Anticorruzione: rivitalizzare l'Autorità con mission più chiara e nuove regole

letto 2821 voltepubblicato il 05/06/2014 - 18:28 nel blog di Patrizia Schifano, in Integrità

Nell'articolo pubblicato il 27/05/14 da "Guida agli Enti Locali" del sole 24 Ore on line, sono riportate le istanze di Raffaele Cantone, neo presidente dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione).

Rivitalizzare l'Autorità nazionale anticorruzione «dal punto di vista normativo e con una mission più chiara»; responsabilizzare la Pa, con funzioni di prevenzione e puntare sulla trasparenza visto che «il vero modo di arginare la corruzione è rendere il più possibile meno segreti i rapporti nella pubblica amministrazione». Sono le istanze di Raffaele Cantone, neo presidente dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) che, a un mese dal suo insediamento è in attesa che vengano nominati gli altri membri, sottolinea in particolare la necessità di cambiare le regole per l'Oiv, Organismo italiano di valutazione.
Cantone, intervenendo al Forum della Pa, ricorda che attualmente gli Enti locali possono scegliere se nominare gli Oiv, e in questo caso c'è il parere dell'Autorità anticorruzione, oppure nominare i nuclei di valutazione: «nei 15 Comuni più grandi solo uno, Roma, ha nominato gli Oiv, gli altri hanno optato per i nuclei di valutazione». Cantone denuncia inoltre che in alcuni casi vengono pagati 5mila euro, in altri 60mila; in alcuni casi Enti piccolissimi si dotano di Oiv collegiali, in altri enti più grandi di Oiv monocratici: «le norme sono fatte in modo poco chiaro, sono diventati strumenti di prebende politiche. L'obiettivo è provare a rifare il regolamento degli Oiv evidenziando al ministero competente questa stranezza: o ci date la possibilità di esprimerci su tutto (Oiv e nuclei di valutazione) o ce la togliete per tutto».
L'autorità Anticorruzione, ha ricordato Cantone, deriva dalla Civit, di cui resta il tessuto legislativo, «mai abrogato». Ad esempio, spiega il magistrato, «non ha senso oggi che ci sia la sezione Integrità e trasparenza» visto che questi sono proprio gli obiettivi che l'autorità tutta intende raggiungere. L'Anac «è un organismo che va rivitalizzato oltre che dal punto di vista normativo, deve avere una mission più chiara: deve aumentare le funzioni ispettive e di vigilanza, anche se non dobbiamo trasformaci in autorità giudiziaria. Bisogna verificare che le norme della legge anti corruzione vengano vivisicate». Secondo Cantone occorre responsabilizzare la Pa «tenuta a svolgere funzioni di prevenzione, individuando un responsabile anti corruzione che dovrebbe essere il nostro interfaccia». Inoltre c'è «necessità di trasparenza. Sono convinto che il vero modo di arginare la corruzione é rendere il più possibile meno segreti i rapporti nella Pa». Tuttavia, sottolinea Cantone, «non sono un illuso: è molto più facile fare prevenzioni sulle infiltrazioni mafiose che sulle attività corruttive. Con investigatori bravi nel primo caso si individua a chi fa riferimento un soggetto. Meccanismi che non funzionano spesso per la corruzione».