Workshop R-Innovare i servizi per il lavoro - Panel Social media: creare e gestire la presenza e i servizi sui social

letto 1563 voltepubblicato il 19/12/2013 - 15:14 nel blog di Emilio Giaccio, in Servizi innovativi per il lavoro

La discussione e il confronto sviluppatisi nel corso del tavolo tematico dedicato all’utilizzo dei social media nei CPI e nella Pubblica amministrazione hanno fatto emergere diversi spunti di riflessione, relativi ai tanti punti di forza ma anche alle debolezze.

Sicuramente l’utilizzo di social media come Facebook e Twitter, come hanno sottolineato gli addetti ai lavori, sta lentamente cambiando la percezione che i cittadini hanno del settore pubblico e della PA, in quando i social network, con il dialogo che permettono di instaurare con gli utenti, contribuiscono a ridurre le distanze tra l’istituzione e i cittadini, come evidenziato da Martino Campanella del CPI di Martina Franca.

Come sottolineato da Tommaso Dirino, dirigente del settore lavoro della Provincia di Pescara, e da Sante Perri, funzionario del CPI universitario della Provincia di Cosenza, il numero degli utenti che si rivolgono ai CPI, nell’era di Facebook, è diventato decisamente più alto rispetto al passato e, spesso, accade che i CPI presenti sui social network attraggano anche cittadini di zone limitrofe e non appartenenti territorialmente allo specifico CPI. L’utilizzo dei social media, infatti, comprime le categorie dello spazio e del tempo, travalicando sia le competenze territoriali dei vari sportelli e Centri, sia i tempi di lavoro, in quanto consente di dialogare potenzialmente 24 ore su 24 con l’utenza. Sicuramente, quindi, diffondere le notizie e pubblicizzare il CPI attraverso i social network offre la possibilità di raggiungere molti più utenti e facilitare il processo di intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro.

I social network si configurano come una strategia comunicativa fondamentale all’interno del mercato del lavoro, come sottolinea Pietro Ruggiero dell’EURES Molise; difficilmente, da un punto di vista organizzativo e di efficacia, se ne può ormai fare a meno.

Il dibattito è ancora aperto e sono molte le riflessioni e le criticità nell’utilizzo di uno strumento comunicativo di così forte impatto e al quale le istituzioni si stanno piano piano avvicinando.Restano comunque ancora molti punti sui quali discutere, come ad esempio quello dell’importanza o meno di condividere una strategia e un metodo trasversale che regoli la presenza delle istituzioni sui social network, il discorso sulla privacy, l’impegno degli operatori nella gestione delle pagine web, etc.. Ciò che è indubbio, comunque, è che tali media sono divenuti parte integrante dell'esperienza quotidiana dell'istituzione nel suo rapporto con il cittadino.