Gli eleader e il cambiamento - – riflessioni a valle del seminario di Napoli sulla Cultura digitale

letto 2139 voltepubblicato il 18/12/2014 - 11:07 nel blog di Nello Iacono, in Cultura digitale

Tanti gli spunti anche dalle relazioni e dalla discussione tra i partecipanti all’edizione di Napoli dell’11 dicembre del seminario "Cultura e competenze digitali nella PA, cerchiamo e-leader!".

Uno che mi sembra in particolare utile sottolineare è quello relativo al ruolo di innovatore che ricopre l’e-leader all’interno di una organizzazione. Innovatore nel senso più proprio del termine: di chi realizza un cambiamento. Il focus sulla realizzazione, sulla messa in pratica, è fondamentale per mettere nella corretta prospettiva le competenze necessarie all’e-leader, che deve essere in grado di avviare e percorrere l’intero iter che, semplificando, si compone di più fasi (semplificando)

  • la visione (l’innovazione utile e possibile, il cambiamento anche radicale su cui investire);
  • la valutazione delle condizioni di contesto;
  • l’identificazione degli elementi necessari per il successo;
  • la costruzione della squadra (con l’obiettivo anche di “formare nuovi eleader” come ha puntualizzato Flavia Marzano) e del percorso progettuale di cambiamento;
  • la conduzione e il monitoraggio del progetto, l’attuazione del cambiamento, della nuova iniziativa (nel caso esposto nell’entusiasmante testimonianza di Domenico Pennone, la , il magazineWebTV MetroNapoli.it).

Capacità strategiche, importanti per ipotizzare un nuovo scenario, e allo stesso tempo capacità di project management (nel senso più lato: dalla pianificazione e conduzione delle attività alla costruzione del team e alla sua evoluzione) e di sviluppo di una comunità innovativa (il cambiamento è duraturo se cambia la cultura delle persone).

Con il pieno sfruttamento delle opportunità del digitale, “pensando digitale”, è un sapiente equilibrio tra visionarietà, pragmatismo, capacità di ascolto e coinvolgimento, determinazione e tenacia.

Perché il cambiamento si conquista, e mai da soli.

2 commenti

Angela  Creta

Angela Creta19/12/2014 - 12:58

Grazie Nello per questo interessante contributo! Approfitto per segnalare che su  sono disponibili i materiali dell'evento di Napoli. 

Bruno Citarella

Bruno Citarella19/12/2014 - 11:01 (aggiornato 19/12/2014 - 11:01)

...Capacità strategiche, importanti per ipotizzare un nuovo scenario, e allo stesso tempo capacità di project management (nel senso più lato: dalla pianificazione e conduzione delle attività alla costruzione del team e alla sua evoluzione) e di sviluppo di una comunità innovativa (il cambiamento è duraturo se cambia la cultura delle persone)...

Dovrebbero essere previste formalmente (in organigramma) una o più figure del genere in ogni PA centrale o locale che sia, soprattutto per supportare il "top management" che a dispetto del nome molto spesso mastica poco di pianificazione e gestione soprattutto se in connessione con le "nuove" tecnologie digitali!