Il secondo piano d'azione OGP italiano sta nascendo

letto 1320 voltepubblicato il 11/11/2014 - 14:35 nel blog di Marco Marrazza, in Open Government

Il secondo piano d'azione OGP italiano sta nascendo.
Già questa è una buona notizia.
Ma, forse, la novità più preziosa è nelle modalità che si sono adottate per arrivare alla formulazione del piano; in queste, infatti, vi sono segnali chiari di un reale cambiamento.
Chi per primo dovrebbe ispirarsi ai principi dell'OGP sono proprio coloro che all'interno della partnership si occupano di promuovere e redigere il piano e di dare attuazione alle azioni in esso contenute.
E' per questo che il Dipartimento della Funzione Pubblica ha scelto di innovare il modello di creazione del piano d'azione, passando da un approccio burocratico, ispirato all'adempimento amministrativo, ad un approccio partecipativo basato sulla consultazione della Società civile e dei cittadini.
E' un primo passo nella direzione di un cambiamento di mentalità e cultura che deve farsi spazio nella pubblica amministrazione italiana e a cui il piano d'azione è chiamato a contribuire.
In pratica il Dipartimento, in accordo con i due principali partner pubblici impegnati sui temi cari all'OGP, ovvero A.N.AC e AgID, ha stabilito un processo di stesura del piano in tre passaggi:

  1. il primo è un incontro in stile Focus Group con la Società Civile in cui lavorare attivamente sulle proposte di azione presentate dall'amministrazione per ampliarne i contenuti, portare nuove idee, approfondire aspetti importanti per ottenere la prima bozza del piano;
  2. il secondo passaggio è quello di porre le azioni contenute nella bozza scaturita dal focus group in consultazione pubblica on line per tre settimane, al fine di avere commenti e voti dai cittadini e da quanti sono interessati; al termine del periodo di consultazione le azioni saranno integrate e "riviste" in funzione dei dati emersi dalla partecipazione pubblica;
  3. il terzo ed ultimo passaggio è un nuovo incontro con la società civile in cui presentare i risultati della consultazione e evidenziare le azioni da modificare o migliorare in modo da stabilire la versione finale del piano, che infine sarà presentato in forma definitiva ed adottato.

Tutti questi passaggi sono resi pubblici, con la relativa documentazione, sul sito della Funzione Pubblica.
Attualmente siamo nella seconda fase. Il primo focus group si è svolto il 7 ottobre scorso, mentre la sulle azioni si è aperta il 4 novembre e si concluderà il 21 dello stesso mese. L'ultimo incontro con la Società Civile è previsto per la fine di novembre e sarà adottato anche un sistema di trasmissione in streaming per garantire la più ampia partecipazione di tutte le organizzazioni interessate.
A valle di tutto questo processo sarà pubblicato il piano e sarà adottato dando il via alla realizzazione delle azioni.
E passiamo così guardare dentro questo piano in formazione.
Anche qui è possibile notare un cambiamento che recepisce quanto emerso durante l'attuazione del precedente piano.
Infatti l'idea ispiratrice che ha guidato Funzione Pubblica, A.N.AC e AgID nel proporre le azioni è stata quella di prediligere iniziative di sistema, ovvero tali da portare ad un cambiamento stabile e duraturo nella Pubblica Amministrazione e nelle modalità di rapporto con il cittadino.
Per questo si è scelto di non far proliferare il numero di azioni ma di concentrarsi su poche iniziative SMART, che vuol dire specifiche, misurabili, attuabili, realistiche e delimitate nel tempo.
In particolare la prima bozza del piano, ora in consultazione, prevede 2 azioni sulla Partecipazione:

  • il rilancio di un portale nazionale che faccia da collettore per tutte le iniziative di partecipazione nella PA;
  • la creazione di un centro di competenza specifico per la diffusione delle "buone" pratiche di partecipazione nella PA, anche attraverso la stesura di linee guida;

3 azioni nell'ambito della Trasparenza, Integrità e Accountability:

  • lo sviluppo di un sistema di comunicazioni più immediato ed user friendly volto a garantire la partecipazione dei cittadini all'azione di vigilanza dell'A.N.AC sulla diffusione dell'istituto dell'accesso civico;
  • lo sviluppo del portale nazionale dedicato agli Open Data e la pubblicazione dei data set di maggiore interesse;
  • l'apertura di una piattaforma web per la consultazione del bilancio della Pubblica Amministrazione Italiana, ovvero garantire ai cittadini l'accesso alle informazioni finanziarie degli enti pubblici;

e una azione nel settore dell'Innovazione Tecnologica a servizio dei principi dell'OGP:

  • la creazione o l'attivazione di servizi volti a dotare i cittadini e le imprese dei principali strumenti necessari ad interagire con l'amministrazione e tra di loro in modo digitale.

"Una collaborazione sincera ed onesta con i cittadini e la società civile – anche se difficile – nel lungo periodo, rende i paesi più forti, crea economie più prospere, società più giuste e maggiori opportunità per i cittadini" ha detto Obama nel suo discorso il 24 settembre scorso all'incontro annuale dell'OGP a Washington.
L'impegno dell'Italia oggi appare in linea con questa affermazione, sia nella stesura del suo secondo piano d'azione, sia nelle iniziative in esso contenute.