In Emilia Romagna i Comuni vendono le azioni e valutano l’uscita da Hera

letto 1066 voltepubblicato il 11/07/2014 - 15:19 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

La Giunta del Comune di Bologna ha deliberato di procedere alla vendita della quota libera delle sue azioni Hera, circa 7,5 milioni di azioni, dalle quali si pensa di incassare circa 15 milioni di euro. Si tratta delle azioni libere dal patto di sindacato e quindi l'operazione non mette in discussione il controllo pubblico sulla partecipata: infatti sarà ceduta solo una piccola parte di azioni, circa lo 0,5% del totale di quelle detenute dall'amministrazione, che ne possiede circa 152 milioni. I ricavi, stimati pari a circa 15 milioni di euro saranno investiti per la manutenzione della città, per l'edilizia pubblica e scolastica. L’operazione sarà conclusa in autunno.

Ricordiamo che Hera spa è un’azienda con sede sociale a Bologna, nata nel 2002 dalla fusione di 12 aziende municipalizzate operanti in Emilia Romagna; è attiva della distribuzione del gas, dell’acqua, dell’energia e nello smaltimento dei rifiuti in Emilia Romagna e nelle Marche, ma si sta espandendo anche al di fuori di queste regioni. Azionisti di riferimento sono un numero rilevante di comuni. Partecipano al capitale anche delle entità esterne, quali Lazard Asset Management, Carimonte Holding, Gsgr srl., ecc. Dal 1° gennaio 2013 anche la società AcegasAps, che concentra la sua attività sulle aree di Padova e di Trieste, è entrata a far parte del gruppo. Nel primo trimestre del 2014 il gruppo Hera ha conseguito ricavi pari a 1,23 miliardi, con un calo di circa il 12% rispetto all’anno precedente, come effetto della riduzione dei volumi di gas e teleriscaldamento forniti agli utenti.

Il Comune di Ferrara ha già messo in vendita 5 milioni di azioni della multiutility sui 30 milioni di azioni possedute, ricavando 7.589.999 euro che sono stati destinati all’estinzione anticipata dello stock di debito dell’ente. Il Comune, però sta valutando anche la possibilità di mettere sul mercato anche la restante quota, uscendo dal patto di sindacato entro fine anno.

Anche il Comune di Berra ha deciso di vendere 400mila euro di azioni di Hera, conservando solo quelle bloccate dal patto di sindacato, che probabilmente non sarà rinnovato per il nuovo anno.

Stessa decisione è stata assunta dal Comune di Monzuno che intende mettere sul mercato 400mila euro di azioni, con l’intento di ricavarne circa 800mila euro da mettere a disposizione per la ristrutturazione del palazzo comunale.

Non possiamo non evidenziare che queste decisioni strategiche nascono dalle esigenze di  spending review. In particolare il decreto legge 95/2012, convertito e modificato con la legge 7 agosto 2012 n. 135, all'articolo 1 comma 7, prevede “specifici obblighi per le amministrazioni pubbliche, compresi gli enti locali, relativamente alla fornitura di alcune categorie merceologiche, tra le quali energia elettrica, gas, carburanti”. In particolare si stabilisce che per tali servizi “gli enti siano tenuti, in alternativa a procedure di evidenza pubblica direttamente gestite, ad approvvigionarsi attraverso gli strumenti messi a disposizione di Consip S.p.A e delle centrali di committenza regionali”.