Risparmi dall'elezione indiretta nelle Province e Città metropolitane

letto 688 voltepubblicato il 01/05/2014 - 13:16 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Il mancato svolgimento di elezioni nelle Province e nelle Città metropolitane genera un risparmio per gli enti che è compensato con un contributo che gli stessi devono versare alla finanza pubblica. Per l'attuazione di questa misura, l'art. 19 del Dl 66/2014 prevede l'adozione di un decreto da parte del Ministro dell'Interno sentito quello dell'Economia al fine di individuare le modalità di riparto per il trasferimento di risorse.

Vi è un ulteriore risparmio sui costi della politica generato dall'introduzione dell'elezione indiretta del Presidente della Provincia e del Sindaco delle Città metropolitane, nonchè del consiglio o della conferenza per le Città metropolitane. Si ricorda, infatti, che la legge 56/2014 ha abolito la giunta, prevedendo la possibilità da parte del vertice politico di conferire deleghe ai consiglieri.

Gli organi di governo degli enti intermedi dovranno essere eletti dai Sindaci e dai Consiglieri, senza oneri aggiuntivi (resta però la possibilità per gli Statuti delle Città metropolitane di introdurre l'elezione diretta). I risparmi generati dall'elezione indiretta sono quantificati dalla legge stessa: pari a 100 milioni per il 2014; a 60 milioni per il 2015; e a 69 milioni dal 2016.

Le modalità di riparto tra gli enti saranno individuate in futuro da un decreto del Ministro dell'Interno.

Invece, nel decreto del Presidente del Consiglio che deve essere emanato entro 90 gg successivi all'entrata in vigore della legge 56/2014, saranno specificate le risorse necessarie per il funzionamento di suddetti enti e le modalità di recupero delle somme. Appare chiaro che i risparmi si determinano per ciascuna amministrazione soltanto nell'anno del mancato svolgimento delle elezioni.