ICT e spending review. La presentazione dei primi 100 Digital Champions

letto 1562 voltepubblicato il 21/11/2014 - 14:39 nel blog di Donatella Imparato, in Osservatorio Spending Review

Mettere on line le spese della pubblica amministrazione è la più grande operazione di spending review

Ieri a Roma al Tempio di Adriano sono stati presentati da Riccardo Luna i primi 100 Digital Champions provenienti da tutta Italia. “Saremo gli attivisti digitali, i medici senza frontiere dell’innovazione”, ha affermato Luna, il referente per l'Italia per la politica dell'Agenda Digitale Europea.

All’incontro hanno partecipato anche il premier Matteo Renzi e Alessandra Poggiani, direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Il premier ha affermato che “Investire sull'ICT significa rovesciare l'economia del Paese e mettere on line le spese della pubblica amministrazione è la più grande operazione di spending review: a quel punto la spending non la fanno i tecnici, ma i cittadini”.

I Digital Champions sono stati selezionati su base volontaria attraverso le candidature inviate sul portale digitalchampions.it, punto di riferimento del progetto. Secondo il direttore Poggiani sarà utile valorizzare e sostenere l’aspetto di capillarità sul territorio nazionale che ha assunto l’iniziativa per raggiungere al più presto la presenza di un rappresentante in ogni Comune, cioè oltre 8000 volontari portatori di innovazione.

Per approfondire

3 commenti

Roberto Formato

Roberto Formato24/11/2014 - 15:26 (aggiornato 24/11/2014 - 15:26)

Rispetto ai dubbi ed alle perplessità, pare in effetti che quello della digitalizzazione sia al contempo uno dei settori più interessati dalle innovazioni ma anche dai risultati spesso più deludenti. Non bisogna dimenticare, difatti che molti progetti vengono attivati una tantum grazie ad incentivi speciali ma che vengono spesso mal digeriti dalle strutture organizzative che - in assenza di vere strategie di change management - tendono poi inevitabilmente a rigettarli.

Volevo segnalare, a tale proposito, che già nel 2010 la ricerca "eGovernment negli enti locali: a certe condizioni..." condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano segnalava come, nonostante l’ingente mole di applicazioni, i risultati fossero tuttavia meno confortanti per quanto riguarda i concreti effetti:

  • solo il 16% delle amministrazioni consentiva l’invio di documenti on-line e meno dell’8% di avviare e concludere per via telematica l’intero iter relativo al servizio richiesto;
  • circa il 63% dei progetti gestiti in autonomia dai Comuni falliva, sia perché meno del 60% dei Comuni si preoccupava della manutenzione ordinaria e meno del 50% di quella evolutiva, sia perché dopo due-tre anni la mancanza di fondi finiva con l’arenare le iniziative (delle quali solo il 16% sono finanziate con fondi propri dei Comuni).
Simone Chiarelli

Simone Chiarelli24/11/2014 - 09:22 (aggiornato 24/11/2014 - 09:22)

Non aggiungo altro ai commenti sul ruolo, funzioni e caratteristiche dei Digital Champions che si possono approfondire qui:

 

Aggiungo un commento dell'avv. Andrea Lisi da FB:

Allora vi sentite tutti un po' Digital Champion? Io sinceramente NO...
Leggo (dal Corriere: …/renzi-100-digital-champions-riccar…) che ogni Comune italiano si prepara a ricevere i "Medici senza frontiere" del Digitale Italiano! Il paragone mi sembra un po' fuori luogo, nonostante le nostre PA siano evidentemente diroccate. Ma quello che mi lascia davvero di stucco non è l'entusiasmo più o meno sincero con cui si lanciano queste iniziative (attraverso un nuovo blog che viene lanciato per l'occasione da un neo-costituito "movimento" e che presenta al suo interno anche qualche errore di battitura tanto si è organizzato il tutto in fretta un giornalista non te le aspetti queste cose! :)), quanto piuttosto le modalità con cui si affrontano argomenti così delicati che riguardano il futuro di organismi complessi quali sono le nostre PA. E non si può davvero pensare di rivoltarle come un calzino a colpi di bit (i cui comandi poi sono affidati al caso).
Stiamo affidando il futuro digitale dell'Italia a chiunque (gratuitamente) si offra "autodichiarandosi" digital champion (previa "selezione" personale fatta anche sul coefficiente simpatia a quanto pare info: )??
è questa l'Italia Digitale che ci meritiamo?
Mah....io ho qualche dubbio sinceramente.
In bocca al lupo comunque e speriamo di non contribuire a diroccare ulteriormente procedendo così, senza strategia e senza direzioni precise, ma comunicando sempre e costantemente rivoluzioni che arriveranno...

Donatella  Imparato

Donatella Imparato24/11/2014 - 11:25

Grazie per il commento e per i dubbi e perplessità espresse. Sicuramente sul ruolo e le modalità di selezione dei digital champions c’è da discutere; ma quello che più mi premeva mettere in risalto nella notizia è l’interesse del governo per gli investimenti in ict e la relazione tra trasparenza, open data e spending review sulla quale abbiamo avviato un dibattito nella nostra comunità.

Saluti