Sostenibilità energetica ed economico-finanziaria all'Ospedale Versilia

letto 930 voltepubblicato il 02/07/2014 - 14:46 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

L’Ospedale Versilia è la prima struttura in Italia a essersi dotata di una turbina a gas Capstone C600 che, grazie all’installazione di un’innovativa applicazione cogenerativa, è anche la prima macchina di questo tipo a essere impiegata per la produzione di vapore in una struttura ospedaliera. Tale tecnologia consente all’Ospedale Versilia, nell’arco di un anno, di beneficiare di un prelievo dalla rete pari a zero e quindi di essere una struttura all’avanguardia per quanto riguarda l’aspetto etico-sostenibile.
L’impianto di cogenerazione a turbina si integra agli impianti di autoproduzione energetica già esistenti nella struttura, consentendo all’Ospedale Versilia, di essere il primo in Europa in classe energetica B. L’impianto garantisce un risparmio di ben 210 tonnellate equivalente di petrolio e 600 tonnellate all’anno di CO2.
In un’ottica in cui le nuove tecnologie rappresentano un’importante occasione di progresso sostenibile in termini di aumento del benessere dell’individuo, riduzione delle emissioni, dei consumi e risparmio economico anche nelle strutture sanitarie e ospedaliere, il modello di eco-sostenibilità di Ospedale Versilia rappresenta un traguardo molto significativo non solo per il Comune di Camaiore, ma per l’intera Regione Toscana.
L’ospedale, sin dalla sua nascita, è stato concepito per sfruttare al massimo l'uso razionale dell’energia, secondo un principio di eco-efficienza volto a combattere gli sprechi e ridurre al minimo l’emissione di sostanze nocive in atmosfera. La struttura ha, infatti, raggiunto il primato di aver costantemente abbassato il suo consumo energetico dal 2002 a oggi, fino ad arrivare a un -30% negli anni, nonostante il crescente bisogno di elettricità necessario per continuare ad aumentare il comfort e lo sviluppo tecnologico delle sue strutture.
Il nuovo impianto di cogenerazione si aggiunge al cogeneratore già esistente (un motore endotermico) con una potenza di 1.000 kWel, e consente di completare un obiettivo importante: produrre l’intera quantità di elettricità che viene consumata dall’ospedale nel suo esercizio annuale.
Una quantità notevole pari a circa 10,5 milioni di Kwh annui (per capirne le dimensioni si consideri che una famiglia media consumi circa 3.000 Kwh all’anno e quindi la quantità consumata dall’Ospedale Versilia corrisponde a quella consumata da una cittadina di circa 12.000-13.000 abitanti). Con questo nuovo impianto di cogenerazione tutti i 10,5 milioni di Kwh saranno prodotti direttamente con un grande livello di efficienza energetica, con meno emissioni nocive in atmosfera e anche con un risparmio economico considerevole di circa 3.500 euro al giorno.
Fin dalla progettazione del nuovo ospedale della Versilia si era pensato a una strategia impiantistica che tenesse conto dell’uso razionale dell’energia e dell’efficienza energetica. Il primo input è stato quello dell’eliminazione del vapore come fluido principale di distribuzione del calore. Le classiche caldaie a vapore degli ospedali tradizionali sono state sostituite con un mix composto da: impianto di cogenerazione e caldaie a condensazione con recuperatori del calore dei fumi. Anche dal punto di vista elettrico, sono stati usati sistemi che limitassero l’uso dell’illuminazione alle strette necessità operative dei servizi ospedalieri, attraverso interruttori crepuscolari e interruttori automatici di presenza.
Uno degli elementi di maggiore interesse è la realizzazione di un edificio che avesse un involucro edilizio ad alta efficienza energetica, leggendo il “guscio” dell’ospedale come un elemento impiantistico, ma di elevata qualità architettonica. L’utilizzo della parete esterna a “doppia pelle” ventilata, le pareti a “cappotto”, la difesa dall’irraggiamento diretto, le finestre a taglio termico e le vetrature a bassa trasmittanza, rappresentano elementi per una efficienza energetica strutturale che accompagnerà l’edificio in tutto il suo ciclo di vita. Inoltre, nel  2010 è stato installato un impianto fotovoltaico sulla copertura dell’edificio con una potenza di circa 200 Kwe che produce circa il 5% del fabbisogno elettrico dell’ospedale. Nel 2013 è stato installato il  secondo cogeneratore con microturbine, inaugurato a fine novembre.
L’altra strategia significativa per l’efficienza energetica riguarda la capacità di regolare e controllare la fornitura dell’energia all’interno dei diversi servizi. E’ stato seguito il criterio dell’“appropriatezza” cioè dare energia dove serve, quando serve e quanta ne serve. Questo è stato possibile grazie a un sistema di gestione degli impianti centralizzato come il Bms (Building management system) che con i suoi circa 10.000 punti di rilevazione, controllo e regolazione consente, da un’unica postazione (cabina di regia) di gestire l’insieme dei flussi energetici elettrici e meccanici. La strategia per non disperdere inutilmente energia richiede di avere sotto controllo il funzionamento dell’edificio e regolare senza difficili manovre il funzionamento degli impianti.
Si lavora sui dati di output: temperatura, umidità, flussi dell’aria oppure richieste di illuminazione o di funzionamento dei macchinari sanitari. Inutile scaldare o ventilare  aree che sono chiuse o non in funzione nel fine settimana o nei giorni di festa. La struttura ha ottenuto da tempo la Certificazione energetica, un risultato importante sia per la classe di certificazione (Classe C) sia per essere il primo ospedale italiano a ottenere questo importante riconoscimento. Con il nuovo cogeneratore a microturbine Capstone la struttura raggiunge  l’obiettivo di ottenere una maggiore qualità nell’efficienza energetica attraverso l’inserimento nella nuova classe “B”.

L'Ospedale Versilia vanta molte altre caratteristiche che lo rendono unico in Europa: oltre all’involucro a “doppia pelle”, e alle pareti trasparenti a taglio termico, di cui abbiamo detto, ricordiamo anche  il doppio sistema di trasporto robotizzato leggero e pesante, l’utilizzo dell’acqua di falda, il recupero dell’acqua piovana.