Mobilità 2.0 nelle PA

letto 6190 voltepubblicato il 04/01/2014 - 18:51 nel blog di Davide D'Amico

E' opinione diffusa che i dipendenti pubblici siano troppi, basta girare un pò per social network per rendersene conto. In realtà non è così. Con i diversi blocchi del turn over, i dipendenti pubblici stanno diminuendo notevolmente nel corso degli ultimi anni e le PA si stanno svuotando. Piuttosto è vero che vi è spesso una distribuzione non proprio efficiente. In pratica vi sono amministrazioni dove servirebbe meno personale di quello in servizio e altre in cui scarseggia abbondantemente. Per far fronte a questo problema, soprattutto in un momento di crisi, in cui non si potrà ancora assumere per diversi anni..., occorre ingegnarsi e trovare strumenti che consentano di creare efficienza anche nella distribuzione del personale nelle diverse amministrazioni pubbliche. E allora ci vengono in mente istituti,come quello della mobilità, che potrebbero non dico risolvere, ma ridurre sicuramente una serie di problemi. Da ingegnere, non voglio entrare nei dettagli giuridici che regolano l'istituto della attuale mobilità nelle PA, ma vorrei  fornire degli spunti e magari un insieme di strumenti che, se analizzati e ben combinati, potrebbero condurre ad un'efficace ed effettiva implementazione di questo istituto, distribuendo meglio il personale, secondo i bisogni reali delle PA con il fine di  migliorare i servizi verso i cittadini. Proviamo allora a ragionare insieme pensando a quali sono le principali difficoltà che le amministrazioni hanno per attuare la mobilità. Sicuramente tra i tanti problemi, lato personale, troviamo spesso quello relativo allo spostamento della famiglia,del cambio casa, della scuola dei figli, del lavoro del coniuge etc.. etc..., problemi che spesso rappresentano un vincolo forte, ad elevato impatto sociale, alle scelte politiche di attuare massivamente tale istituto... Quale potrebbe allora essere la soluzione? Si potrebbe pensare di combinare l'istituto della mobilità con l'istituto del telelavoro. Mi spiego meglio. Mobilità garantendo di rimanere nella città in cui si vive grazie all'istituto del telelavoro. In questo modo, lo spostamento del dipendente avverrebbe solo rispetto all'amministrazione e non rispetto alla città di residenza(in quanto si potrebbe continuare a lavorare da casa...).Ciò consentirebbe anche di reingegnerizzare alcuni dei processi nelle PA di destinazione, in modo tale da cogliere i benefici dell'utilizzo delle tecnologie per il telelavoro, quali ad esempio il protocollo informatico, il fascicolo digitale, la posta elettronica certificata , etc. etc... E' solo un'idea, ma che ne pensate? potrebbe essere una piccola soluzione soprattutto in quei settori dove la gestione delle pratiche, dei fascicoli e dei procedimenti rappresentano il business primario rispetto ai servizi erogati?

8 commenti

Sergio Agostinelli

Sergio Agostinelli05/09/2014 - 10:07

Nel Decreto in sulla Riorganizzazione della PA, nell' Articolo 11 (Promozione della conciliazione dei tempi di vita e lavoro nelle amministrazioni pubbliche) si parla di "smart working" e "co-working" :

Riguardo alle misure organizzative relative all'orario di lavoro, il comma 1 fa specifico riferimento al lavoro ripartito, orizzontale o verticale, tra dipendenti - istituto (noto anche come job sharing) nel quale due lavoratori assumono in solido l'adempimento di un'unica obbligazione lavorativa13 -. Inoltre, si prevedono la definizione di obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro, anche nella forma del telelavoro misto (o smart working), e la sperimentazione di  forme di co-working (termine con cui si fa riferimento alla condivisione di un ambiente di lavoro da parte di lavoratori dipendenti da diversi datori di lavoro o anche parasubordinati ed autonomi o imprenditori)

Fonte:  n° 162 

Sergio Agostinelli

Sergio Agostinelli25/06/2014 - 16:01 (aggiornato 25/06/2014 - 16:01)

Nel Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari. (GU Serie Generale n.144 del 24-6-2014) è previsto un portale per l'incontro domanda/offerta di mobilità.

Art. 4 (Mobilita' obbligatoria e volontaria)

……… “Per  agevolare le procedure di mobilità la Presidenza del Consiglio dei Ministri  - Dipartimento  della   funzione   pubblica   istituisce   un  portale finalizzato all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilità”… 

Sergio Agostinelli

Sergio Agostinelli04/06/2014 - 16:49 (aggiornato 04/06/2014 - 16:49)

Tra i 44 punti proposti per la riforma della Pa dal governo c'è anche il punto 2 "modifica dell'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria".

E' uno dei punti  che ha registrato maggiore interesse  (terzo posto) da parte dei cittadini che hanno partecipato alla consultazione appena terminata.

Qui riporto le conclusioni pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio  

"Si tratta di uno degli argomenti maggiormente affrontati dai cittadini che hanno partecipato alla consultazione. Nello specifico, al fine di migliorare l'applicazione dell'istituto, viene segnalata l'esigenza di: eliminare il nulla osta dell'amministrazione di appartenenza; adottare la tabella di equiparazione tra amministrazioni; ridurre la discrezionalità delle amministrazioni nella concessione del nulla osta; tenere conto delle esigenze di chi ha bambini, anziani e disabili a carico. Diversi contributi suggeriscono di utilizzare l'istituto della mobilità quale alternativa "definitiva" alle situazioni di reiterati e pluriennali distacchi e comandi presso altre amministrazioni. Per dare impulso all'istituto della mobilità viene proposto di collegarla allo sviluppo professionale e di carriera. Necessario presupposto sarebbe la revisione dei CCNL, affinché prevedano una maggiore omogeneità nei profili professionali e nelle relative retribuzioni. Viene inoltre proposto un sistema informativo centralizzato che gestisca le domande di mobilità di tutti i dipendenti pubblici."

E' un buon punto di partenza per approfondire il tema della Mobilità 2.0 e dei servizi necessari per ripensare il senso e la qualità del lavoro pubblico per una reale riforma della Pa.

 

Davide D'Amico

Davide D'Amico14/01/2014 - 08:23

Concordo con te. Ho visto proprio pochi giorni dopo la messa on-line del breve post, un articolo postato via twitter su questa proposta.Occorre renderla piu' ricca di contenuti anche se mi piace il fatto che qualcuno ci stia pensando.

Oltretutto ho visto che ci sono città pioniere in questo come Torino e Milano. Il che significa che il tema è molto sentito soprattutto dove si conoscono anche altri tipi di problemi come quello della mobilità nella città.

grazie  Sergio !

 

Sergio Agostinelli

Sergio Agostinelli30/01/2014 - 11:06

Ho letto con piacere dell'iniziativa "". C'è sempre un inizio per importanti cambiamenti.

"La Giornata del lavoro agile sarà realizzata a Milano e nell’hinterland il 6 febbraio 2014.
Possono aderire alla Giornata del lavoro agile le aziende private, gli enti pubblici e gli studi professionali.

L’adesione all’iniziativa è rivolta a:
• aziende, enti e liberi professionisti che desiderano far sperimentare ai propri lavoratori modalità di “lavoro agile"
• aziende, enti e liberi professionisti che già hanno attivi accordi e forme di “lavoro agile""

Sembra che cose vadano avanti anche in Parlamento  .

Sergio Agostinelli

Sergio Agostinelli10/01/2014 - 22:31

La combinazione tra un servizio evoluto di ottimizzazione tra domanda e offertà di mobilità nella pubblica amministrazione e riforma delle modalità del lavoro è un tema attualissimo e che interessa molti.

Per quanto riguarda il "lavoro agile" ci si sta pensando con una  . 

Servirebbe qualcosa di serio e moderno sui servizi evoluti on line per la mobilità nel pubblico impiego.

Qualcosa tipo la soluzione realizzata da  sito dedicato a chi lavora nel mondo della scuola. 

Già Laura Manconi cercava di concentrare l'attenzione sulla mobilità e l'interscambio nella PA con un  nel 2009.

Il tema è da riprendere, magari sarà facilitato dalle nuove sensibilità di  .

 

 

Matteo Baggio

Matteo Baggio09/01/2014 - 12:05 (aggiornato 09/01/2014 - 12:05)

Ciao Davide,

è interessante lo spunto che offri sul telelavoro applicato alla mobilità di appartenenza e non di luogo.

Ho provato ad immaginare nella realtà questo come si potrebbe realizzare; da ingegneri penso che abbiamo la stessa tendenza a proiettare l'idea nella realtà quotidiana e capire come potrebbe funzionare.

Lavoro per alcune PAL che hanno sistemi organizzativi ed informativi piuttosto evoluti, che fanno ampio e diffuso uso di sistemi di gestione documentale, di workflow con firma digitale, di PEC e di tutto quanto può aprire la strada ad un uso strutturato e proficuo del telelavoro. Tuttavia anche in queste situazioni di buona pratica, se non addirittura di eccellenza, la messa in servizio di sistemi di telelavoro non è affatto semplice per ragioni sia di natura economica che sociale ed organizzativa.

Nelle PAL che frequento il blocco degli investimenti degli ultimi anni ha significativamente rallentato la messa in servizio di nuovi strumenti, tra cui anche il telelavoro. Permane una sottile diffidenza da parte di Dirigenti e/o Amministratori verso lavoratori che non si vedono fisicamente nella sede dell'Ente per quanto vi siano numerosi e completi indicatori di performance che tracciano il lavoro sui sistemi. Infine è innegabile che, soprattutto nella fase di inserimento in un nuovo luogo di lavoro, è necessario il confronto continuo ed il contatto coi colleghi sia per istruirsi su pratiche ed usi della PA di destinazione che per creare spirito di appartenenza.

In conclusione credo che non dobbiamo rinunciare alle idee e a cercare soluzioni con le risorse a disposizione, ma in queste caso sono piuttosto dubbioso sulla reale fattibilità della cosa.

Un saluto e buona giornata!

Matteo

Davide D'Amico

Davide D'Amico14/01/2014 - 08:46 (aggiornato 14/01/2014 - 08:46)

Ti vedo un po scettico sulla cosa. Però vedi, si potrebbe fare una sperimentazione su alcuni procedimenti e flussi standard. Se la procedura è ben definita, guidata ed informatizzata, è difficile, anche da parte di chi la usa commettere errori ed è anche quasi inutile il passaggio di consegne nel turn over.... Il problema come al solito.. e ripartiamo sempre da lì.. è che bisogna finalmente approcciare una reingegnerizzazione dei processi amministrativi avendo ben chiaro che è una attività di emdio lungo termine nella quale investire.