“PA, TURISMO & SVILUPPO” - IL FUTURO DELLA CALABRIA

letto 2819 voltepubblicato il 26/11/2014 - 16:22 nel blog di Salvatore [Sasà] Barresi

Fare Turismo è pensare il turismo non solo come svago, ma soprattutto come attività economica importante per lo sviluppo della Calabria e per le opportunità di occupazione che potrà offrire.

Fare Turismo è divulgare una nuova “cultura del turismo”, anche a vantaggio di nuovi atteggiamenti e comportamenti imprenditoriali.

Fare Turismo è concretamente offrire orientamenti e opportunità ai giovani e alle persone che desiderino progettare il proprio futuro professionale nel turismo.

Il turismo è una delle realtà più importanti della società contemporanea e presenta implicazioni rilevanti di natura economica e socio-culturale, tanto che è ormai destinato a diventare un’industria trainante in tutte le economie moderne e la primaria fonte di reddito e di lavoro in molti paesi del mondo.

In questo scenario l’Italia presenta una tradizione consolidata, tuttavia fatica a reggere la competizione crescente oltre che dei Paesi con maggiori quote relative al mercato di arrivi e presenze, anche delle nuove aree che si affacciano nel panorama dell’offerta turistica.

Per rispondere alle sfide competitive la modernizzazione delle imprese del settore e la realizzazione di sistemi turistici locali diventano le scelte strategiche più importanti per il suo sviluppo: di conseguenza la disponibilità di capitale umano adeguato è un elemento cruciale per permettere alle realtà territoriali di giocare la propria partita.

A maggior ragione nel Mezzogiorno, ed in Calabria in particolare, che rappresenta la realtà del Paese dove la primaria esigenza è quella di risolvere i problemi dello sviluppo locale e dell’occupazione.

La particolarità delle imprese turistiche, che le differenzia da ogni altra impresa terziaria, è che la qualità del prodotto consumato dai clienti si caratterizza per la presenza fisica degli operatori, che pongono in essere il servizio nello stesso momento in cui questo viene consumato: ne consegue che la professionalità delle risorse umane diventa un punto centrale nella definizione del livello qualitativo della produzione e, in tal senso, la professionalità va intesa oltre che come possesso delle necessarie conoscenze, capacità tecniche e competenze, anche come atteggiamento di massima percezione dei bisogni e delle necessità degli utenti dei servizi turistici.

Allora cosa fare? Un'idea potrebbe essere la costituzione dell’Agenzia di Sviluppo Integrato regionale con lo scopo di svolgere, per le aree turistiche calabresi, un ruolo di sostegno alla programmazione dello sviluppo locale, di promozione e di attuazione di programmi di investimento territoriale:

attrarre investimenti, imprese, attività, cultura, conoscenze, visitatori leisure e d’affari, ecc;
valorizzare l’identità e le specificità locali; promuovere uno sviluppo socio-economico equilibrato sostenibile;
raggiungere una capacità-posizione competitiva distintiva che mette in grado di importare-esportare valore.

Perché fare uno strumento come una Agenzia?

Perché si potrebbe ottenere l’affermazione di un “prodotto territoriale allargato”, difficile da definire, in cui trovano sintesi una parte “hard” (le attività e le infrastrutture, ecc) e una parte “soft” (immagine, servizi all’imprenditorialità, know-how.

L’accesso all’informazione, ecc). Inoltre, se si vuole cercare una definizione più “diretta” ma ancora sufficientemente generale, si può dire che ciò che si offre sono insieme:

(1)un complesso di opportunità-economie localizzative (intese nel senso più ampio del termine) per attirare nel territorio le “cose” e “persone”;

(2)una gamma di prodotti (materiali e immateriali) promossa con una identità precisa (esplicitata da un’immagine) percepita e affermata fuori dal territorio (“esportazione”).

Urge far ragionare le istituzioni di “territorio”, ovvero di un aggregato di risorse, attori, attività, che nell’insieme concorrono a dare forma allo sviluppo e alla creazione di valore, ma che conservano, con grado maggiore o minore a seconda di situazioni specifiche, la propria autonomia.

Perché non pensare, con una metafora, il “territorio come impresa” e prendere in esame la presenza di “un” solo centro decisionale leader (in senso proprio) e quindi la possibilità di ottenere convergenza e coordinamento dei comportamenti?

Perché lavorare insieme pubblico e privato? Perché si deve arrivare alla creazione di valore (in senso ampio, ovvero reddito, occupazione, qualità della vita, ecc) attraverso l’utilizzo delle risorse materiali e immateriali del territorio (e, ovviamente, loro ulteriore incremento e accumulo).

Ma soprattutto lo si deve fare perché oggi il vero problema e di trovare vie per generare un circuito virtuoso tra le risorse/attività interne al territorio e le risorse/attività esterne al (o che provengono dall’esterno del) territorio.

Il Turismo nel in Calabria ha una valenza indiscussa ed è, e sarà, parte importante dello sviluppo.

Questa affermazione accomuna tutti quelli che promuovono iniziative di aggregazione soprattutto per generare un Sistema Locale di Offerta Turistica (SLOT) riguardante un “Insieme di attività e fattori di attrattiva che, situati in uno spazio definito (sito, località, area), siano in grado di proporre una offerta turistica articolata e integrata, ossia rappresentino un sistema di ospitalità turistica specifica e distintiva che valorizza le risorse e la cultura locale”.

Si tratta di un sistema, più o meno vasto e articolato in cui convivono, o possono convivere, molteplici prodotti e forme di offerta; in cui  l’interdipendenza economica e decisionale dei numerosi attori che ne fanno parte può dar luogo a situazioni di integrazione e coordinamento diverse per grado e modalità.

Ma quali ostacoli ci sono allo sviluppo delle forme di collaborazione tra operatori e istituzione?

Le risposte sono molteplici e sono:

una cultura politica, imprenditoriale e manageriale conservatrice;
Una difficoltà di conciliare la situazione di forte interdipendenza economica e decisionale in cui operano gli attori con la relativa “facilità” di perseguire comportamenti opportunistici e di profitto di breve periodo;
Una mancanza di risorse economiche e finanziarie necessarie a creare le condizioni minime per avviare processi di cambiamento;
Una difficoltà prevedere i risultati dell’azione comune e la distribuzione dei benefici fra i partecipanti. Come si vincono queste difficoltà creando le capacità di intervenire sulle attrattive, sui prodotti e sui servizi offerti nel/dal territorio e puntare alla valorizzazione delle specificità locali che hanno valore distintivo (no ai “non luoghi”, si all’identità di luogo);
Coinvolgere il numero massimo possibile di attori nei progetti; Finanziare stabilmente l’attività, anche con forme di partecipazione diretta degli attori;
Porre attenzione alla formazione e alla diffusione dei progetti;
Porre attenzione all’innovazione e a tutti gli strumenti che possono sostenerla;
Aumentare la capacità di comunicare il territorio, grazie anche a marchi che ne facilitano la riconoscibilità.

Bisogna lavorare nella definizione e realizzazione di un modello di ospitalità che soddisfi le esigenze del turismo sociale, mirando alla definizione, dopo l'elaborazione di una Mappa delle Opportunità di sviluppo turistico dell'area, di un modello di ospitalità che soddisfi le condizioni di accessibilità (abbattimento delle barriere architettoniche) e qualità dell'accoglienza, utilizzando l'impresa sociale e la micro - impresa come leve per l'integrazione delle persone con disabilità e come risposta alle esigenze di sviluppo turistico sostenibile.

Bisogna lavorare nella valorizzazione del Turismo per tutti e delle Imprese Turistiche già esistenti, tutto teso sia all'identificazione delle opportunità esistenti di creazione e sviluppo di prodotti turistici accessibili ai visitatori con bisogni speciali sia alla sensibilizzazione, sui temi della qualità dell'accoglienza e dell'integrazione, nei riguardi di operatori economici ed amministratori presenti sul territorio.

L'obiettivo è il miglioramento delle risorse strutturali ed umane, per fare in modo che i concetti di qualità e comfort del Turismo per Tutti integrato diventino un modello di gestione manageriale e patrimonio comune ed esteso a tutto il comparto economico dell'area.

Tutti gli attori pubblici e privati devono lavorare per l'area, per un ruolo di sostegno alla programmazione dello sviluppo locale, di promozione e di attuazione di programmi di investimento territoriale.

Questa potrebbe portare ad una nuova “economia” calabrese ed un capovolgimento della cultura odierna di un turismo mordi e fuggi.

Dr. Salvatore Barresi

Sociologo Economista