La Regione Veneto continua la lotta agli sprechi in sanità

letto 1231 voltepubblicato il 22/07/2014 - 13:23 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

E’ stata approvata dalla giunta regionale la delibera n. 909 del 10/06/2014 “Comunicazione al cittadino delle risorse economiche impegnate dal Sistema Sanitario Regionale per il singolo percorso di cura” () nella quale si propone che nei referti, nei verbali di pronto Soccorso e nelle lettere di dimissione, redatti dalle strutture venete sia pubbliche che private accreditate, venga riportato l'ammontare delle risorse economiche impegnate per l'erogazione della relativa prestazione sanitaria.

L’Amministrazione regionale valuta prioritario che, attraverso una comunicazione chiara e semplice, il cittadino che si rivolge al Servizio Sanitario Regionale sia reso partecipe di quanto impiegato dal Servizio stesso per lo specifico percorso di cura. Si ritiene, infatti, che la divulgazione di tale informazione sia rilevante sia perchè le risorse impiegate provengono da finanziamenti pubblici, sia perché aiuta il cittadino a comprendere una realtà complessa come quella del sistema sanitario e può rappresentare un ulteriore tassello per la costituzione di una cittadinanza matura e consapevole.

Pertanto, dal primo settembre p.v., i soggetti erogatori, sia pubblici che privati accreditati, devono comunicare nei referti e nei verbali di pronto soccorso consegnati ai pazienti, le risorse economiche impegnate ed a carico del Servizio Sanitario Regionale o del Ministero dell'Interno nel caso di pazienti stranieri con dichiarazione di indigenza. Per risorsa economica impegnata si intende la tariffa regionale prevista per la remunerazione della prestazione ambulatoriale, di cui al vigente Nomenclatore Tariffario, o del ricovero ospedaliero, di cui al vigente importo associato al rispettivo "drg".

L’obbligo scatterà, invece, dal 1 gennaio 2015 per gli ospedali e le cliniche nelle lettere di dimissioni post-ricovero. Si tratta di una sorte di “fattura virtuale” che il paziente riceverà, che oltre ad aumentare la trasparenza verso i cittadini potrà indurre comportamenti più etici.

Questo provvedimento è solo l’ultimo di una serie di misure attuate dalla Regione Veneto, volte a ridurre gli sprechi sanitari, tra cui si ricordano: l’obbligo per i medici di base di segnare sulla ricetta l’indice di priorità (da 10 a 180 gg) per una visita specialistica; oppure il tetto massimo pari a quattro prestazioni specialistiche annue per paziente, inserito tra gli obiettivi dei direttori generali; o la prescrizione seguita da alcune Usl venete che determina il quantitativo massimo di farmaci che i medici di base possono erogare.