L'esperienza di spending review del Comune di Ferrara

letto 814 voltepubblicato il 01/06/2014 - 13:09 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Fin dal 2009 l'Amministrazione di Ferrara si è impegnata in un intenso programma di revisione della spesa e lotta agli sperchi: il Comune di Ferrara era il capoluogo più indebitato dell’Emilia Romagna, con uno stock di debito pari a 167,4 milioni di euro. In cinque anni è stato ridotto a 118,7 milioni, per una riduzione pari al 29% in termini nominali e superiore al 40% in termini reali; generando un concreto risparmio di spesa corrente. Nel 2008 il servizio del debito (che negli enti locali, a differenza dello Stato, non è solo la quota interessi ma anche il rimborso della quota capitale) pesava sulla spesa corrente per circa 17,9 milioni di euro; nel 2014 invece solo per 11,2 milioni di euro, riducendo del 37,1% la parte di spesa corrente destinata a servire e ripagare il debito e liberando risorse.

Per ridurre velocemente lo stock del debito finanziario del Comune, invece di smettere di fare investimenti, l'Amministrazione ha scelto un’altra strada: preservare un livello adeguato di investimenti pubblici, per stimolare la domanda aggregata (sebbene a un livello inferiore a quello che aveva portato all’accumulazione di un forte debito), cambiando però la fonte di finanziamento. Non più emissione di debito, ma dismissioni patrimoniali.

Dal 2009 al 2014 la spesa corrente discrezionale del Comune di Ferrara (esclusi cioè i fondi vincolati provenienti da Regione, Stato o Unione Europea) si è ridotta in termini reali del 22,85%. In termini nominali il valore è di circa di 12,5 milioni di euro, anch’essi destinati in gran parte al consolidamento dei conti pubblici dello Stato.

Questo risultato notevole è stato conseguito da una forte volontà politica e attraverso il dialogo con la cittadinanza: le associazioni di volontariato che occupavano immobili comunali di pregio si sono convinte ad accettare e condividere sedi più piccole e funzionali, in modo da permettere l’alienazione di quegli immobili. L'Assessorato a Cultura e Turismo è stato spostato da un palazzo signorile del centro di Ferrara ad uno più piccolo fuori dalle Mura Estensi, per consentire la vendita di quell’immobile. L'Assessore al Patrimonio e ai Lavori Pubblic ha internalizzasse il nuovo corso dell’amministrazione, sapendo che ogni euro di investimenti aggiuntivi doveva essere finanziato da un euro di alienazioni patrimoniali, creando così anche i giusti incentivi interni all’attività di governo.
L'Assessore al Bilancio ha riclassificato tutta la spesa comunale in welfare e scuola, in maniera chiara e trasparente, riuscendo a individuare sacche di inefficienza e successivamente a tagliare milioni di euro senza compromettere i servizi ma addirittura aumentandoli (da settembre 2014 è prevista l'apertura di un asilo nido nuovo e circa 140 posti di edilizia popolare in più).  
Sono stati dimezzati i contributi alle associazioni sportive, sociali e culturali, accompagnandole in un percorso volto a farle crescere con risorse proprie; sono state utilizzare maggiormente e meglio le opportunità concesse dai fondi europei per la tutela ambientale; sono state incentivate le attività economiche con meno burocrazia e non necessariamente con più contributi a fondo perduto.
Sono stati completati tutti i percorsi di approvazione dei nuovi strumenti urbanistici in tempi rapidi, sfruttando appieno le proprie risorse interne ed avendo a disposizione un budget complessivo di circa 60 mila euro.

I risparmi così ottenuti hanno dovuto principalmente essere destinati allo Stato centrale sotto forma di ripiano dei consistenti tagli ai trasferimenti effettuati in questi anni. Ma non solo. Nel bilancio 2014 approvato nel dicembre 2013, è stata ridotta del 17% l’addizionale comunale sull’Irpef ed è stata azzerata la TASI sugli immobili diversi dall’abitazione principale. A Ferrara inoltre – unico capoluogo in Emilia Romagna – non si paga la cosiddetta mini-IMU. Negli anni scorsi, inoltre, sono state gratuite le pratiche amministrative (Dichiarazione Inizio Attività e Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per le imprese, e era prevista l’aliquota IMU al minimo per qualsiasi attività produttiva che costruisse a Ferrara o rilevasse un’impresa fallita (provvediemnto poi vietato dal Governo).

Sono stete dismesse alcune società comunali non più consone alla missione istituzionale di un Comune (es. il consorzio ParcAgri, la Locazione Case Srl) o che possono anche essere svolti da soggetti privati sotto la regolazione pubblica (es. il Consorzio Provinciale di Formazione Professionale, e la società per la Derattizzazione e la Disinfestazione). E' stata venduta l’intera quota azionaria della multi-utility Hera Spa. Le rimanenti società (parcheggi, cimiteri, verde pubblico, reti idriche, farmacie comunali e onoranze funebri) sono state raggruppate in un’unica Holding, con amministratore unico. Tutti gli altri organi amministrativi delle società sono stati azzerati. Questo non solo ha consentito un significativo risparmio di indennità, ma ha anche consentito un accentramento del controllo e una diminuzione di costi delle società stesse, quali il dimezzamento dei dirigenti e procedure comuni di gestione della liquidità e di controllo di gestione.