Indicazioni di spending review per la sanità in Regione Toscana

letto 2287 voltepubblicato il 23/05/2014 - 13:12 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Nel settore sanitario la spending review può essere promossa anche attraverso la riduzione delle stampanti, l'abolizione del fax, l'uso della ricetta elettronica, e perfino optando per un carattere tipografico piuttosto che di un altro. E' il senso della Delibera n.362 del 05-05-2014 "Approvazione di indirizzi sulla gestione del processo di stampa delle Aziende ed enti del Servizio sanitario regionale" approvata dalla Giunta della Regione Toscana, che contiene le linee guida alle aziende sanitarie sulla gestione del processo di stampa e di dematerializzazione. Una serie di regole e comportamenti finalizzati a ridurre il più possibile l'uso della carta, privilegiando sempre e comunque la comunicazione per via elettronica.

Le indicazioni devono obbligatoriamente essere attuate entro 6 mesi dall'approvazione della delibera, e riguardano la progressiva dismissione delle stampanti individuali nei settori amministrativi e il passaggio a stampanti multifunzione, nonchè la totale esclusione del fax. Le comunicazioni fra aziende e sanitarie e PP.AA. dovranno avvenire soltanto mediante email o via pec, e anche la corrispondenza interna all'azienda, dovrà avvenire solo tramite posta elettronica, senza carteceo.

Per quanto riguarda le linee di indirizzo, sono espressamente consigliati: la e-prescription, ossia la ricetta elettronica, che porterà progressivamente alla smaterializzazione della ricetta medica; l'utilizzo della protocollazione dovrà avvenire solo in casi strettamente necessari; tutti i documenti dovranno essere stampati solo se è indispensabile e la stampa dovrà essere in formato fronte-retro; la stampa a colori dovrà essere limitata ai soli casi di necessità in ambito diagnostico e sanitario; dovrà essere favorita la diffusione dei documenti a firma digitale; infine è fortemente consigliato l'uso del font Garamond, un carattere tipografico che recenti studi hanno indicato come il più economico in termini di consumo di inchiostro e toner, per via dei caratteri più sottili.

Il piano di spending review sanitario comincia  anche dalla riduzione del consumo della carta, che sarà utilizzata solo in casi indispensabili, ma che lascerà spazio sempre di più al digitale.

Per approfondimenti, consulta la delibera e le linee di indirizzo:

 

3 commenti

federico del freo

federico del freo24/05/2014 - 10:50

suggerire un font di stampa in funzione di una ricerca americana, e applicabile all'inglese, senza aver fatto la medesima sperimentazione nella nostra lingua potrebbe portare a soluzioni addirittura più dispendiose. 

Perchè non suggerire invece di riflettere sul fatto che un toner (cartuccia, toner e... spesso anche tamburo) vengono cambiati quando finisce l'inchiostro ? e che tutto il dispositivo costi anche 10 volte il costo dell'inchiostro ? ricaricare da soli le cartucce del toner, o comprare toner ricaricati fa risparmiare fino al 90° . potrebbe essere molto più interessante, non credi ? 

Rita Pastore

Rita Pastore25/05/2014 - 13:14

Ciao Federico, innanzitutto grazie del tuo contributo. Il caso a cui si riferiva Lucia, quello dello studente americano di 14 anni Suvir Mirchandani che ha confrontato quattro tipi di font: il Times New Roman, il Garamond, il Century Gothic e il Comic Sans, è sicuramente interessante, anche se vi sono opinioni discordanti sui risultati.

John Brownlee e Thomas Phinney hanno provato a spiegare i motivi secondo cui a conti fatti i risultati ottenuti dallo studente americano sul risparmio economico per la pubblica amministrazione americana non siano così rilevanti. In primo luogo si osserva come il font Garamond a parità di dimensioni non usi meno inchiostro rispetto agli altri font confrontati dallo studente. Infatti Garamond è circa il 15% più piccolo rispetto la media degli altri tre font, per questo motivo sembrerebbe utilizzare meno inchiostro. Un allineamento alle dimensioni del font Garamond di tutti e tre gli altri caratteri, a quanto sembra, comporterebbe un risparmio simile a quello stimato dallo studente. Però va tenuto conto del fatto che la riduzione delle dimensioni comporti problemi nella lettura del testo.

Inoltre si osserva come gli uffici della pubblica amministrazione attraverso accordi con società esterne paghino per pagina stampata e non per l’inchiostro usato; tra l’altro, alcuni uffici sono provvisti di stampati laser che utilizzano toner più economici.

Dunque, al di là degli entusiasmi che hanno accompagnato l’idea del giovane studete, in sostanza un cambiamento di font sui documenti governativi non sembrerebbe raggiungere il risparmio stimato nello studio.

Ad ogni modo, se ho inteso bene il post di Lucia, non intendeva suggerire di  importare acriticamente questa prassi bensì proporre l'avvio di una speriementazione anche qui in Italia, e poi valutare i risultati.

Personalmente ritengo che, per quanto riguarda il contesto italiano e la sua pubblica amministrazione, se si vuole operare un cambiamento concreto, che riguardi l’economia ma anche l’ambiente, la digitalizzazione della PA è forse il necessario traguardo da raggiungere.

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino23/05/2014 - 15:20

Mi sembra una buona idea quella della modifica dei font di stampa. E' possibile rispamiare milioni di euro ogni anno a livello di settore pubblico cambiando il font dei documenti: se per i processi di stampa si usa il Garamon al posto del Times New Roman è possibile rispamiare il 24% delle spese di inchiostro. La Dorseyville Middle School di Pittsburgh ha effettuato la sua ricerca applicando un rigoroso metodo scientifico: concentrandosi sulle lettere più usate in inglese (e, t, a, o, r) ha comparato 4 font (Times New Roman, Garamond, Century Gothic, Comic Sans) con APFill® Ink Coverage Software, calcolando il relativo consumo di inchiostro. Risultato, il Garamond è il carattere di più economico: -24% di consumo d’inchiostro rispetto al Times New Roman. Per risparmiare sul toner basta dunque cambiare font. Caratteri come Times New Roman o Century Gothic, quando stampati richiedono una grossa quantità di inchiostro, mentre un Garamond ne consuma molto meno. Già questa sembra una buona prassi, si tratta solo di applicare e replicare.

Lo studio ha calcolato che l’amministrazione USA, che annualmente spende circa 467 milioni di dollari in inchiostro, potrebbe risparmiarne 135. E se tutti gli Stati dell’Unione optassero per il font “light” questa misura di spending review produrrebbe 370 milioni di dollari di minori costi.  Dunque, qualsiasi PP.AA. italiana potrebbe facilmente controllare quanto  spende all’anno in inchiostro per stampanti, cambiare il font e calcolare il risparmio.