A Genova scuole superiori chiuse al sabato: risparmi per 1 milione di euro

letto 1100 voltepubblicato il 06/07/2014 - 13:23 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la nota del Commissario della Provincia di Genova inviata ai dirigenti scolastici degli istituti superiori gestiti dalla Provincia che prevede la chiusura al sabato delle scuole e l’orario curricolare esteso su cinque giorni settimanali a decorrere dal prossimo anno scolastico 2014-2015 a causa del "perdurare della crisi finanziaria determinata dai pesanti tagli ai trasferimenti agli Enti locali e aggravata dai provvedimenti governativi".
 
Gli istituti coinvolti sono 35, considerando anche le succursali, il totale degli edifici chiusi il sabato a partire da settembre ammonta a ben 88 unità. Ciò permetterà alla Provincia di Genova di ridurre di un milione di euro i costi per il riscaldamento, l'energia elettrica e le altre utenze, anche se il provvedimento da solo non sarà sufficiente perché è necessario ridurre le spese di altri 5 milioni per evitare il dissesto finanziario. Infatti, la Provincia, a bilancio già approvato, ha subito tagli ulteriori per circa otto milioni nel 2014 che aumenteranno nel 2015 e 2016.
Oltre alla settimana corta nelle scuole superiori, l’amministrazione sta lavorando ad altre misure che come la riduzione del valore dei buoni pasto e una diversa organizzazione degli orari lavorativi dei dipendenti. Lo stesso Commissario, pur restando legale rappresentante della Provincia, sulla base delle nuove normative nazionali dal 1 luglio svolge le sue funzioni senza oneri per l’Amministrazione.
Le notizia ha suscitato reazioni sia all’interno dell’Ufficio Scolastico Provinciale, sia nei Dirigenti Scolastici coinvolti - dato che il provvedimento è stato percepito come una violazione dell’autonomia scolastica, in quanto le variazioni dell’orario possono essere decise solo dagli organi collegiali - sia dai comitati genitori, preoccupati delle possibili ripercussioni della nuova organizzazione delle lezioni in termini di efficacia dell’istruzione e del rendimento scolastico degli studenti.
Va detto, però, che in Europa e anche in altri Paesi, l’articolazione settimanale delle lezioni, seppure con orari diversi, è già da tempo dal lunedì al venerdì: Germania, Australia, Giappone, Regno Unito, Finlandia, Malaysia, Corea del Sud, Russia, Spagna, Stati Uniti la adottano. Pertanto, la nuova articolazione richiesta dalla Provincia di Genova si pone in linea con gli standard orari già adottati da altri Paesi. Naturalmente essere allineati al benchmark internazionale limitatamente agli orari, non basta per avvicinare il nostro sistema scolastico ai migliori modelli internazionali. C’è tanto da fare per quanto riguarda le politiche di integrazione, migliori infrastrutture, la remunerazione dei docenti, la decentralizzazione delle competenze, borse di studio, l’utilizzo delle nuove tecnologie e una pianificazione più razionale delle vacanze.