comunità si pone, cioè di dare modo a quanti operano nelle strutture di contatto con il cittadino (Uffici relazione con il pubblico, Uffici stampa, Sportelli informativi…) presidiano gli spazi della comunicazione pubblica su web o svolgono funzioni di coordinamento e pianificazione della strategia di comunicazione all’interno delle amministrazioni pubbliche di avviare un percorso strutturato di confronto, apprendimento e collaborazione a partire da una visione condivisa del proprio lavoro e degli scenari aperti per la comunicazione pubblica dal processo in atto.
 
Cosa cambia per questa comunità?

Non molto in realtà. L’idea alla base di questo gruppo resta la stessa di sempre: essere un luogo di incontro e discussione tra tutti gli attori della comunicazione pubblica intesa in senso ampio come comunicazione istituzionale, servizi di contatto con il cittadino, trasparenza e customer satisfaction.

Se non sei ancora iscritto, puoi farlo andando sulla home page della comunitàe cliccando sul tasto "Richiedi di partecipare" sotto il logo della comunità.

14 commenti

Maura Pernarcich

Maura Pernarcich23/11/2013 - 10:41 (aggiornato 23/11/2013 - 10:41)

Penso che una legge elaborata nel 1994 (quando internet era una cosa nota a pochi) e promulgata nel 2000 non può rispondere all'attuale scenario della comunicazione, soprattutto on line. La gestione della comunicazione pubblica su siti, social network e anche di intranet, per quanto riguarda la comunicazione interna, richiede competenze specifiche e risorse dedicate. Il tutto si intreccia ora con la trasparenza e gli open data. Ci vogliono dunque competenze comunicative, relazionali, ma anche un po' informatiche, quanto meno per iruscire ad avere un linguaggio condiviso con i tecnici informatici e per saper immaginare cosa si può tirare fuori dalle varie banche dati. Un mix tra social mangare/data manager/content manager (Francesca Sensini aveva fatto qualche anno fa una bella guida su questo). Quindi sono convinta che ci vuole anche un terzo pilastro nella comunicazione pubblica: oltre l'URP per le relazioni dirette con i cittadini, oltre all'Ufficio Stampa per le relazioni con i media anche l'Ufficio Comunicazione Web/Ionformatica/Digitale, scegliete voi. Ovviamente che collaborano e interagiscano strettamente, ma nessuno può fare tutto. E sono d'accordo con chi sostiene che in una nuova legge sulla comunicazione pubblica deve trovare posto anche la trasparenza e gli open data.

Gabriele Palamara

Gabriele Palamara04/12/2013 - 11:53

penso che una legge dedicata alle e sulla comunicazione possa essere utile mezzo di supporto e conferma verso quelle molteplici azioni istituzionali messe in atto negli ultimi anni....riconoscere la comunicazione pubblica e definire profili professioanli specifici con competenze professionistiche può solo confermare e far crescere le varie progettualità avviate nel sistema PA.....il tutto condito con una formazione costante di alto profilo che non si limiti ai soli mezzi tradizionali ma che veda i comunicatori publbico come delle risorse da dover e poter formare costantemente di pari passo all'innovazione del settore comunicazione

 

Laura  Agostini

Laura Agostini14/11/2013 - 16:56 (aggiornato 14/11/2013 - 16:56)

Comunicazione Pubblica! ....Giusto!

domenico pennone

domenico pennone14/11/2013 - 09:32

che non individui solo uffici ma competenze

che tenga conto dell'evoluzione dei social network

che riconosca i nuovi profili professionali

che provi a conciliare il tema della trasparenza con quello della comunicazione

che chiarisca che l'open data non è solo una questione tecnologica

che finalmente imponga sanzioni per chi ostacola o non ottemperi all'obbligo di comunicare con i cittadini

che consenta di riprendere e favorire la formazione del personale in materia

....

Rocco Palese

Rocco Palese14/11/2013 - 09:11

Gentilissime Colleghe e Colleghi, colgo l'occasione per evidenziare che pensare di lavorare per una nuova legge sulla comunicazione istituzionale è importante. Molti sono gli scogli da superare. Prima cosa fondamentale e importante è migliorare la comunicazione interna in ogni Istituzione Pubblica. Sono anni che mi batto per una migliore comunicazione interna ........purtroppo con risultati deludenti !!!

Livio Martinuzzi

Livio Martinuzzi14/11/2013 - 10:42

Una efficace comunicazione interna, oltre ad essere condizione per una efficace comunicazione esterna, genererebbe e libererebbe risorse. Quella del coinvolgimento dei dipendenti è una materia che, almeno nelle organizzazioni pubbliche, pare a dir poco sacrificata. Dunque un tema da tenere al centro in una riflessione su una eventuale nuova legge sulla comunicazione istituzionale. 

Sul tema, ho trovato molti validi spunti e collegamenti interessanti quest'anno al ForumPA. Ecco il link:

anna rita  fantacci

anna rita fantacci13/11/2013 - 20:14 (aggiornato 13/11/2013 - 20:14)

Ormai dopo 13 anni dalla legge 150/2000 siamo pronti a collaborare per una rivisitazione delle norme sulla comunicazione istituzionale. L'esperienza degli Uffici di Relazione con il Pubblico, le dinamiche relazionali di LineaAmica posssono ancor di più contribuire, efficacemente, a spindere verso tutti un cambio davvero necessario. Nonostante sia dal 1994 impegnata attivamente in questo campo e considerate le "delusioni" di irragionevoli processi decisionali che, oggi, sortiscono effetti devastanti, io ci credo ancora. Buona lavoro a tutti!!!

Anna Rita Fantacci- Responsabile Urp del MIUR

 

Livio Martinuzzi

Livio Martinuzzi13/11/2013 - 19:12 (aggiornato 13/11/2013 - 19:12)

Trovo corretta e sana questa evoluzione: comunicazione pubblica, è ciò di cui ci occupiamo.

Concentrarsi su una visione condivisa del nostro lavoro, a partire da termini, espressioni e concetti, è la cosa giusta da fare ora. E' utile, se non necessario, per trovare la consapevolezza necessaria per muoversi negli scenari in cui operiamo, oggi più che mai in evoluzione e fermento: tra social media, open data, innovazione, semplificazone, comunicazione interna, trasparenza (!) e - sempre più forte - necessità di riorganizzazione.

La consapevolezza è il punto di partenza, il punto di arrivo è l'efficacia del nostro lavoro. Per ottenerla occorre aggiungere - almeno questa è la mia esperienza - una buona dose di (auto)motivazione e di energia.

domenico pennone

domenico pennone13/11/2013 - 14:23

Qualcuno dovrebbe incominciare a pensare che è arrivato il momento di lavorare per una nuova legge sulla comunicazione istituzionale.

Mettere su un gruppo di lavoro non sarebbe male.

Io ho lavorato a quello che propose la 150/2000 e sono troppo vecchio, ma ci sono risorse e idee in giro. Se magari al formez...

Sergio Talamo

Sergio Talamo14/11/2013 - 10:18

Caro Domenico,

a parte che il solo fatto di cogliere con precisione questa necessità ti qualifica come "non vecchio", oggi la declinazione di comunicazione pubblica è secondo noi del Formez in un concetto: il servizio al cittadino, in termini di orientamento alla "citizen satisfaction", quindi di massima trasparenza nella comunicazione dei servizi, nella rilevazione del feedback e nella valutazione delle performance.

L'esperienza di Linea Amica, che dura dal 2009, ha dato contorni ben precisi a questa visione: "comunicare" come "ascoltare", "assistere" e "dare conto", e non più solo il polveroso binomio "comunicati e sportelli" della 150/2000.

Avviare un nuovo percorso legislativo sarebbe utile - la famosa "legge 151" di cui si dice dal day after della 150 - ma per ora ritengo sia ancora più urgente rendere "comunicative" (nel senso sopra indicato) le non ancora attuate norme sulla trasparenza.

Proprio ieri al Summit sul Digitale il Ministro D'Alia ha detto a chiare lettere che "la trasparenza deve essere gestita in rapporto con il cittadino e i suoi bisogni". Per questo a Palazzo Vidoni abbiamo attivato il "Tavolo sulla Trasparenza Comunicativa - Confronto e iniziativa sulla comunicazione come funzione pubblica garante della trasparenza delle PA".

Ti rimando il link dove sono contenute tutte le informazioni

e ti ringrazio di aver posto questo problema.

Sergio Talamo

Rosaria  Caltabiano

Rosaria Caltabiano14/11/2013 - 09:48

perchè una nuova legge? si fa una nuova legge quando quella esistenze non funziona . La legge 150 del 2000 funzionerebbe, eccome , se solo la si applicasse. Basta rileggerla con attenzione e si comprende quanto è attuale. Bisogna fare fronte comune per la sua reale e autentica applicazione ... a norma di legge!

 

Loredana  Gelli

Loredana Gelli16/11/2013 - 20:44 (aggiornato 16/11/2013 - 20:44)

Sono convinta anch'io che non ci vuole una nuova legge ma unire le forze per definire sul serio il percorso intrapreso dalla 150/2000. 

Ne approfitto per porre l'attenzione anche sui ruoli di gestione dei siti web. Nelle linee guida del 2010 era stata impostata una tabella proprio in questo senso ma nelle linee guida 2011 di ruoli coinvolti nella gestione e aggiornamento dei siti non se ne parla. Cosa significa? Sono sempre in vigore le indicazioni riportate sulle linee guida 2010? 

LINEE GUIDA SITI WEB PA - 2010

RUOLI COINVOLTI NELLO SVILUPPO E NELLA GESTIONE DEI SITI WEB DELLA PA 

Responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti sul sito 

Responsabile dell'accessibilità informatica 

Responsabile dei sistemi informativi 

Capo Ufficio stampa 

Responsabile Ufficio relazioni con il pubblico 

 

LINEE GUIDA SITI WEB PA - 2011

Giuseppe Vacca

Giuseppe Vacca12/11/2013 - 11:41 (aggiornato 12/11/2013 - 11:41)

Mi piace questo cambio di marcia, magari bisognerebbe partecipare un po di più..

Purtroppo tanto noi che l'utenza scontiamo anni di sfiducia nelle pubbliche amministrazioni che ci vedono così rincorrere i nostri obbiettivi.

Avanti tutta ! :-)

 

paola grassitelli

paola grassitelli13/11/2013 - 12:55

:-)