Con il Patto per la Sanità Digitale 7 miliardi di risparmi

letto 1219 voltepubblicato il 14/07/2014 - 12:50 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Mi riaggancio alla segnalazione fatta da Francesco Farina qualche giorno fa, in merito all’intesa intesa tra Governo-Regioni sul Patto per la salute 2014-2017, per fare alcune riflessioni. Sicuramente tra le novità più interessanti previste, si pone il Patto per la Sanità Digitale: un'iniziativa orientata a creare una governance forte e condivisa e a realizzare piattaforme e servizi di e-health universali, equi e sostenibili; che consentirà anche controlli trasparenti e sicuri, agevolando la lotta agli sprechi.

Per la sua piena realizzazione è stato stimato un investimento di 3,5-4 miliardi in tre anni, tra fondi strutturali Ue, project financing con i privati, risorse statali e regionali e partnership pubblico-privato, che porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro. Investimenti capaci di produrre un risparmio che a regime varrà almeno 7 miliardi l'anno.

Si tratta di un vero e proprio piano strutturato della sanità del futuro, articolato per fasi ed obiettivi, corredato da cronoprogrammi da realizzare con gli stakeholder pubblici e privati, nonché modelli di copertura finanziaria che dal prossimo anno potrà partire operativamente.

Le fonti di finanziamento del piano straordinario di sanità elettronica sono almeno di quattro diverse tipologie: i fondi strutturali Ue nel quadro delle azioni di procurement pre-commerciale e sviluppo dell'agenda digitale; gli stanziamenti ad hoc statali e regionali anche con iniziative di partenariato pubblico-privato capaci di aumentare le risorse da investire; iniziative private con modelli di project financing e di performance base contracting, in base ai quali i fornitori verrebbero remunerati su obiettivi definiti e misurabili. Ma si prevedono eventualmente anche quote a carico dei cittadini che chiedano di usufruire di servizi specifici di sanità elettronica a elevato valore aggiunto: fascicolo sanitario, tessera sanitaria, teleconsulto, telemedicina, telediagnosi, telemonitoraggio, teleriabilitazione sono le prossime frontiere della sanità.

La peculiarità è, per la prima volta, nella strategia adottata: il Piano non parte dall’elencazione di una lista più o meno lunga di tecnologie e soluzioni software quanto piuttosto dagli obiettivi di sistema, definiti in termini di razionalizzazione, reingegnerizzazione dei processi, semplificazione per gli assistiti, capacità di promozione di stili di vita e comportamenti responsabili da parte di tutti i cittadini. I principali obiettivi sono: la contribuzione all’efficientamento del SSN (provando a generare economie gestionali per almeno 5 miliardi l’anno a partire dal 2016) e la messa a regime di un’infrastruttura caratterizzata dagli stessi tre attributi che connotano il nostro sistema sanitario così come ridisegnato da Stato e Regioni col “Patto per la Salute”: universalità, equità, sostenibilità. In partica, saranno garantiti gli stessi livelli di servizio da Bolzano a Lampedusa, le stesse opportunità di accesso e di fruibilità; grazie anche al supporto della completa interoperabilità dei sistemi aziendali e regionali. L’iniziativa è aperta alla partecipazione di tutti i soggetti interessati e disponibili a investire risorse su progetti autoconsistenti e sostenibili.