The problem solving capacity of the modern state

letto 1137 voltepubblicato il 03/11/2014 - 23:34 nel blog di Claudio Pisu, in Capacity SUD, Competenze In Rete per Capacity SUD

Che cosa caratterizza la capacità amministrativa in una società “a costo marginale zero”? A quali condizioni le istituzioni, in particolare quelle centrali, sono ancora in grado di affrontare e risolvere problemi?  Quali capacità amministrative devono essere attivate per raggiungere tale scopo? “The problem solving capacity of the modern state”, un volume curato da Martin Lodge e Kai Wegrich, appena pubblicato dalla Oxford University Press (su Google books è disponibile un'), si inserisce nel dibattito che sta affrontando queste domande, tentando di fornire un framework per analizzare le capacità amministrative.

Oltre la comfort zone

L’inizio del XXI secolo ha presentato delle notevoli sfide alla capacità di risolvere i problemi da parte delle istituzioni pubbliche. Tra le tante incertezze, ansietà e tensioni, è la sfida cumulata di austerità fiscale, sviluppi demografici e cambiamenti climatici a presentare un test chiave per lo stato contemporaneo: abbondano i dibattiti sull’abilità dello stato di affrontare questi ed altri problemi, data la dispersione nella funzione di governo e  la vulnerabilità istituzionale, creata dalla struttura politico - amministrativa ed economica. Le sfide sopra ricordate generano una domanda di nuove soluzioni e "innovare" diventa un mantra ripetuto dai media, dai think tank, da consulenti e organizzazioni, spesso evocando un generico cambiamento non sempre con un significato preciso.

Senza dubbio per le pubbliche amministrazioni, in particolare per quelle centrali,  si tratta di andare oltre la propria comfort zone. La richiesta di fare qualcosa di più che “le normali politiche” è diventata prevalente, scontrandosi però con alcuni dilemmi:    

  • la domanda di soluzioni a lungo termine si scontra con l'orizzonte a breve termine della politica;    
  • alcuni problemi possono essere affrontati solo attraverso una collaborazione tra stati, mentre alcune dinamiche elettorali reclamano una rinazionalizzazione delle politiche.

Un framework per le capacità amministrative

Secondo gli autori di “The problem solving capacity of the modern state”  se gli  stati vogliono affrontare queste sfide e, più in generale, essere efficaci  nel risolvere i problemi devono fare i conti con quattro tipi di capacità amministrativa: la capacità realizzativa, la capacità regolativa, quella di controllo e la capacità analitica. Sono quattro competenze che a loro volta vengono messe alla prova da nuove sfide e che possono essere progettate, organizzate e  finanziate in molti modi diversi, ma ogni dibattito sulla capacità amministrativa le deve prendere in considerazione. I saggi che compongono il volume approfondiscono le quattro capacità amministrative, passando in rassegna la loro evoluzione e le sfide principali per ognuna di esse:

Capacità realizzativa: la capacità di “far succedere le cose”. I servizi devono essere realizzati, le tasse ricosse, l’ordine pubblico mantenuto. Sono gli aspetti fondamentali della capacità amministrativa sia che venga esercitata direttamente che indirettamente. Anche il contesto ed il modo in cui viene esercitata questa capacità è cambiata, basti pensare alla trasparenza nell’agire amministrativo ed all’influenza delle tecnologie dell’informazione.

Capacità di regolazione : la funzione di regolazione e controllo sta diventando, nella burocrazia contemporanea, prevalente rispetto a quello della produzione  diretta. Anche in questo caso sorgono nuovi dilemmi: la globalizzazione di molte attività e la complessità dei processi produttivi creano un contesto in cui non è sempre facile perseguire una .

Capacità di coordinamento: questa capacità è messa alla prova dalla dispersione dovuta all’internazionalizzazione, alla decentralizzazione ed all’agentificazione. Una capacità che si trasforma per diventare sempre più simile a quella del direttore d’orchestra: facilitare piuttosto che imporre gerarchicamente il lavorare insieme.

Capacità analitiche: mentre sulle tre precedenti capacità vi è abbondante letteratura, minore attenzione è stata dedicata alle capacità analitiche. E’ dato per scontato che le attività di governo necessitino di informazioni. Gli ultimi trenta anni hanno visto mettere in discussione il tipo di informazioni che le pa debbono avere e saper gestire, con la necessità di incorporare nuove forme di sapere nella propria struttura. Al tempo stesso è cresciuta l’offerta di informazioni correlate alla governance pubblica alternative alla burocrazia: consulenti, think tank, assistenze tecniche. Come devono essere organizzate queste nuove fonti d’informazione? Come devono essere finanziate? In che modo le informazioni così generate debbono essere utilizzate all’interno dell’amministrazione e distribuite esternamente?

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Segnalo anche che il framework proposto, oltre che essere sviluppato nei saggi che compongono "The problem solving capacity of the modern state", viene anche ripreso ed arricchito sul portale che fornisce, per ognuna delle quattro dimensioni esplorate dal libro, una batteria di indicatori, la possibilità di verificare correlazioni e fare benchmarking a livello internazionale.