Formazione e condivisione della cultura olivettiana

letto 764 voltepubblicato il 07/06/2014 - 15:09 nel blog di Rosangela Muscetta

La seconda edizione del Festival di cultura Olivettiana, promosso dall'Istituto Adriano Olivetti in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti, si è tenuto lo scorso  6 e 7 giugno con il tema centrale dal titolo "l'investimento sulla formazione è l'opportunità per uscire dalla crisi".

Cultura e formazione, dunque,  a sottolineare l’importanza della formazione che accompagna l’individuo durante il suo cammino anche lavorativo. L’investimento sulla formazione è l’opportunità per uscire dalla crisi. Il modello olivettiano ci offre lo spunto per ripensare l’impresa e al motivo per cui esistono le aziende: creare valore per la società nel suo complesso. Come ci ha insegnato Adriano Olivetti “Abbiamo portato in tutti i paesi della comunità le nostre armi segrete. I libri, le scuole di formazione, i corsi culturali, l’assistenza tecnica nel campo della agricoltura. In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura qui ha molto valore”.

Il Festival di cultura olivettiana ha quindi l’obiettivo di diffondere i valori e i principi di un grande uomo, di creare una comunità sociale all’interno del pensiero di Olivetti. Il Festival è un’esperienza partecipativa ed interattiva, è un evento unico e appassionante dove tutti hanno l’opportunità di conversare con persone che condividono gli stessi principi e se ne fanno promotori.

E in occasione dell’evento il presidente dell’Istituto Adriano Olivetti –ISTAO, Andrea Merloni tira le somme dell'attività del triennio: aumento dell'offerta formativa, +53% di studenti e nuove collaborazioni con le università italiane e internazionali.  Rilancio della Ricerca Applicata e grande attenzione alla formazione per le aziende sia "On Demand" che "Intercompany". Tutto ciò rende più flessibile il modello della Business School. Infatti, nell'ultimo triennio di attività la business school internazionale ha visto aumentare la proposta formativa per i neolaureati portando i master da tre a sette: il tradizionale Master in Business Management Accreditato ASFOR, Master in Human Resources Management, Accreditato AIDP, Master in International Management, Master in Tourism Management, Master in Account Management and HR Services, Master in Sales & Marketing e Master in Industrial Operations Management.

Con l'ampliamento dell'offerta è aumentato il numero dei candidati e degli allievi. Nell'ultimo triennio gli studenti sono cresciuti del 53% con flussi importanti da fuori regione (+10%) e dall'estero (+20%), principalmente dall'Est Europa e dal Nord Africa. L'Istao fu ideato e fondato nel 1967, da Giorgio Fuà, grazie all'impulso della Fondazione Olivetti, del Social Science Research Council, del CNR e con il sostegno della Banca d'Italia. Da sempre l'Istituto si dedica alla preparazione di giovani imprenditori e manager attraverso corsi di alta formazione, studi e ricerche, seminari e convegni. L'Istituto conta sul contributo di 2000 allievi, 1500 aziende e 1600 tra docenti e testimoni. L'attuale Comitato di presidenza è composto da Andrea Merloni (presidente), Gian Luca Gregori e Valeriano Balloni (vice presidente), Sabino Cassese, Adolfo Guzzini e Paolo Pettenati (presidenti onorari).

Ad aprire il primo dei convegni del Festival di Cultura Olivettiana è stato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini e, nel seminario conclusivo di venerdì, Laura Olivetti, figlia del grande imprenditore di Ivrea nonché presidente della Fondazione.

 

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