Presentazione della nuova banca dati aggiornata OpenCivitas

letto 3627 voltepubblicato il 16/07/2014 - 15:20 nel blog di Donatella Imparato, in Osservatorio Spending Review

Si è appena svolta - presso la sede del MEF di via XX Settembre a Roma - la conferenza stampa di presentazione della banca dati OpenCivitas sui fabbisogni standard. Alla presentazione hanno partecipato Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia; Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio; Gianclaudio Bressa, sottosegretario agli Affari regionali; Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci; Carlo Cottarelli, Commissario per la revisione della spesa; Fabrizia Lapecorella, direttore generale del Dipartimento delle Finanze.

La banca dati OpenCivitas è uno strumento informativo generale che prende origine dal Dlgs 216/2010 con il quale è stata affidata al Sose  - ed all’Ifel - - la definizione dei fabbisogni standard per gli enti locali. La banca dati utilizza i dati forniti da Comuni, Province ed Unioni di Comuni, attraverso appositi questionari, che vengono opportunamente filtrati con informazioni desumibili da fonti ufficiali. La nuova banca dati, per la prima volta in Italia, consente l’analisi dettagliata degli output e degli input, delle modalità di gestione e delle scelte organizzative adottate nel processo di produzione dei servizi da parte dei governi locali.

Per approfondimenti sul tema dei fabbisogni standard, che scongiurano i tagli lineari a favore di un nuovo meccanismo di gestione delle risorse maggiormente improntato all'efficienza, si segnala il documento sul Progetto Costi e fabbisogni standard - SOSE di questo aprile 2014 - 

Sul sito dell'Anci è stato pubblicato il primo commento di Fassino rilasciato alla Presentazione della Banca dati OpenCivitas.

Per approfondimenti leggi anche l'articolo:  

4 commenti

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino31/12/2014 - 11:16

Ciao a tutti! Volevo aggiornare i contenuti di questa discussione con la notizia che ho segnalato poco fa, in riferimento al nuovo aggiornamento dei dati relativi ai fabbisogni standard degli EE.LL. disposto dalla Sose: 

L'aggiornamento dei dati, rispetto alla precedente rilevazione conclusasi nel 2010, non poteva comunque essere rimandato, visto che lo stesso dlgs 216/2010 (attuativo del federalismo fiscale) ne prevede una revisione ogni tre anni. Va detto, comunque che i fabbisogni standard hanno un limite: fotografano sì il livello di «spesa giusta» per l’esercizio delle funzioni fondamentali che può essere confrontato con la spesa storica dell’ente per determinarne la virtuosità; però non dicono alcunchè sul livello qualitativo dei servizi offerti. Prossimamente (tra fine gennaio e febbraio, fanno sapere dalla Sose) la banca dati «Opencivitas» fornirà informazioni anche su questi elementi, in modo da comprendere se la bassa spesa storica di alcuni enti sia realmente indice di sana gestione o indizio di assenza di risposte ai cittadini.

Donatella  Imparato

Donatella Imparato19/11/2014 - 18:11 (aggiornato 19/11/2014 - 18:11)

Più trasparenza con la banca dati Opencivitas

Finita la fase sperimentale iniziata a luglio scorso, da ieri è on line la banca dati . Ne ha dato notizia in un il MEF. Tutti i cittadini potranno, così, accedere ai dati sulla spesa storica e i fabbisogni standard dei Comuni e delle Province delle Regioni a statuto ordinario. Sei i servizi/funzioni fondamentali dei Comuni per i quali sono stati elaborati i fabbisogni standard: amministrazione, gestione e controllo; gestione del territorio e dell’ambiente; polizia locale; istruzione pubblica; viabilità e trasporti; settore sociale. Previsti dalla legge sul federalismo fiscale, i fabbisogni standard sono indicatori statistici determinati in base alle caratteristiche territoriali e socio-demografiche di ogni singolo ente. Per gli amministratori rappresentano uno strumento utile per rendere più efficiente la spesa. Ai cittadini consentono di verificare le scelte degli amministratori anche attraverso interessanti confronti con i Comuni limitrofi e con caratteristiche analoghe.

 

Dalla stampa on line si riporta il link dell'articolo "Asili nodo e trasporti pubblici: on line i conti dei Comuni ma solo Torino spende meno del previsto" di M. Sensini del Corriere della sera del 19 /11/2014 :

Rita Pastore

Rita Pastore17/07/2014 - 13:05

Mi sembra molto interessante questa esperienza, sia per gli enti locali sia per il Governo, in quanto nelle cifre in essa contenuteci sono gli elementi attraverso cui si cercherà di introdurre il meccanismo della misurazione delle spese sostenute dalle singole amministrazioni ei fabbisogni standard per conseguire risparmi ulteriori rispetto a quelli attuali. In base a quanto annunciato dal Governo, il fabbisogno standard sarà calcolato non solo in base alla popolazione ma anche dei sevizi offerti, dalle caratteristiche del territorio, dagli espetti demografici e socio-economici. Infatti non sempre un ente che spende meno di quanto sia ritenuto necessario è virtuoso, perché potrebbe configurarsi una situazione di carenza di servizi, mentre chi spende di più non necessariamente sta generando sprechi.

I dati disponibili nella banca dati del Ministero dell’Economia riguardano le spese sostenute dagli EE.LL. nel 2010, per cui si tratta di una fotografia un po’ datata. Dalle prime comparazioni effettuate si evince che è stato il Comune di Perugia a registrare il più ampio scostamento negativo tra il fabbisogno standard per abitante calcolato e la spesa storica effettiva: 734 euro contro 1.057, con una differenza di -31%. Il Comune più virtuoso è risultato quello di Lamezia terme, in provincia di Catanzaro che ha speso 29 euro per abitante contro il fabbisogno standard calcolato dal Mef di 607 euro, con una differenza percentuale positiva del 41%.

Seguono Perugia, nell’elenco dei dieci comuni al di sopra dei sessantamila abitanti che hanno registrato gli scostamenti negativi più accentuati nella classifica delle pagelle dei meno virtuosi: Brindisi (-29%), Taranto (-25%), Potenza (-24%), Fiumicino in provincia di Roma (-23%), Salerno (-22%), Lecce (-19%); Venezia (-19%), Viareggio (-19%), Casoria, in provincia di Napoli (-165).

Dopo Lamezia Terme, troviamo nell’elenco dei dieci comuni più virtuosi, Giugliano in Campania, provincia di Napoli, con +33%, Vicenza (32%), Arezzo (21%), Imola (20%), Forlì 20%), Reggio Calabria (20%), Pescara (16%), Crotone (16%), e Bergamo con il 15%. Tra i capoluoghi di regione, Torino ha registrato nel 2010 il maggior scostamento positivo (+7%) fra fabbisogno standard e spesa storica effettiva. Roma registra un -7% e Milano un +1%. Bologna -5 e Campobasso +15%. Ancona -3 e Firenze -10. Risultato speculare rispetto al capoluogo toscano per Genova che registra un +10%. Nelle principali città del del Mezzogiorno, Napoli segna il -4% e Bari un +6% e Catanzaro +14%

Donatella  Imparato

Donatella Imparato18/07/2014 - 13:04

Il processo di determinazione dei Fabbisogni Standard avviato con la banca dati OpenCivitas è iniziato nel 2011 e si è concluso nel corso del 2013.

Nel biennio 2011-2012, le funzioni per le quali sono stati individuati i fabbisogni standard dei Comuni sono quelle di “Polizia Locale” e quelle “Generali di amministrazione, di gestione e di controllo” (pari al 35% della spesa corrente totale delle funzioni fondamentali dei Comuni), mentre per le Province le funzioni oggetto di standardizzazione sono state quelle nel “Campo dello sviluppo economico relative ai servizi del mercato del lavoro” e quelle “Generali di amministrazione, di gestione e di controllo” (pari al 35% della spesa corrente totale delle funzioni fondamentali delle Province).

Nel corso del 2013 sono state analizzate, a completamento del processo di standardizzazione, le “Funzioni di Istruzione Pubblica”, le “Funzioni nel settore sociale”, le “Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti” e le “Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente” per i Comuni e le “Funzioni di Istruzione Pubblica”, quelle riguardanti la “Gestione del Territorio”, le “Funzioni nel campo dei trasporti”, le “Funzioni nel campo della tutela ambientale” e i “Servizi di Polizia provinciale” per le Province.

Questo consente comparazioni tra enti per spesa storica e fabbisogni standard ma anche per singola funzione/servizio, per territorio, ecc. in modo da ottenere un’analisi della spesa più dettagliata ed attendibile. È possibile, quindi, misurare l’efficienza e l’efficacia della spesa per valutare l’adeguatezza dei servizi sia rispetto agli utenti diretti che conoscere il posizionamento di un ente rispetto ad altri enti simili o che insistono in territori limitrofi. Si può, in altre parole, effettuare un benchmark con altri enti a livello di singola funzione/servizio sul fabbisogno, sugli indicatori di gestione, ecc..

Nel 2014 il SOSE – OpenCivitas sta lavorando al primo aggiornamento della banca dati dei fabbisogni standard partendo dalle funzioni fondamentali delle Province. Infatti, l’8 aprile 2014 è stato pubblicato il nuovo questionario unico rivolto alle Province, che consente di raccogliere i dati relativi all’anno 2012 utili per il monitoraggio e della revisione dei fabbisogni e dei costi standard delle sei Funzioni fondamentali delle Province e del Servizio di Polizia provinciale.

La banca dati OpenCivitas è ora accessibile solo agli operatori della PA autorizzati, ma in futuro, dopo questa prima  fase di collaudo, l’accesso sarà esteso a tutti i cittadini.

Per avere un quadro dettagliato dei dati presentati la scorso 16 luglio si rimanda all’articolo di Repubblica di R. Ricciardi - – che offre la possibilità di consultare diversi grafici di sintesi.

Grazie per lo stmolante confronto.