Primi risultati della spending review in Campania

letto 840 voltepubblicato il 11/05/2014 - 13:44 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Sono stati resi noti dall'Assessore all'Assistenza Sociale, Demanio e Patrimonio della regione Campania i primi risultati conseguiti dall'amministrazione in tema di spending review fin dal 2010, con l'approvazione del Piano di risparmio per razionalizzare i costi della Regione. Importanti i risultati fino ad oggi conseguiti, anche se le spese sono ancora elevate e sucettibili di ulteriori futuri interventi di riduzione e razionalizzazione dei costi.

A seguito della dismissione di uffici regionali nelle cinque province sono stati ottenuti significativi risparmi: 50mila euro nel 2010, 440mila euro nel 2011, 270mila euro nel 2012, 672mila euro nel 2013. Un totale di oltre un miliardo e mezzo nel quadriennio.

A questa cifra occorre aggiungere anche le somme derivanti dalla rinuncia dell'iva confermata dai proprietari dalla fine del 2012, pari a circa 2 miliardi di euro.

Dal mese di luglio 2014, poi, saranno ridotti del 15% i fitti passivi. In sintesi, tra scadenza dei contratti, iva, e riduzione dei canoni, si stima un risparmio complessivo di circa 5,5 miliardi di euro.

Poi, a luglio 2015, alla scadenza dei contratti di affitto relativi, gli uffici oggi ubicati presso il Centro Direzionale saranno trasferiti presso la sede ex Ciapi di Caserta, generando un ulteriore risparmio pari a circa 1 miliardo e 100 milioni di euro.

L'amministrazione, in ottemperanza alle norme sulla speding review, procederà con la rinegoziazione dei contratti in essere, con la dismissione delle sedi periferiche o scarsamente utilizzate, con interventi di razionalizzazione degli spazi adibiti ad uso ufficio, con la riqualificazione e il recupero degli immobili di proprietà della Regione.

Infatti, è stato eseguito e completato il censimento del patrimonio disponibile ed è stata modificata la normativa di riferimento, in maniera da poter partire in tempi brevi con le procedure di vendita.

 

1 commento

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino21/05/2014 - 16:41

Volevo segnalare che questi interventi dell'amministrazione regionale si sviluppano all'interno di un percorso di razionalizzazione dell'organico dell'intero settore pubblico in Campania che è partito ormai da diversi anni.

E' quanto emerge dalla rilevazione censuaria in Campania realizzata dall’Istat, in collaborazione con Unioncamere nazionale. Una sintesi dei principali risultati del 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit è stata presentata il 20 maggio u.s.

Le rilevazioni sulle imprese e quella sulle istituzioni non profit sono state realizzate alle Camere di Commercio. Il censimento delle Istituzioni pubbliche è stato gestito dagli Uffici territoriali dell’Istat.  I dati sono disponibili in I.stat, il datawarehouse dell’Istat, al tema “Censimento industria, istituzioni pubbliche e non profit 2011”. Al datawarehouse si accede dalla home page di o dal sito dedicato

Per quanto riguarda il settore della pubblica amministrazione emerge che c'è stato un netto calo del numero di dipendenti: al 31 dicmebre 2011 sonoquasi 258mila, 63mila unità in meno rispetto al 2001, con una flessione percentuale pari al 19,9%.

La Regione è l'ente che ha registrato la contrazione numerica degli addetti più forte, con un calo pari al 24,4% mentre per i Comuni la flessione è pari al 18,7% circa.

Le Province, invece, registrano una diminuzione di personale del 2,6%, mentre per quanto riguarda le Camere di Commercio, Ordini e Collegi professionali, Università ed enti di ricerca, la contrazione è del 19,3% in totale.

Anche nel settore delle istituzioni pubbliche, infine, si registra una diminuzione sensibile: in Campania al 31 dicembre 2011 ne risultano 767, con una flessione pari al 14,5% circa nell'ultimo decennio. Il dato è giustificato anche dai numerosi interventi legislativi che si sono succeduti nel tempo, e che hanno indotto alla trasformazione di molti enti da soggetti di diritto pubblico in soggetti di diritto privato.